Chiudi gli occhi
Letteratura italiana
Editore
«Cosa ci manca oggi dei romanzi che abbiamo letto da giovani? Forse la semplice gioia di una grande storia che ci accompagni a lungo, con i suoi personaggi, fino al brivido e alla malinconia dell’ultima pagina.
Un paese sonnecchia sulle rive di un lago del Norditalia, apparentemente tranquillo, in realtà percorso da silenziosi rancori, conflitti razziali, debolezze inconfessabili, e su tutto e dappertutto il sesso con la sua potenza sottile e distruttiva, estrema risorsa per dare un senso a vite annoiate. Ma questo sonno illusorio culla anche l’incubo di un delitto avvenuto tredici anni prima: lo stupro e l’assassinio di una ragazza innocente. E la quiete si spezza quando nel paese ritorna Andrea, che all’epoca tutti avevano considerato colpevole di quell’infamia. Il suo arrivo fa esplodere tutte le tensioni: la ricerca della verità sul delitto, in cui Andrea si trova al fianco un prete ateo, un enigmatico immigrato islamico, una ragazza infelice e meravigliosa, assume le cadenze irresistibili di una resa dei conti collettiva, scandita da colpi di scena che nel finale rovesceranno ogni certezza.
Al tempo stesso thriller e sorprendente romanzo sociale, immersione nelle voragini dell’Io e perfetto meccanismo di suspense, questo libro ci restituisce il piacere di una lettura ampia, di grande respiro, in cui il lettore finisce per scoprire, nel ritratto del paese, i lineamenti del proprio volto. Delle proprie paure e passioni».
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 1
Invito alla lettura di Bruno Elpis
L’ambientazione lacustre, decisamente, crea un’ottima atmosfera per una storia nella quale gli elementi si combinano in una miscela esplosiva, che deflagra in una scena collettiva – quella della resa dei conti - di straordinaria violenza fisica ed emotiva: un’autentica mattanza.
Tutto origina da un orrendo delitto (una ragazzina stuprata e uccisa) e dal ritorno in paese dell’indiziato, dopo anni di ostracismo volontario.
A questo punto agiscono i catalizzatori di una reazione chimica inarrestabile: gli antichi rancori, la mentalità chiusa di un paesino sciovinista e omofobo, il bullismo violento dei fratelli della giovane assassinata e di un loro amico, l’ascendente esercitato da un prete ateo e blasfemo che effonde la propria umanità sui cittadini, pur vincolato al segreto del confessionale.
Il ritmo di “Chiudi gli occhi” è davvero incalzante, le scene forti si alternano a riflessioni e descrizioni paesaggistiche, alle quali Raul Montanari ci ha abituati con i suoi romanzi.
Sono questi gli ingredienti per i quali la critica ha accostato il nostro autore a Balzac?
Giudizio sintetico sul romanzo: verrebbe da dire “occhei”, per mimare il tormentone del romanzo.









