I sette peccati capitali e le sette virtù capitali
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Letteratura italiana
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La trama e le recensioni di "I sette peccati capitali e le sette virtù capitali", romanzo di Giorgio Scerbanenco edito da Garzanti. Capire perché Giorgio Scerbanenco venga considerato da molti tra i maggiori scrittori italiani contemporanei, e perché continui ad appassionare generazioni di lettori, è molto semplice: basta lasciarsi conquistare da queste sue folgoranti incursioni tra i vizi e le virtù, dalla ricchezza dei personaggi e delle trame, nutriti da una immaginazione che non perde mai il contatto con la realtà. C'è la maestria del narratore che sa catturare fin dalla prima frase e poi tiene viva la curiosità e la tensione con intrecci ricchi di suspense e scariche di adrenalina, ma anche con divagazioni e imprevisti. C'è la capacità di dare una forma al racconto, inventando a volte strutture sorprendenti. Ci sono i personaggi, con i loro sogni e le loro ferite, le loro debolezze e le loro qualità: bastano poche frasi, un dettaglio, per sbalzarli fuori dalla pagina e renderli vivi e presenti, con le loro passioni e i loro segreti. Quelli che Scerbanenco racconta in I sette peccati capitali e le sette virtù capitali sono uomini e donne a volte abietti a volte generosi, a volte folli a volte fin troppo lucidi, ma sempre alle prese con il loro destino: si compone, alla fine, una imprevedibile Divina commedia tutta contemporanea, dove possiamo vedere che il bene e il male esistono ancora, e possiamo soppesare la loro eterna differenza. Senza dimenticare che per Scerbanenco il Purgatorio non esiste: per questo ci obbliga a scegliere, in ogni pagina, tra l'Inferno e il Paradiso.
Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev, a 16 anni si stabilisce a Milano; per guadagnarsi da vivere fa molti mestieri finché non approda al mondo dell'editoria. Dopo aver scritto migliaia di racconti «rosa», si dedica al «poliziesco», e nel 1968 vince l'ambitissimo «Gran Prix de la littérature policière». Fra i titoli di maggio successo Venere privata, Traditori di tutti, Al servizio di chi mi vuole, La ragazza dell'addio, I milanesi ammazzano al sabato, Milano calibro 9, Dove il sole non sorge mai, Ladro contro assassino, I ragazzi del massacro, Le principesse di Acapulco, Europa molto amore, Al mare con la ragazza e La sabbia non ricorda.
Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev, a 16 anni si stabilisce a Milano; per guadagnarsi da vivere fa molti mestieri finché non approda al mondo dell'editoria. Dopo aver scritto migliaia di racconti «rosa», si dedica al «poliziesco», e nel 1968 vince l'ambitissimo «Gran Prix de la littérature policière». Fra i titoli di maggio successo Venere privata, Traditori di tutti, Al servizio di chi mi vuole, La ragazza dell'addio, I milanesi ammazzano al sabato, Milano calibro 9, Dove il sole non sorge mai, Ladro contro assassino, I ragazzi del massacro, Le principesse di Acapulco, Europa molto amore, Al mare con la ragazza e La sabbia non ricorda.
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Opinioni inserite: 1
I sette peccati capitali e le sette virtù capitali
2012-01-13 07:36:30
Pelizzari
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Il nero e il bianco
Il libro è una raccolta di racconti, aventi ciascuno, come titolo, o un peccato o una virtù capitale. L'idea è molto bella, una sorta di mini Divina Commedia (anche se il paragone è una vera eresia!) con un'ambientazione molto milanese. Le strutture dei racconti sono particolari, così come i personaggi, con le loro ferite e i loro sogni, le loro debolezze e le loro qualità, le loro passioni e i loro segreti. Quello che proprio non mi è piaciuto e che mi porta a dare un giudizio negativo, è lo stile, che ho trovato freddo. Fa correre troppo il lettore, non fa entrare in simbiosi con i personaggi, non fa essere partecipi, non crea empatia.
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