Il maestro delle ombre Il maestro delle ombre

Il maestro delle ombre

Letteratura italiana

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Fu il primo dei tribunali della curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale. Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenzieria si sia occupata e continui a occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose. Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche altrimenti conosciuta come: il tribunale delle anime. È qui che bene e male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell'archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi. E per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro che sono alla costante ricerca di ciò che l'occhio di un semplice detective non può scorgere. Un'anomalia.

Recensione della Redazione QLibri

 
Il maestro delle ombre 2016-12-10 13:59:29 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    10 Dicembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 2016
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"Sott'er celo de Roma"

Ero curioso di sapere come sarebbe stato leggere uno degli autori italiani contemporanei più internazionali. Quel che mi sento di dire è che, probabilmente, Donato Carrisi è uno di quegli autori fruibili da chiunque, un po' come Jeffery Deaver o Michael Connelly, per intenderci. Forse è a questo che è dovuto il suo successo.
Con "Il maestro delle ombre", Carrisi ci ripropone il frate penitenziere Marcus, in una Roma devastata dal maltempo e da un blackout.
La lettura è scorrevolissima e la trama intrigante fin dal principio, mai noiosa e carica di colpi di scena (anche se alcuni risultano abbastanza prevedibili).
Immagino che Carrisi possa essere ormai annoverato tra i grandi scrittori di thriller contemporanei, anche se forse gli manca ancora qualcosa per essere perfetto.

"Il maestro delle ombre " ha inizio con il nostro protagonista, Marcus, imprigionato in una cella inusuale, il Tullanium. Ha perduto la memoria, ma lungo la sua strada troverà degli indizi che lo porteranno alla ricerca di un bambino sparito nove anni prima, indizi scritti di suo pugno, come se avesse previsto la propria amnesia. Roma, nel frattempo, è devastata dal maltempo e il Tevere minaccia di uscire dei propri argini, mentre un blackout forzato staglia ombre scure sulla capitale, preannunciando la follia che si riverserà per le strade al tramonto. Sciacallaggio, vandalismo, vendette, rancori. È in questo scenario che Marcus, insieme alla sua vecchia fiamma Sandra, dovrà seguire la scia di indizi e affrontare una serie di ostacoli non indifferenti: l'ispettore Vitali, uomo dalle oscure mansioni che si erge al di sopra delle leggi, e la Chiesa dell'eclissi, organizzazione misteriosa e senza scrupoli che vede nel blackout l'adempimento di una profezia vecchia di secoli, pronunciata dal Papa Leone X. Una profezia che nasconde misteri macabri e ancora irrisolti.

"Era la dittatura della tecnologia, pensò Vitali. La gente ne stava sperimentando le conseguenze. Ti rende l'esistenza più facile ma, in cambio, ti sottomette. Credi di averne il controllo, invece ne sei schiavo. Adesso erano liberi. Ma la libertà li spaventava. Non sapevano gestire la nuova situazione, e così diventavano un pericolo gli uni per gli altri. "

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Il maestro delle ombre 2017-07-31 13:46:21 evakant
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evakant Opinione inserita da evakant    31 Luglio, 2017
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QUESTA ROMA GOTHIC MERITAVA DI MEGLIO

Mescoliamo una Roma da romanzo gotico, un po’ di spunti rubacchiati da thriller già letti o sentiti qua e là, buttiamoci dentro un po’ di religione, un po’ di Vaticano che fa tanto moda…di spunti ce ne sono tanti in questo lavoro di Carrisi…forse però andavano sviluppati con un po’ più di ordine, forse era meglio mettere un po’ meno carne al fuoco.

Ci troviamo in una Roma pre-apocalittica, un’ondata di piogge torrenziali minaccia di far saltare gli argini del Tevere, un black-out programmato farà restare Roma al buio per diverse ore, la profezia tanto temuta da Leone X, che in uno dei suoi ultimi proclami auspicava che Roma non restasse “mai, mai, mai” al buio si sta per avverare…tutto questo crea inquietudine, paura e angoscia nella gente comune, così come nelle forze dell’ordine che hanno organizzato una task force per sventare possibili crimini contro le cose, le persone, l’arte di cui Roma è pervasa.
Ma la polizia non è la sola ad agitarsi in preda all’angoscia, altri personaggi anelano o temono il buio.
Marcus il prete dell’ordine dei penitenzieri, una specie di detective vaticano con frequenti amnesie ed epistassi che proprio poco prima del coprifuoco si trova imprigionato da mano misteriosa nel Tullianum e ne esce illeso, ma dimentico di quanto gli è accaduto prima.
Il vescovo Erriaga vive la sua fervida fede immerso nel lusso e avrà bisogno di Marcus per ripulire la scena della morte di un altro porporato osannato dalle folle, ma morto in circostanze ben poco consone ad un religioso.
Sandra Vega, poliziotta autodeclassatasi dopo una serie di lutti che hanno sconvolto la sua vita, che da qualche anno è amante di Marcus.
Vitali, apparentemente un poliziotto dedito a ricerche e indagini più che futili, ma che chiaramente punta completamente ad altro.
Matilde Frai, una donna senza speranza il cui il piccolo figlio, Tobia, è stato rapito 9 anni prima e mai ritrovato.
Un serial killer di cui nessuno conosce il luogo di prigionia che come un moderno Hannibal Lecter guida Marcus nelle sue indagini…
E poi un Vescovo, un Giocattolaio, un Alchimista, tutti parte della Chiesa dell’Eclissi. E un Maestro delle Ombre al di sopra di tutti.

Il tutto poi riconduce alla scomparsa del piccolo Tobia Frai…cosa aveva di così speciale questo bambino? Chi l’ha rapito e perché?

La roccambolesca narrazione scorre bene e veloce nonostante la trovata iniziale del Tullianum che più che ad un prete dell’ordine della Santa Penitenzieria Apostolica fa pensare ad un incrocio tra James Bond e Mc Gyver (si libera dalle manette vomitando la chiave delle stesse che gli è stata fatta ingoiare…ma non aveva un’amnesia e non ricordava nulla di prima del suo risveglio? Ah no, scusate…le ha “sentite” dentro il suo stomaco…).
Dicevo, scorre bene, verso un finale che non è un finale.
Nel senso che la storia non finisce, il nostro Marcus tornerà sicuramente in un altro episodio.
Così come la sua amata, Sandra Vega.
Personaggi volutamente sgradevoli (Vitali e Rufo lo Scarafaggio) tanto da essere davvero poco credibili, porporati dalla doppia vita (anche qui…non certo una novità), si intuisce abbastanza in fretta che il bambino scomparso è figlio di qualcuno dei personaggi tirati in ballo da Carrisi…
Il pre-finale (perché come dicevo il finale, non c’è) se non altro non è scontatissimo, anche se era chiaro che l’amnesia di Marcus preludesse a qualcosa di grosso…

Non è scritto male, per certi versi mi ha ricordato un po’ Glenn Cooper (che non mi è mai piaciuto), ma se non altro in una salsa italiana un po’ meno sensazionalista e inverosimile. Certo è che mi aspettavo di meglio.

A mio parere sarebbe stato interessante approfondire la “direzione della fotografia”: pensate ad una Roma in versione gothic, al buio, semideserta per il black-out, con solo una pallida luce di luna ad illuminarla: avrebbe meritato delle descrizioni degne di questo nome, e non solo qualche accenno a monumenti sfregiati dai vandali o fugaci citazioni di Chiese immerse nel buio… se non ci fossero state queste brevi citazioni qua e là questo romanzo avrebbe potuto essere ambientato in una città qualsiasi.

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forse Glenn Cooper o chi tratta di roba "vaticana" .. in realtà non lo consiglio...
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Il maestro delle ombre 2017-07-20 19:22:42 alessio
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alessio Opinione inserita da alessio    20 Luglio, 2017
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IL giorno del giudizio

Manca poco ormai al blackout totale sulla città di Roma, a causa del Tevere che minaccia di estirpare per le abbondanti piogge cadute, ed è proprio grazie a questo blackout forzato che la maggior parte della popolazione non vede l'ora di scendere per le strade e dar sfogo alla propria rabbia con atti di vandalismo,vendette, omicidi, in totale libertà.
Nel frattempo Marcus, il nostro protagonista prete che fa parte dell'ordine dei penitenzieri, si ritrova nudo e incatenato in una cella del Tullanium

Ma come c'è finito là sotto?

Qual è la profezia preannunciata dal Papa Leone X riguardo questo Blackout?

E chi è Tobia Frai ? il bambino scomparso nove anni prima?

Ed è proprio sulle tracce di quest'ultima domanda che Marcus insieme alla sua amica poliziotta Sandra Vega, cominciano la loro indagine che li porterà su una strada fatta di insidie e pericoli da affrontare, per scoprire la verità che si cela dietro a questi misteri.
La storia è un concatenarsi di colpi di scena, azione,e suspense il tutto è scritto in modo molto fluido e ben narrato, non ho trovato parti "riempitive", ottimi i dialoghi, le descrizioni sullo svolgimento della storia e i vari protagonisti.
Ho letto tutti i libri di Carrisi e anche questo mi è piaciuto, ma non come gli altri, un po' meno probabilmente perché ho associato l'atmosfera del blackout di Roma al film "il giorno del giudizio" di James De Monaco, dove il governo per abbassare i tassi di criminalità ha stabilito una volta all'anno e in un determinato giorno dodici ore per commettere qualsiasi attività criminale, anche l'omicidio senza essere puniti dalla legge.
Altri punti che non promuovono il libro a pieni voti, sono per il fatto che ho trovato alcune parti nonostante in linea con il racconto prevedibili, e anche per aver intuito alcune cose prima della fine del libro togliendomi in parte la sorpresa finale.
Nonostante alcuni particolari, rimane comunque un buon libro con una buona storia come d'altronde Carrisi sa fare, perciò mi sento di consigliarlo, e attendo il suo prossimo lavoro con la speranza di riscattare quello che non mi ha colpito in questo.
Buona Lettura

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Il maestro delle ombre 2017-05-05 02:33:06 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    05 Mag, 2017
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La morte spesso è impudica

Dunque.
Markus è dell’ordine dei penitenzieri.
È un prete, ehm, ma ama Sandra Vega (la incontra in dark room!!! Boh).
Si risveglia in una situazione quantomeno anomala (“Perché si era ritrovato nudo e ammanettato in fondo al Tullianum”). E deve occuparsi dell’imbarazzante morte di un alto prelato (“La gogna del piacere. Pare sia una pratica di autoerotismo bondage”). Tant’è. “Ma la morte spesso è impudica e si diverte a svergognarci”.

Intanto Roma – forse condizionata dall’oscura profezia di Leone X - si accinge ad affrontare un black out senza precedenti. Le forze dell’ordine sono allertate perché “ogni psicopatico della città si stava già armando per consumare la propria vendetta o, semplicemente, per dare sfogo a in istinto sopito per anni”. Uomo avvisato, mezzo salvato. O no?
Nossignori. In questo cataclisma Markus cerca di svolgere la propria missione come meglio può (“L’appunto che si era ritrovato un tasca al Tullianum: Trova Tobia Frai”).
A questo punto, la mia povera mente smarrita e impressionata richiede un rapido riepilogo della vicenda: “Un bambino scomparso da nove anni, scarpe bianche di tela, il Tullianum, un vescovo morto in circostanze assurde, la tua breve amnesia…”

Ovvio che in quest’atmosfera disastrosa un’incursione a casa del giocattolaio (“Al Giocattolaio piacevano i balocchi del passato”) non è certamente né ricreativa (“Al Giocattolaio era toccata in sorte la peggiore delle torture antiche. La bambola di cera”), né una passeggiata. Anche perché uno sciagurato burattinaio muove la trama in crescendo horror (“Dopo aver predisposto il bagno di mosche per il Giocattolaio, l’assassino era sceso di sotto e aveva atteso davanti al computer che il vescovo Gorda attivasse la gogna”) con una gerarchia – quella della chiesa dell’eclissi – degna del più organizzato dei poteri temporali (“Li chiamiamo il Vescovo, il Giocattolaio e l’Alchimista…. Sopra ognuno di noi c’è il Maestro delle ombre”).

Si capisce che non mi è piaciuto?

Giudizio finale: non pervenuto.

Bruno Elpis

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Il maestro delle ombre 2017-04-22 08:04:24 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    22 Aprile, 2017
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Il sacco di Roma dei nostri giorni

L'ultimo libro pubblicato da Donato Carrisi nel 2016 ha di nuovo come protagonista il penitenziere Marcus, dopo “Il tribunale delle anime” e “Il cacciatore del buio”.
E' un giorno di febbraio del 2015 e su Roma si abbatte un temporale senza precedenti, la pioggia dura più di due giorni ininterrottamente: un fulmine colpisce una delle centrali elettriche e viene imposto un blackout totale di 24 ore. Si scatena l'apocalisse: uno scenario che ha ben poco di realistico ma direi nemmeno di abbastanza credibile.
Una volta però accettato il fatto che si tratta di un romanzo, che non è realistico né credibile che si possa veramente verificare una situazione del genere, con una tale concentrazione di eventi sfortunati e catastrofici, ci possiamo gustare questo thriller, con sconfinamenti nell'horror, molto ben realizzato e accattivante.
La trama è studiata in modo magistrale e gli incastri del puzzle da ricostruire per scoprire la verità sono perfetti. Gli scenari descritti sono veramente affascinanti, una volta lasciata la razionalità ci possiamo far trasportare dalla fantasia e vivere un'avventura macabra, pericolosa e dal ritmo incalzante.
Scendiamo nelle fogne con Marcus e Sandra fra topi, onde di piena del Tevere e delinquenti psicopatici, ma anche ville patrizie sotterranee, a testimonianza dell'ambientazione d'eccezione in cui si svolge la storia.

“Lungo il tragitto, sbucarono in un'ampia sala. Marcus sollevò il fascio di luce e mostrò a Sandra la magnificenza di una volta affrescata.
'Che posto è questo?' chiese lei, affascinata dalle scene conviviali e di libagioni.
'Una villa patrizia.' Poi le indicò un punto preciso. 'Vedi quell'uomo e quella donna? Erano i padroni della casa.'
Due giovani sposi, ritratti mentre raccoglievano i doni di un frutteto per offrirli ai propri ospiti.”

Roma è sconvolta da una moderna razzia: orde di pazzi dallo sguardo spento devastano la città eterna ed hanno un unico scopo: saccheggiare, distruggere, fare del male, uccidere. Nel mezzo di questo scenario Marcus e Sandra devono fronteggiare una setta satanica che commette crimini esoterici, uccisioni per mezzo di torture medievali, serial killer che si nascondono in Vaticano: sembra di assistere ad un film oppure leggere un fumetto di genere giallo/horror di buona qualità.
E, nella migliore tradizione di Carrisi, alla fine niente è come sembra. Non esistono confini netti tra il bene e il male, ma entrambi fanno parte dell'essere umano.
Il romanzo mi è piaciuto molto, anche se il finale ormai è talmente “in stile Carrisi” che non è stato più una sorpresa, me lo aspettavo.
La lettura è stata molto scorrevole e piacevole, pur trattando tematiche scabrose.
In conclusione, un ottimo romanzo, appassionante e avvincente, che fa trascorrere delle ore piacevoli agli appassionati di thriller.

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Il maestro delle ombre 2017-04-10 10:34:00 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    10 Aprile, 2017
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Un nuovo Medioevo

Thriller a cavallo tra il mondo medievale ed il mondo moderno, ambientato in uno scenario quasi fantascientifico, ovvero una Roma sotto blackout tecnologico ed alluvione del Tevere: quasi un olocausto. E devo ammettere che lo scenario cupo fa un certo effetto sull’animo del lettore. La storia è buona, avvincente e con colpi di scena che davvero non ti aspetti: Matilde e il suo nido di solitudine forzata, un bambino scomparso, una figura femminile co-protagonista con una doppia vita. Tutti elementi che contribuiscono a farti architettare soluzioni possibili che poi alla fine vengono tutte smontate, perché l’epilogo è davvero inaspettato e, a modo suo, geniale su tanti fronti. La saga dei penitenzieri è il tratto distintivo di quest’autore, la sua firma. Con un recente libro se ne era discostato e quel libro mi era piaciuto meno di altre sue opere. Ora l’autore è ritornato al mondo che gli è più congeniale. Mi piacerebbe comunque che uscisse dalla sua zona di confort, stravolgendo le sue ambientazioni ed i suoi canovacci: penso che potrebbe crescere ancora di più di spessore ed uscire dal rischio di scrivere libri che tendono ad assomigliarsi un po’.

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Il maestro delle ombre 2017-02-25 13:10:02 anna morelli
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Opinione inserita da anna morelli    25 Febbraio, 2017

Senza parole

Donato... ma dove sei? Ti avevo lasciato nelle nebbie alla ricerca di una ragazza scomparsa e ti ritrovo in una Roma semidistrutta, in mano ai vandali, senza energia elettrica, col Tevere che esonda e personaggi confusi alla ricerca di non si sa bene cosa. Forse saranno i troppi impegni, forse il dover "produrre" a tutti i costi? A tratti mi sei sembrato Dan Brown, a tratti ispirato dal ricordo di Hannibal Lecter.
Cosa direbbe Il Suggeritore? Sicuramente suggerirebbe di tornare indietro, tra noi lettori, che ti abbiamo amato da subito ma oggi fatichiamo a riconoscerti.

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Il maestro delle ombre 2017-01-08 21:43:21 Alberto30
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Alberto30 Opinione inserita da Alberto30    08 Gennaio, 2017
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CARRISI CONFUSIONARIO

Con grande attesa aspetto l’ ultimo lavoro di Carrisi ma questa volta il libro non soddisfa come le altre. Certamente le aspettative erano alte per “Il maestro delle ombre” ma un grande scrittore non può sfuggire ad esse.
In una Roma contemporanea e quasi apocalittica, minacciata dal maltempo, dalla piena del Tevere e nella morsa di un blackout di ventiquattro ore si dipana ed intreccia la trama del libro.
Marcus, prete penitenziere chiamato ad insabbiare prima, ed indagare poi su misteriosi ed esoterici crimini affiancato dall’ agente Vega, sua vecchia compagna. Un poliziotto sotto copertura con particolari licenze ed innumerevoli libertà che interseca le vicende dei due. Una setta misteriosa, “La chiesa dell’ eclissi”, ed un bambino rapito nove anni prima sono i protagonisti del testo.
Tanti elementi e tante vicende intriganti sempre collegate troppo rapidamente, vicissitudini che si susseguono con ritmo incalzante a beneficio della trama ma poco elaborate, come se l’ idea originaria del testo non si fosse sviluppata per intero o comunque l’ avesse fatto troppo celermente. Più calma avrebbe reso più facile l’ immersione nella trama per il lettore che si trova in balia di questa velocità e di questi eventi che si accavallano continuamente, sparendo e ricomparendo nottetempo a piacimento dell’ autore che ne fa un utilizzo di comodo a beneficio del testo. Se aggiungo qualche passaggio troppo forzato e come incastonato a forza nel testo non può che uscirne un giudizio non troppo positivo. Certamente negativo per gli standard di Carrisi, che seppur brillante come sempre nelle idee e nei contenuti, questa volta non ha saputo esserlo nella realizzazione. Sempre alla ricerca di un filo conduttore mai del tutto trovato ed egli stesso in balia delle diverse trame presenti nel libro.
Il Tevere ed il blackout per Roma, così le vicende de “Il maestro delle ombre” per Carrisi. Fuori controllo.

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Il maestro delle ombre 2016-12-07 16:44:36 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    07 Dicembre, 2016
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Roma "mai mai mai" al buio

"Il mio nome è Marcus, si disse. E soffro di epistassi.
Il resto dei ricordi seguì come un flusso inarrestabile. Sono un prete. Appartengo all'ordine sacro dei Penitenzieri, che risponde al Tribunale delle Anime. Sono l'ultimo componente della mia congregazione. Nessuno sa di me, nessuno conosce la mia identità."
In questo romanzo di DONATO CARRISI, Marcus dà la caccia al Maestro delle Ombre. È lui che si nasconde nel buio delle strade deserte di Roma, dopo l'inizio del blackout.
Secondo un'antichissima bolla di Leone X, Roma è la città che "mai mai mai" dovrebbe restare al buio. Quella negazione, ripetuta tre volte, acuisce un misterioso senso sacrilego che regna costantemente nelle pagine del romanzo e non veglia affatto sulle vite dei personaggi, molte delle quali destinate a concludersi fatalmente. La suspense è destinata a crescere, mentre accompagniamo Marcus nelle sue ricerche per scoprire la verità e fermare il suo efferato nemico, IL MAESTRO DELLE OMBRE. Vediamo Marcus cercare di rimettere insieme i pezzi di quel che, ancora una volta, non torna: ha perso la memoria, ma non totalmente, qualcosa ricorda. È sopravvissuto a chi ha programmato la sua morte, attraverso la tortura, ma non ricorda chi sia stato e non sa da chi deve difendersi.
Mentre anche Roma è vittima di una tempesta, senza precedenti, che si abbatte violentemente su di lei, mandandola in tilt, c'è un'altra fatale coincidenza che non può che peggiorare la situazione della capitale: un fulmine ha colpito una delle centrali elettriche, danneggiandola, e alle autorità non resta che imporre un blackout totale, di ventiquattro ore, per riparare l’avaria. Il buio si impone forzatamente sulla città eterna che non avrebbe mai dovuto rimanere priva di illuminazione. La pericolosa profezia di Leone X fa tremare le anime dei fedeli, fino alle più alte sfere.
"C'è un luogo in cui il mondo della luce incontra quello delle tenebre. È lì che avviene ogni cosa: nella terra delle ombre, dove tutto è rarefatto, confuso, incerto. Io sono il guardiano posto a difesa di quel confine. Perché ogni tanto qualcosa riesce a passare ... Io sono un cacciatore del buio. E il mio compito è ricacciarlo indietro."
Sulle tracce di Marcus, ancor una volta, c'è la sensualissima Sandra Vega, con una nuova unità investigativa, alla quale però sente di non appartenere. La trama, estremamente complessa di questo thriller psicologico, fa incontrare e perdere più volte i due personaggi. Seguendo gli sviluppi nelle indagini, cui entrambi partecipano e danno il proprio contributo, si stringe il cerchio intorno al misterioso serial killer che approfitta del buio per portare a termine i suoi crimini e attuare la sua vendetta.
Coinvolgente ed agghiacciante nella sua ferocia descrittiva, IL MAESTRO DELLE OMBRE indaga l'incubo e ci fa sentire all'interno di esso.
"Nessuno sapeva cosa sarebbe accaduto al calare del buio."

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Il maestro delle ombre 2016-12-04 18:13:33 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    04 Dicembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 05 Dicembre, 2016
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Oltre il buio resta soltanto l’abisso

Donato Carrisi si riconferma con questo suo ultimo romanzo, da pochi giorni nelle librerie, un maestro del thriller psicologico, capace di prenderci per mano e condurci ancora una volta negli abissi dell'anima dove risiedono gli impulsi più oscuri e le paure più sommerse. Il male. Il buio.

E il buio è proprio il protagonista di questa storia. Un manto nero e irrealmente silenzioso si abbatte all’improvviso sulla città di Roma, complice un blackout di ventiquattrore e un’incessante tempesta. Gli abitanti della capitale vengono così travolti da una vera e propria eclissi tecnologica. Niente cellulari, niente internet, niente radio o televisione. Nessun numero di emergenza da chiamare. Nessuna autorità a garantire il rispetto delle regole. Le ombre avvolgono la solitudine e alimentano la paura, che si trasforma in una folle violenza capace di distruggere in poche ore ciò che l’umanità ha edificato nel corso dei secoli.

Ma se nelle tenebre si nascondesse anche un’Ombra diversa, più oscura e malvagia, che continua a uccidere infliggendo antichi riti di tortura? Come fare a muoversi nel buio per seguire una scia di indizi e ricostruire così quello che appare un piano malefico che sembra trovare compimento proprio nel trionfo del buio? A leggere le tracce e inseguire il male è ancora una volta il penitenziere Marcus con l’aiuto della tormentata poliziotta Sandra Vega.

Lo stile di Carrisi è inconfondibile. Una trama estremamente articolata e dagli schemi ben congegnati, in cui i diversi personaggi ed elementi narrativi si annodano via via rivelando l’intreccio complessivo. Il ritmo avvincente e le atmosfere cupe e claustrofobiche invogliano la lettura e garantiscono una notte insonne. Eppure il lettore sa che nulla è come sembra e rimane sempre col fiato sospeso in attesa del prossimo colpo ben assestato alla bocca dello stomaco. Carrisi non ha paura di esagerare e lo dimostra mettendo in campo davvero molti temi, dalla dipendenza tecnologica all’esoterismo, passando per l’introspezione psicologica di personaggi sempre in bilico sul confine tra desiderio di vivere, solitudine e sofferenza. Molti temi, persino troppi, forse. Ma chi sono io per trovare un difetto a chi sa ideare un’ambientazione così intrigante e una storia così corposa, pianificata fin nei minimi dettagli?

“Il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso”.
Anche dentro di noi.

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