Lisa Verdi e l'antico codice
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 2009
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Un 2° libro "superbo" più avvincente del 1°
Devo confessare che ho gradito di più “Lisa Verdi e l’antico codice” rispetto al primo libro. E questo perché la presenza di personaggi multiformi, come gli stregoni, gli spettri e i vampiri mescolati con gli elfi rendono accattivante la lettura. Bisogna sottolineare come lo stile nel secondo libro si più maturo, ricco di pathos e soprattutto di suspance. Gli elementi fantastici e fantascientifici si fondono con grande maestria. I personaggi, sia buoni e cattivi, entrano nel cuore del lettore e rimangono radicati nel profondo dell’anima, portandoceli a conoscere sino in fondo e la cosa positiva e che invece di farceli odiare riesce con simpatia e maestria a renderli simpatici, come il vampiro Lispoto nonostante la sua orripilante descrizione. Lisa Verdi e l’antico codice è un testo che appassiona, commuove e diverte. Un libro originale che non da mai niente di scontato e che a mio avviso può essere adattato ad una trasposizione cinematografica.
Per concludere un libro consigliato a tutti. In attesa di leggere il libro conclusivo della trilogia rifaccio i miei complimenti all’autrice.
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Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 2008
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URGE IL SEGUITO!
Il seguito del romanzo precedente sopra citato non ha deluso le aspettative e rivela una maturazione dell'autrice, già fantasiosa di suo, ma capace questa volta di colpi di scena davvero interessanti. La storia scorre impetuosa come la precedente con dei personaggi nuovi che stuzzicano la fantasia del lettore fantasy. Voglio azzardare, a scapito forse di una piccola rivelazione sulla trama, che personalmente mi è molto piaciuto Lispoto, Principe degli Elfi Vampiri, ma è un'opinione dettata dai miei gusti particolari. Un consiglio che voglio dare all'autrice: dare rilevanza a questo personaggio, nato con tutti i canoni del cattivo, ma... e chi vul capire, legga, lo consiglio.
Mirevole la sospensione su certi eventi del romanzo che, inevitabilmente, reclama un seguito a chiusura.









