Il birraio di Preston Il birraio di Preston

Il birraio di Preston

Letteratura italiana

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Camilleri inventa poco delle vicende che trasforma sulla pagina in vorticosi caroselli di persone e fatti - qui il fatto vero, conosciuto dalla celebre "Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1875-76", è il susseguirsi di intrighi, delitti e tumulti seguiti alla incomprensibile determinazione del prefetto di Caltanissetta, il toscano Bortuzzi, di inaugurare il teatro di Caltanissetta con una sconosciuta opera lirica, "Il birraio di Preston". E anche in questo attenersi al fondo di verità storica c'è probabilmente un senso preciso: in Sicilia non serve attendere che la storia si ripeta per avere la farsa. La storia, per i siciliani, si presenta subito, al suo primo apparire, con la smorfia violenta e assurda della farsa.

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Il birraio di Preston 2017-03-17 18:16:58 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    17 Marzo, 2017
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Eros e Thanatos

I “cunti” di Andrea Camilleri, impreziositi da riferimenti letterari in un linguaggio che l'autore si diverte a plasmare magistralmente in siculo, fiorentino, romano, lombardo, possiedono la forza ipnotica delle favole che si raccontano ai bambini, ma non la stessa innocenza, carichi come sono di arguzia e sensualità.
In questo romanzo, in particolare, Eros e Thanatos si intrecciano in diverse occasioni, superando i confini della legge e della buona creanza.
La profonda, amara conoscenza dei fatti di Sicilia, di verità taciute o mezzo rivelate, di menzogne create ad arte dai “potenti” con la manovalanza di servi del potere, emerge per intero in questa piccola perla ispirata a fatti realmente accaduti nella seconda metà dell'Ottocento.
La potenza della parola, ancora più pregnante nella sua espressione dialettale, rasenta spesso la comicità, persino quando irrompe la tragedia a congelare l'amplesso di due amanti e la corsa un po' goffa di un ribelle dell'ultim'ora, o rimbomba un colpo sparato a bruciapelo, o una lama fredda penetra in un “gargarozzo”.
Emerge chiaro che fortezza inespugnabile, a dispetto del malcontento popolare, non è tanto la mafia quanto la mafiosità, sorretta da un sistema ad incastro in perfetto equilibrio tra criminalità e tutela della legge.
Guai a rompere questo equilibrio, pena la morte con disonore, perché se c'è una cosa peggiore di un servo prepotente è “un servu pripotenti di la liggi”.
Le ultime pagine, con due sentenze di morte eseguite a sorpresa tra aranceti carichi di frutti, ricordano proprio quella particolare qualità di arancia striata di rosso, vivace e vagamente inquietante.

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Il birraio di Preston 2015-03-16 19:14:34 Sydbar
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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    16 Marzo, 2015
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Luoghi comuni o pura realtà

Questo romanzo di Andrea Camilleri colpisce moltissimo per la sua peculiarità di raccontare una Sicilia intrisa di lughi comuni o forse sono grandi verità?
Un teatro di nuova costruzione, da inaugurare con una grande opera prima, un Prefetto che vorrebbe che venga rappresentata un'opera sconosciuta ai più...perchè? Questa è una domanda da un milione di euri.
Ma soprattutto un'opera che è particolarmente odiata dai cittadini...opera che porterà a scindere la città in fazioni rappresentate da un "bravo manzoniano" e dei popolani molto "Renzo e Lucia".
Un irrimediabie disastro, una tragedia che colpirà delle persone e che ne lascerà il segno profondo in altre.
Una mafia in pieno sviluppo...una mafia storica...dei personaggi mafiosi che si configurano come delle icone. Una trama che si sviluppa su più fronti, storie che narrano di altre storie, insomma un capolavoro camilleresco.
Eccellente ritratto di una Italia appena unificata.
Buona lettura a tutti.
Il Syd

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Il birraio di Preston 2014-10-26 17:17:32 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    26 Ottobre, 2014
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Il capolavoro di Camilleri

Credo che se avesse potuto leggerlo Leonardo Sciascia ne sarebbe rimasto incantato, così come lo sono stato io. Intendiamoci, ed è una premessa indispensabile, Il birraio di Preston non è il solito romanzo di Camilleri, gradevole, appassionante, con la presenza magari di qualche spunto e di qualche fine civile; è invece molto di più e anche il linguaggio usato, quel siciliano italianizzato, che è una caratteristica dell’autore, è assai più comprensibile che in altre sue opere; la struttura del racconto è inoltre costituita da un alternarsi temporale, un prima, un durante e un dopo, trovata che in genere può disorientare, ma che se ben congegnata finisce con il costituire un ulteriore motivo di piacevolezza.
La vicenda è tortuosa, i personaggi sono tanti, ma qui Camilleri è senz’altro riuscito a esprimere il meglio del suo talento, raccontando di un fatto accaduto ben più di un secolo fa, quando l’isola era da poco parte del Regno d’Italia e se qualche spunto è reale, attinto dall’Inchiesta parlamentare sulla Sicilia del 1876, il resto è frutto di pura fantasia creativa. Tutto ruota intorno alla decisione del prefetto toscano di Montelusa di inaugurare il teatro di Vigata con la rappresentazione di un’opera lirica, appunto Il birraio di Preston. E questo è un fatto vero, come i disordini che ne conseguirono, poiché gli abitanti si opposero fermamente a questa decisione, imposta dall’alto e perciò non di loro gradimento, qualunque fosse il valore dell’opera. Come dicevo i personaggi sono tanti e quasi sembrano lottare, sgomitando, per ritagliarsi un angolo di notorietà, dal più umile al più altolocato. Alcuni sono delle vere e proprie macchiette, che Camilleri si diverte a dipingere a suo modo, facendo loro interpretare alcuni passaggi che strappano più di una risata; altri invece sono seri, troppo seri, al punto anch’essi da muovere al riso, come le figure del prefetto e del questore.
Camilleri ci narra di questa rappresentazione operistica, dell’incendio del teatro e delle indagini successive e nel parlarci di questi fatti e di questa varia umanità finisce con il descrivere non solo la Sicilia postunitaria, ma anche l’Italia d’oggi, percorsa da interessi segreti che stanno sotto l’apparenza degli eventi, di una realtà ufficiale così dissimile dalla realtà effettiva, in un paese in cui, vigendo un sistema di potere capace di manipolare la verità, può accadere che l’onestà diventi una colpa e che invece la criminalità finisca con l’essere un merito.
Quando il travisamento della realtà è imperante ed è pratica comune, non è più possibile discernere il vero dal falso, il galantuomo dal disonesto, in un sistema che spegne sul nascere le speranze, che è auto conservativo, che tutto soffoca, obliando il passato e infinocchiando il presente.
Non tutti i personaggi sono così, solo quelli che detengono le leve del potere, i funzionari di stato, i politici e i malavitosi; gli altri possono anche essere onesti e pure eroici, ma per i burattinai che muovono i fili di un’eterna rappresentazione non sono altro che comparse, buone solo a piegare la schiena, ad apparire sul palcoscenico e a rimanervi per il tempo che sarà ritenuto necessario, per poi scomparire, come oggetti usati e inutili che non meritano nemmeno l’attenzione del robivecchi.
Tutto era così al tempo dell’incendio del teatro di Vigata, lo fu anche in seguito, lo è oggi e, ahimé, lo sarà anche domani.
Il birraio di Preston è un autentico capolavoro.

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Il birraio di Preston 2010-10-12 15:20:20 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    12 Ottobre, 2010
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il birraio di Preston

Come sempre Camilleri prende spunto da fatti realmente accaduti per poi costruire con la propria fantasia avvenimenti e personaggi. Siamo alla fine del 1800, tra Montelusa e Vigata, il Prefetto, di origine toscana, si intestardisce nel voler inaugurare il nuovo teatro di Vigata con un opera lirica " il birraio di Preston" invisa ai siciliani. Ne scaturiscono incidenti e tumulti.
Divertente, ironico come sempre, scorrevolissimo alla lettura. Camilleri si cimenta nella trasposizione di diversi dialetti : oltre al noto siciliano,questa volta il Maestro ci diletta con spassosi personaggi provenienti dalla Toscana, dalla Lombardia, da Roma...senza perdere mai la consueta verve.
Interessante anche l'idea di proporre venti capitoli interscambiabili, volendo si potrebbe cambiare la sequenza di lettura senza che la comprensione del romanzo ne sia danneggiata.
Imperdibile per chi ama i romanzi di Camilleri.

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