Il maestro delle ombre Il maestro delle ombre

Il maestro delle ombre

Letteratura italiana

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Fu il primo dei tribunali della curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale. Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenzieria si sia occupata e continui a occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose. Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche altrimenti conosciuta come: il tribunale delle anime. È qui che bene e male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell'archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi. E per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro che sono alla costante ricerca di ciò che l'occhio di un semplice detective non può scorgere. Un'anomalia.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il maestro delle ombre 2016-12-10 13:59:29 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    10 Dicembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 2016
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"Sott'er celo de Roma"

Ero curioso di sapere come sarebbe stato leggere uno degli autori italiani contemporanei più internazionali. Quel che mi sento di dire è che, probabilmente, Donato Carrisi è uno di quegli autori fruibili da chiunque, un po' come Jeffery Deaver o Michael Connelly, per intenderci. Forse è a questo che è dovuto il suo successo.
Con "Il maestro delle ombre", Carrisi ci ripropone il frate penitenziere Marcus, in una Roma devastata dal maltempo e da un blackout.
La lettura è scorrevolissima e la trama intrigante fin dal principio, mai noiosa e carica di colpi di scena (anche se alcuni risultano abbastanza prevedibili).
Immagino che Carrisi possa essere ormai annoverato tra i grandi scrittori di thriller contemporanei, anche se forse gli manca ancora qualcosa per essere perfetto.

"Il maestro delle ombre " ha inizio con il nostro protagonista, Marcus, imprigionato in una cella inusuale, il Tullanium. Ha perduto la memoria, ma lungo la sua strada troverà degli indizi che lo porteranno alla ricerca di un bambino sparito nove anni prima, indizi scritti di suo pugno, come se avesse previsto la propria amnesia. Roma, nel frattempo, è devastata dal maltempo e il Tevere minaccia di uscire dei propri argini, mentre un blackout forzato staglia ombre scure sulla capitale, preannunciando la follia che si riverserà per le strade al tramonto. Sciacallaggio, vandalismo, vendette, rancori. È in questo scenario che Marcus, insieme alla sua vecchia fiamma Sandra, dovrà seguire la scia di indizi e affrontare una serie di ostacoli non indifferenti: l'ispettore Vitali, uomo dalle oscure mansioni che si erge al di sopra delle leggi, e la Chiesa dell'eclissi, organizzazione misteriosa e senza scrupoli che vede nel blackout l'adempimento di una profezia vecchia di secoli, pronunciata dal Papa Leone X. Una profezia che nasconde misteri macabri e ancora irrisolti.

"Era la dittatura della tecnologia, pensò Vitali. La gente ne stava sperimentando le conseguenze. Ti rende l'esistenza più facile ma, in cambio, ti sottomette. Credi di averne il controllo, invece ne sei schiavo. Adesso erano liberi. Ma la libertà li spaventava. Non sapevano gestire la nuova situazione, e così diventavano un pericolo gli uni per gli altri. "

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Il maestro delle ombre 2017-05-05 02:33:06 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    05 Mag, 2017
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La morte spesso è impudica

Dunque.
Markus è dell’ordine dei penitenzieri.
È un prete, ehm, ma ama Sandra Vega (la incontra in dark room!!! Boh).
Si risveglia in una situazione quantomeno anomala (“Perché si era ritrovato nudo e ammanettato in fondo al Tullianum”). E deve occuparsi dell’imbarazzante morte di un alto prelato (“La gogna del piacere. Pare sia una pratica di autoerotismo bondage”). Tant’è. “Ma la morte spesso è impudica e si diverte a svergognarci”.

Intanto Roma – forse condizionata dall’oscura profezia di Leone X - si accinge ad affrontare un black out senza precedenti. Le forze dell’ordine sono allertate perché “ogni psicopatico della città si stava già armando per consumare la propria vendetta o, semplicemente, per dare sfogo a in istinto sopito per anni”. Uomo avvisato, mezzo salvato. O no?
Nossignori. In questo cataclisma Markus cerca di svolgere la propria missione come meglio può (“L’appunto che si era ritrovato un tasca al Tullianum: Trova Tobia Frai”).
A questo punto, la mia povera mente smarrita e impressionata richiede un rapido riepilogo della vicenda: “Un bambino scomparso da nove anni, scarpe bianche di tela, il Tullianum, un vescovo morto in circostanze assurde, la tua breve amnesia…”

Ovvio che in quest’atmosfera disastrosa un’incursione a casa del giocattolaio (“Al Giocattolaio piacevano i balocchi del passato”) non è certamente né ricreativa (“Al Giocattolaio era toccata in sorte la peggiore delle torture antiche. La bambola di cera”), né una passeggiata. Anche perché uno sciagurato burattinaio muove la trama in crescendo horror (“Dopo aver predisposto il bagno di mosche per il Giocattolaio, l’assassino era sceso di sotto e aveva atteso davanti al computer che il vescovo Gorda attivasse la gogna”) con una gerarchia – quella della chiesa dell’eclissi – degna del più organizzato dei poteri temporali (“Li chiamiamo il Vescovo, il Giocattolaio e l’Alchimista…. Sopra ognuno di noi c’è il Maestro delle ombre”).

Si capisce che non mi è piaciuto?

Giudizio finale: non pervenuto.

Bruno Elpis

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Il maestro delle ombre 2017-04-22 08:04:24 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    22 Aprile, 2017
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Il sacco di Roma dei nostri giorni

L'ultimo libro pubblicato da Donato Carrisi nel 2016 ha di nuovo come protagonista il penitenziere Marcus, dopo “Il tribunale delle anime” e “Il cacciatore del buio”.
E' un giorno di febbraio del 2015 e su Roma si abbatte un temporale senza precedenti, la pioggia dura più di due giorni ininterrottamente: un fulmine colpisce una delle centrali elettriche e viene imposto un blackout totale di 24 ore. Si scatena l'apocalisse: uno scenario che ha ben poco di realistico ma direi nemmeno di abbastanza credibile.
Una volta però accettato il fatto che si tratta di un romanzo, che non è realistico né credibile che si possa veramente verificare una situazione del genere, con una tale concentrazione di eventi sfortunati e catastrofici, ci possiamo gustare questo thriller, con sconfinamenti nell'horror, molto ben realizzato e accattivante.
La trama è studiata in modo magistrale e gli incastri del puzzle da ricostruire per scoprire la verità sono perfetti. Gli scenari descritti sono veramente affascinanti, una volta lasciata la razionalità ci possiamo far trasportare dalla fantasia e vivere un'avventura macabra, pericolosa e dal ritmo incalzante.
Scendiamo nelle fogne con Marcus e Sandra fra topi, onde di piena del Tevere e delinquenti psicopatici, ma anche ville patrizie sotterranee, a testimonianza dell'ambientazione d'eccezione in cui si svolge la storia.

“Lungo il tragitto, sbucarono in un'ampia sala. Marcus sollevò il fascio di luce e mostrò a Sandra la magnificenza di una volta affrescata.
'Che posto è questo?' chiese lei, affascinata dalle scene conviviali e di libagioni.
'Una villa patrizia.' Poi le indicò un punto preciso. 'Vedi quell'uomo e quella donna? Erano i padroni della casa.'
Due giovani sposi, ritratti mentre raccoglievano i doni di un frutteto per offrirli ai propri ospiti.”

Roma è sconvolta da una moderna razzia: orde di pazzi dallo sguardo spento devastano la città eterna ed hanno un unico scopo: saccheggiare, distruggere, fare del male, uccidere. Nel mezzo di questo scenario Marcus e Sandra devono fronteggiare una setta satanica che commette crimini esoterici, uccisioni per mezzo di torture medievali, serial killer che si nascondono in Vaticano: sembra di assistere ad un film oppure leggere un fumetto di genere giallo/horror di buona qualità.
E, nella migliore tradizione di Carrisi, alla fine niente è come sembra. Non esistono confini netti tra il bene e il male, ma entrambi fanno parte dell'essere umano.
Il romanzo mi è piaciuto molto, anche se il finale ormai è talmente “in stile Carrisi” che non è stato più una sorpresa, me lo aspettavo.
La lettura è stata molto scorrevole e piacevole, pur trattando tematiche scabrose.
In conclusione, un ottimo romanzo, appassionante e avvincente, che fa trascorrere delle ore piacevoli agli appassionati di thriller.

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Il maestro delle ombre 2017-04-10 10:34:00 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    10 Aprile, 2017
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Un nuovo Medioevo

Thriller a cavallo tra il mondo medievale ed il mondo moderno, ambientato in uno scenario quasi fantascientifico, ovvero una Roma sotto blackout tecnologico ed alluvione del Tevere: quasi un olocausto. E devo ammettere che lo scenario cupo fa un certo effetto sull’animo del lettore. La storia è buona, avvincente e con colpi di scena che davvero non ti aspetti: Matilde e il suo nido di solitudine forzata, un bambino scomparso, una figura femminile co-protagonista con una doppia vita. Tutti elementi che contribuiscono a farti architettare soluzioni possibili che poi alla fine vengono tutte smontate, perché l’epilogo è davvero inaspettato e, a modo suo, geniale su tanti fronti. La saga dei penitenzieri è il tratto distintivo di quest’autore, la sua firma. Con un recente libro se ne era discostato e quel libro mi era piaciuto meno di altre sue opere. Ora l’autore è ritornato al mondo che gli è più congeniale. Mi piacerebbe comunque che uscisse dalla sua zona di confort, stravolgendo le sue ambientazioni ed i suoi canovacci: penso che potrebbe crescere ancora di più di spessore ed uscire dal rischio di scrivere libri che tendono ad assomigliarsi un po’.

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Il maestro delle ombre 2017-02-25 13:10:02 anna morelli
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Opinione inserita da anna morelli    25 Febbraio, 2017

Senza parole

Donato... ma dove sei? Ti avevo lasciato nelle nebbie alla ricerca di una ragazza scomparsa e ti ritrovo in una Roma semidistrutta, in mano ai vandali, senza energia elettrica, col Tevere che esonda e personaggi confusi alla ricerca di non si sa bene cosa. Forse saranno i troppi impegni, forse il dover "produrre" a tutti i costi? A tratti mi sei sembrato Dan Brown, a tratti ispirato dal ricordo di Hannibal Lecter.
Cosa direbbe Il Suggeritore? Sicuramente suggerirebbe di tornare indietro, tra noi lettori, che ti abbiamo amato da subito ma oggi fatichiamo a riconoscerti.

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Il maestro delle ombre 2017-01-08 21:43:21 Alberto30
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Alberto30 Opinione inserita da Alberto30    08 Gennaio, 2017
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CARRISI CONFUSIONARIO

Con grande attesa aspetto l’ ultimo lavoro di Carrisi ma questa volta il libro non soddisfa come le altre. Certamente le aspettative erano alte per “Il maestro delle ombre” ma un grande scrittore non può sfuggire ad esse.
In una Roma contemporanea e quasi apocalittica, minacciata dal maltempo, dalla piena del Tevere e nella morsa di un blackout di ventiquattro ore si dipana ed intreccia la trama del libro.
Marcus, prete penitenziere chiamato ad insabbiare prima, ed indagare poi su misteriosi ed esoterici crimini affiancato dall’ agente Vega, sua vecchia compagna. Un poliziotto sotto copertura con particolari licenze ed innumerevoli libertà che interseca le vicende dei due. Una setta misteriosa, “La chiesa dell’ eclissi”, ed un bambino rapito nove anni prima sono i protagonisti del testo.
Tanti elementi e tante vicende intriganti sempre collegate troppo rapidamente, vicissitudini che si susseguono con ritmo incalzante a beneficio della trama ma poco elaborate, come se l’ idea originaria del testo non si fosse sviluppata per intero o comunque l’ avesse fatto troppo celermente. Più calma avrebbe reso più facile l’ immersione nella trama per il lettore che si trova in balia di questa velocità e di questi eventi che si accavallano continuamente, sparendo e ricomparendo nottetempo a piacimento dell’ autore che ne fa un utilizzo di comodo a beneficio del testo. Se aggiungo qualche passaggio troppo forzato e come incastonato a forza nel testo non può che uscirne un giudizio non troppo positivo. Certamente negativo per gli standard di Carrisi, che seppur brillante come sempre nelle idee e nei contenuti, questa volta non ha saputo esserlo nella realizzazione. Sempre alla ricerca di un filo conduttore mai del tutto trovato ed egli stesso in balia delle diverse trame presenti nel libro.
Il Tevere ed il blackout per Roma, così le vicende de “Il maestro delle ombre” per Carrisi. Fuori controllo.

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Il maestro delle ombre 2016-12-07 16:44:36 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    07 Dicembre, 2016
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Roma "mai mai mai" al buio

"Il mio nome è Marcus, si disse. E soffro di epistassi.
Il resto dei ricordi seguì come un flusso inarrestabile. Sono un prete. Appartengo all'ordine sacro dei Penitenzieri, che risponde al Tribunale delle Anime. Sono l'ultimo componente della mia congregazione. Nessuno sa di me, nessuno conosce la mia identità."
In questo romanzo di DONATO CARRISI, Marcus dà la caccia al Maestro delle Ombre. È lui che si nasconde nel buio delle strade deserte di Roma, dopo l'inizio del blackout.
Secondo un'antichissima bolla di Leone X, Roma è la città che "mai mai mai" dovrebbe restare al buio. Quella negazione, ripetuta tre volte, acuisce un misterioso senso sacrilego che regna costantemente nelle pagine del romanzo e non veglia affatto sulle vite dei personaggi, molte delle quali destinate a concludersi fatalmente. La suspense è destinata a crescere, mentre accompagniamo Marcus nelle sue ricerche per scoprire la verità e fermare il suo efferato nemico, IL MAESTRO DELLE OMBRE. Vediamo Marcus cercare di rimettere insieme i pezzi di quel che, ancora una volta, non torna: ha perso la memoria, ma non totalmente, qualcosa ricorda. È sopravvissuto a chi ha programmato la sua morte, attraverso la tortura, ma non ricorda chi sia stato e non sa da chi deve difendersi.
Mentre anche Roma è vittima di una tempesta, senza precedenti, che si abbatte violentemente su di lei, mandandola in tilt, c'è un'altra fatale coincidenza che non può che peggiorare la situazione della capitale: un fulmine ha colpito una delle centrali elettriche, danneggiandola, e alle autorità non resta che imporre un blackout totale, di ventiquattro ore, per riparare l’avaria. Il buio si impone forzatamente sulla città eterna che non avrebbe mai dovuto rimanere priva di illuminazione. La pericolosa profezia di Leone X fa tremare le anime dei fedeli, fino alle più alte sfere.
"C'è un luogo in cui il mondo della luce incontra quello delle tenebre. È lì che avviene ogni cosa: nella terra delle ombre, dove tutto è rarefatto, confuso, incerto. Io sono il guardiano posto a difesa di quel confine. Perché ogni tanto qualcosa riesce a passare ... Io sono un cacciatore del buio. E il mio compito è ricacciarlo indietro."
Sulle tracce di Marcus, ancor una volta, c'è la sensualissima Sandra Vega, con una nuova unità investigativa, alla quale però sente di non appartenere. La trama, estremamente complessa di questo thriller psicologico, fa incontrare e perdere più volte i due personaggi. Seguendo gli sviluppi nelle indagini, cui entrambi partecipano e danno il proprio contributo, si stringe il cerchio intorno al misterioso serial killer che approfitta del buio per portare a termine i suoi crimini e attuare la sua vendetta.
Coinvolgente ed agghiacciante nella sua ferocia descrittiva, IL MAESTRO DELLE OMBRE indaga l'incubo e ci fa sentire all'interno di esso.
"Nessuno sapeva cosa sarebbe accaduto al calare del buio."

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Il maestro delle ombre 2016-12-04 18:13:33 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    04 Dicembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 05 Dicembre, 2016
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Oltre il buio resta soltanto l’abisso

Donato Carrisi si riconferma con questo suo ultimo romanzo, da pochi giorni nelle librerie, un maestro del thriller psicologico, capace di prenderci per mano e condurci ancora una volta negli abissi dell'anima dove risiedono gli impulsi più oscuri e le paure più sommerse. Il male. Il buio.

E il buio è proprio il protagonista di questa storia. Un manto nero e irrealmente silenzioso si abbatte all’improvviso sulla città di Roma, complice un blackout di ventiquattrore e un’incessante tempesta. Gli abitanti della capitale vengono così travolti da una vera e propria eclissi tecnologica. Niente cellulari, niente internet, niente radio o televisione. Nessun numero di emergenza da chiamare. Nessuna autorità a garantire il rispetto delle regole. Le ombre avvolgono la solitudine e alimentano la paura, che si trasforma in una folle violenza capace di distruggere in poche ore ciò che l’umanità ha edificato nel corso dei secoli.

Ma se nelle tenebre si nascondesse anche un’Ombra diversa, più oscura e malvagia, che continua a uccidere infliggendo antichi riti di tortura? Come fare a muoversi nel buio per seguire una scia di indizi e ricostruire così quello che appare un piano malefico che sembra trovare compimento proprio nel trionfo del buio? A leggere le tracce e inseguire il male è ancora una volta il penitenziere Marcus con l’aiuto della tormentata poliziotta Sandra Vega.

Lo stile di Carrisi è inconfondibile. Una trama estremamente articolata e dagli schemi ben congegnati, in cui i diversi personaggi ed elementi narrativi si annodano via via rivelando l’intreccio complessivo. Il ritmo avvincente e le atmosfere cupe e claustrofobiche invogliano la lettura e garantiscono una notte insonne. Eppure il lettore sa che nulla è come sembra e rimane sempre col fiato sospeso in attesa del prossimo colpo ben assestato alla bocca dello stomaco. Carrisi non ha paura di esagerare e lo dimostra mettendo in campo davvero molti temi, dalla dipendenza tecnologica all’esoterismo, passando per l’introspezione psicologica di personaggi sempre in bilico sul confine tra desiderio di vivere, solitudine e sofferenza. Molti temi, persino troppi, forse. Ma chi sono io per trovare un difetto a chi sa ideare un’ambientazione così intrigante e una storia così corposa, pianificata fin nei minimi dettagli?

“Il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso”.
Anche dentro di noi.

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