Il cane di terracotta
Letteratura italiana
Editore
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 4
un romanzo stupendo
Salvo Montalbano svolge una nuova indagine e ad affiancarlo ci sono i compagni della precedente avventura ed, ovviamente, la sua Livia, un po' a distanza e un po' al suo fianco, quasi come una spina, oserebbe dire Pupottina, poiché il personaggio ha tutti i capricci di una donna, ahimè, lo deve ammettere.
La storia d'amore tragica di Lisetta e Mario le fa accapponare la pelle, ma è terribilmente romantica e non riesce a non commuoverla, un po' come avvenne vedendone la trasposizione televisiva. Forse, anche questo fattore influisce ... e il cane, il protagonista senza vita, puro ornamento, riesce a farsi dare l'onore di essere il titolo di questo romanzo poliziesco. Alla fine anche il cane di peluche, troverà il suo modo di vegliare sui dormienti. Pupottina trova affascinanti quelle usanze ben descritte nel libro.
Indicazioni utili
Il cane di terracotta
Lo stile di Camilleri è ovviamente inconfondibile...c'è dentro una gran bella storia d'Amore, quello di altri tempi! (credo mi sia piaciuto tanto perchè è stato un regalo che ha un significato speciale) Se vi piace lo stile del maestro del giallo leggetelo, vi farà entrare nel cuore della mia Sicilia!
Indicazioni utili
il cane di terracotta
uno dei pri libri di camilleri su montalbano. molto bello. ci fa amare una sicilia che ci sembra conoscere da sempre, ci fa quasi sentire gli odori di quei posti . molto tenera la storia dei due..... Ma forse se qualcuno lo deve ancora leggere ,è giusto che mi fermi qui. (un consiglio: leggetelo).
Indicazioni utili
montalbano
Uno dei primi romanzi di Camilleri con protagonista il commissario Montalbano, precisamente il secondo di una lunga e ancora prolifica serie. La scrittura di Camilleri è appasionante, ironica a tratti veramente spassosa e questo si riflette sul protagonista del romanzo, il quale non manca mai di stupirci per arguzia, sagacia e intelletto fino. Impossibile non amarlo questo commissario.... Due parole sul linguaggio dialettale spesso usato da Camilleri: bè che dire? dà quel tocco in più ed è comprensibile anche a chi dalla Sicilia dista migliaia di chilometri.









