Agrò e la scomparsa di Omber
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La trama e le recensioni di Agrò e la scomparsa di Omber, romanzo di Domenico Cacopardo edito da Marsilio. Risolto da poco il caso Carpino, prima inchiesta di Italo Agrò, il giovane e talentuoso sostituto procuratore della Repubblica di Roma si ritrova a investigare su una serie di persone collegate alla sua precedente indagine, a causa della sparizione del socio di Abramo Carpino, il commerciante Omber Pagliotta - denunciata dalla figlia Alicante - e di quella del suo autista Sabino Utignaro. Agrò indaga nel mondo degli affari del commerciante scomparso, scoprendo che è destinatario di molti quattrini, inviatigli via Malta e via San Marino da organizzazioni criminali, che vengono impiegati da Pagliotta per finanziamenti e partecipazioni azionarie. Ma nelle indagini si innesta anche un filone di pedofilia e di frequentazione di prostitute, che sembra ingarbugliare maggiormente la già intricata matassa della vicenda. Un nuovo coinvolgente caso per Italo Agrò, dalla penna di Domenico Cacopardo, per una storia che incrocia la trama del giallo al racconto dell'Italia, nella quotidianità dei protagonisti della vicenda, ma anche e soprattutto nei contorni politici e sociali del nostro paese.
Domenico Cacopardo è nato nel 1936. Siciliano, è vissuto in varie città italiane, condotto dagli impegni professionali. Consigliere di Stato sino al 2008, è stato anche Magistrato per il Po (Parma) e Magistrato alle Acque (Venezia). Ha fondato l'Aspen Institute Italia, del cui board è componente a vita. Collabora con vari quotidiani e periodici. Il sostituto procuratore Italo Agrò è il protagonista dei suoi gialli: L'endiadi del dottor Agrò (2001), Cadenze d'inganno (2002), La mano del Pomarancio (2003), L'accademia di vicolo Baciadonne (2006), Agrò e la deliziosa vedova Carpino (2010). Ha scritto inoltre: Il caso Chillé (1999), Giacarandà (2002), Virginia (2005) e Carne viva (2008). Sue raccolte di poesia: Polifemo e altro (1982), Il guerriero egizio (1984) e L'implicito sublime (1987, Premio Pedrocchi).
Domenico Cacopardo è nato nel 1936. Siciliano, è vissuto in varie città italiane, condotto dagli impegni professionali. Consigliere di Stato sino al 2008, è stato anche Magistrato per il Po (Parma) e Magistrato alle Acque (Venezia). Ha fondato l'Aspen Institute Italia, del cui board è componente a vita. Collabora con vari quotidiani e periodici. Il sostituto procuratore Italo Agrò è il protagonista dei suoi gialli: L'endiadi del dottor Agrò (2001), Cadenze d'inganno (2002), La mano del Pomarancio (2003), L'accademia di vicolo Baciadonne (2006), Agrò e la deliziosa vedova Carpino (2010). Ha scritto inoltre: Il caso Chillé (1999), Giacarandà (2002), Virginia (2005) e Carne viva (2008). Sue raccolte di poesia: Polifemo e altro (1982), Il guerriero egizio (1984) e L'implicito sublime (1987, Premio Pedrocchi).
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