Io uccido
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Un thriller piatto e poco originale
Non mi è piaciuto granchè.. Personaggi piatti e stereotipati, privi di sfaccettature caratteriali, o bianchi o neri.. Tante scene sanno di già visto o di alquanto improbabile.. E poi tante ma tante pagine scritte proponendo sempre la stessa solfa, ci saranno un centinaio di pagine sulle seghe mentali dell'agente dell FBI che pensa "questo è l'incarnazione del diavolo, ha ucciso questo e quest'altro, lo prenderò", du palle.. Molti temi trattati, ma tutti in modo banale... Manca di originalità, ecco tutto..
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Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 2012
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Buio e luce...
"Nel mondo dei ciechi, un solo occhio può essere una valida qualifica per diventare re."
Ho iniziato a leggere questo libro con poca convinzione e parecchio scetticismo. Non tanto per via dell’autore, ma soprattutto per il genere a cui appartiene, di cui non sono una grande fan. E invece, rullo di tamburi, mi è piaciuto!
Ho letto, qui e là, diversi commenti poco lusinghieri che parlano di libro per le masse, di libro apprezzato da “non lettori”, da persone di scarsa cultura letteraria e avanti così… Sono in completo disaccordo, io i libri li divoro e "Io uccido" di Faletti non sarà certo un capolavoro, Faletti non sarà il nuovo Jeffery Deaver, ma è un'opera (prima) godibile e appassionante.
L'idea che ho avuto dall'intersezione dei vari personaggi è quella di una grande orchestra: ogni singolo strumento, nella sua singolarità, si intreccia all'altro per creare un'armonia. Anche se Faletti si perde un po' nella fin troppo minuziosa descrizione di particolari paesaggistici di Montecarlo o psicologici, i personaggi nella loro coabitazione lavorano bene e aiutano il lettore a non perdersi nelle numerose vicende personali descritte.
La creazione dell'omicida seriale, un po' Dott. Jekill e Mr. Hyde, nella sua lotta interiore tra il "fare del male" e a volte "voler evitare di farlo", è buona: avrei preferito un maggiore approfondimento sugli shift di personalità dell'omicida e probabilmente avrei "limato" un po' la parte del inseguimento che non mi è parsa accattivante come la prima parte della narrazione.
Insomma seppur con qualche "se" e qualche "ma", un buon libro...
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Il lato oscuro di un comico
Ho letto questo romanzo in un momento molto particolare della mia vita, vicino a un letto di ospedale dove mi ero imposta di “distrarmi” con il libro più lungo che avevo per le mani in quel momento, giusto per non pensare. Siccome alla fine quel momento si è concluso nel migliore dei modi, ho conservato un bel ricordo di questa lettura. Belle le ambientazioni, forse un po’ poco caratterizzati i personaggi. Trama intrigante. Stile un po’ eterogeneo: parti un po’ trascinate, situazioni un po’ forzate, capitoli molto scorrevoli, colpo di scena da maestro. E’ un romanzo d’esordio di un autore che non è mai stato uno scrittore, quindi mi sento di soprassedere tranquillamente su uno stile non impeccabile o originale, a fronte invece di una trama, e quindi un’idea, davvero sorprendente. Il lettore ha sempre l’attenzione viva e questa capacità di “catturarla” è un grande pregio di questo stile.
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Un bellissimo Thriller
Un grande Thriller, il primo libro di faletti che ho letto, devo dire che è favoloso dalla prima all'ultima pagina, ti trascina in una storia avvincente e ricca di suspance, finirlo mi è quasi dispiaciuto.
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Un grande thriller
L'ho letto per caso perché mi è stato prestato. Non conoscevo Faletti come scrittore, ma mi è piaciuto dalle prime pagine.
Ti fa vivere la scena che descrive, ti fa sentire il protagonista della scena. E ti stupisce con un finale incredibile. Bello, bello, bello!
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Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre, 2011
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Un amore sconfinato
Bello, anzi bellissimo, avvincente, con un finale completamente inaspettato. L'unico difetto è che l'autore ha voluto inserire anche il tema sentimentale che l'ha reso inutilmente prolisso.
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La collimazione di odio e amore.
Il thriller,come molti lettori potranno facilmente evincere da un rapido sguardo alla sezione Thriller/Horror di qualsiasi libreria più o meno cospicuamente guarnita, è un genere letterario a quasi esclusivo appannaggio dei mastodonti americani: sembra quasi impossibile sfuggire alle ombre proiettate da Thomas Harris ,Jeffry Deaver e Patricia Cornwell.
Nonostante “L’americanThriller” invada ogni scaffale di qualsiasi Bookshop,con gli anni duemila , si aggiunge uno spazio anche per un nome sconosciuto oltreoceano,Giorgio Faletti,che senza fatica si scrollerà di dosso la pesante opulenza del nuovo continente e celermente verrà definito dallo stesso Deaver : “Larger then life”,uno da leggenda.
Assumersi l’epiteto di scrittore epico sin dal primo romanzo,più che un onore si riflette come un gravoso onere sulla personalità scrittoria dell’autore,aumentando esponenzialmente il rischio di collasso letterario.
Così non è stato per Faletti,e d’altronde un’ “autorità”del calibro e della misurazione artistica di Deaver sbagliarsi non poteva.
Con l’opera in esaminando,ovvero “Io Uccido” ,al lettore si prostra una avvincente e non eccessivamente arzigogolata trama,ricca si suspense benzedrinica ,che metta il lettore in una condizione di accelerato metabolismo letterario,catabolizzatore di pagine ed emozioni.
Accingendomi ad immergermi nel manoscritto,senza la rivelazione intenzionale di dettagli che renderebbero esiziale la lettura da parte di chi non l’avesse ancora fatto,posso soltanto dire che reputo la narrazione magistrale,scorrevole e non eccessivamente ricca di punti morti. Degno di lode anche l’uso del “flashback”(ne si ha prova tangibile verso la conclusione del romanzo).Magistrale la scelta dell’assassino,non scontata ma nemmeno eccessivamente astrusa ed irraggiungibile da parte del lettore.
Sono molto curioso,invece , di conoscere i personaggi e le idee che hanno ispirato la creazione del protagonista,ovvero il detective Frank Ottobre. Uomo marmoreo e macilento dai troppi servigi prestati all’FBI,mi ricorda i grandi poliziotti rappresentativi dei telefilm anni 70/80,Kojack, Colombo e Nero Wolfe ,braccia dure della legge che non si piegano di fronte a niente e nessuno. Tuttavia il lettore potrà ampiamente scoprire che anche Il nostro stacanovista Frank ha un animo e può provare dei sentimenti aderenti all’umano,come tutti noi del resto.
Infine,ultimo tema su cui invito a riflettere i futuri acquirenti e lettori,è quello dell’amore. Certo parlare di amore in un thriller può sembrare ossimorico e privo di razionalità fondante; proprio per questo il concetto di affetto nell’opera ci viene presentato in modo del tutto non convenzionale :si uccide non per il piacere perverso ed insensato che viene evitto dall’atto in sé ,ma per strappare dalla sofferenza,dall’umiliazione,dalle perverse litanie che sono le giornate, tutte intrinseche di metodicità e tutte tristemente avvizzite. E allora perché uccidi?... “Per ridare un nuovo volto alla vita di chi si ama”.
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Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 2011
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Uccide il tempo.
Il primo romanzo di Faletti, ed è veramente bello! (piccola divagazione: a parer mio anche l'unico!)
La trama è veramente ben pensata e rende questo giallo a tratti intenso..con un finale veramente interessante.
Mi sono piaciuti meno i personaggi che ho trovato un pò troppo "inquadrati" ma per il resto anche lo stile si rivela scorrevole quindi assolutamente consigliato.
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un genio
speravo che non finisse mai, che le pagine si moltiplicassero per continuare a leggere questo capolavoro.... avvincente, pieno di suspance, ricco di colpi di scena! l'autore è in grado di inserinti nella scena grazie al suo modo fotografico e attento di descrivere certi dettagli e certe situazioni che solo dopo ci si rende conto che sono indispensabili per il racconto, per capire..... ti lascia senza fiato e alle ultime pagine non sai se piangere perchè è finito o perchè lasci quei protagonisti di cui ormai sai tutto.... lascia intendere molto.... nulla è come sembra....
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Io uccido
Una storia che pensi non avrà mai fine. Al termine di ogni capitolo pensi di poter sapere come va a finire e in realtà accade il contrario del prevedibile. Un terribile serial killer miete tante vittime squartandole in modo indicibile, ma poi si scopre che "lo fa per amore"... Un padre si muove dall'America a Montecarlo per vendicare l'uccisione della figlia, ma poi si scopre che il suo fine è solo quello di nascondere i suoi interventi militari in traffici di droga... e un uomo, Frank Ottobre, riprende le redini della propria vita dopo tante vicessitudini personali, perde un caro amico ma scopre l'amore, proprio nella tana del nemico.
E' un romanzo che va letto tutto d'un fiato. Le prime cinquanta pagine sembrano difficili da digerire e possono far desistere dalla lettura di un tomo così consistente, ma dal primo morto in poi non è più possibile fermarsi. Bravo Faletti.
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Io apprezzo!
Lettura azzeccatissima per trascorrere il tempo sotto l'ombrellone...Il romanzo coinvolge dopo che viene presentata la cruenza del primo delitto...per poi essere un percorso in ascesa dove la tensione e il mistero fanno da padrone. In una settimana l'ho letto proprio spinta da questa curiosità nel giungere allo sciolglimento di tutti i nodi. Non sono una grande fan del thriller cm genere di lettura, ma quest'anno ho deciso di approcciarmi in maniera più concreta e posso dire di non esserne rimasta delusa. Tuttavia ritengo che la scoperta dell'assassino dovesse avvenire in un momento più avanzato della storia, solo per il fatto che quando il mistero si è dipanato e si è aperta la caccia all'uomo, la tensione e quindi l'intrigo, è un po andato a sciamare. Rimane comunque un ottimo libro e un ottimo esordio.
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Io uccido la noia! Bravo Faletti
Sta per arrivare agosto, tempo di mare e di letture sotto l'ombrellone per molti!
Bene, sono a segnalervi questo grande classico, per chi non l'ha ancora letto è un'ottima occasione!
Opera prima dell'ex comico Faletti che avvince con personaggi e trama mozzafiato. Da leggere in un sorso..magari gelido sulle spiagge accaldate!
E per chi resta a casa..una valda alternativa alla noia ed un titolo che sa di minaccia d'invidia per chi, come me, si avvicina alle ferie!!! =)
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Argh!
Non sono per le categorizzazioni e non faccio parte di coloro che sostengono che se Faletti è un attore, allora è meglio che resti su un palcoscenico.
Non farò una feroce critica di questo libro, che sostanzialmente non mi è piaciuto.
Perché qualcosa di interessante, questo “Io uccido” ce l’ha. Ed è nella sua stessa intrinseca natura di giallo: è ben architettato (nonostante alcuni passaggi ridicoli) e, come tutti i gialli che si rispettano, non mi sarei mai immaginata (se non a 200 pagine dalla fine) chi fosse l’assassino.
Punto, fine degli elogi. A coinvolgere (o perlomeno, a convincerti a finire il libro) è solamente la trama e assolutamente NON lo stile, abbastanza piatto e prevedibile (vedi ad esempio un’Agatha Christie che suscita tensione con una semplice descrizione). Di prevedibili ci sono anche i personaggi, la cui caratterizzazione spesso scende a compromessi con dei clichè (il poliziotto assetato di giustizia dopo la morte della moglie? Maddai?!?).
Mi ha fatto storcere il naso anche l’imbarazzante motivazione psico-sociologica per i crimini scellerati del serial killer che Faletti si è palesemente imposto di offrire al lettore.
Sono 700 pagine che potevano benissimo essere condensate in 300. (In teoria, sarebbe stato un libro da non pubblicare, ma mi ero ripromessa di essere clemente con Faletti..).
Non è il libro più orribile che abbia mai letto, ma con Faletti finisce qua.
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Esordio si alto livello
Principato di Monaco. L'oro splende ed i lustrini luccicano a dovere. Gli ingranaggi della citta' vengono oleati a colpi di perle, diamanti e banconote grosso taglio. Montecarlo e'la vetrina piu' abbagliante tra le vetrine di quella strada chiamata Europa. La gente normale si ferma, la ammira e poi passa oltre. Sono in pochi colore che possono permettersi di restare.
Ma sulle prue di lussuosi yacht, nelle stanze di eleganti hotel 5 stelle o suoi sedili di sfreccianti lamborghini, il suono di una voce metallica, priva di tonalita' irrompe tra le frequenze della radio locale. Le sue parole inquietanti e quello che raccontano svegliano i monegaschi dal torpore del sonno d'orato in cui erano caduti. 2 parole in particolare gettano polizia e cittadini nel terrore: IO UCCIDO.
Faletti irrompe sulla scena letteraria italiana con questo thriller provocando la stessa sorpresa con cui il suo personaggio irrompe nel principato di Monaco scegliendole note musicali di RadioMontecarlo.
L'autore in contrapposizione con il serial killer del romanzo sembra anche lui lasciare un messaggio ben preciso. Sembra infatti volerci dire: IO SCRIVO.
Ed e' vero. Faletti scrive e anche molto bene. Romanzo che scatena approvazione e consenso da parte di critica e pubblico.
Libro scritto con pregevole accuratezza, piacevole sin dalle primissime righe. Interessante la scelta di raccontare in prima persona solo i capitoli in cui l'assassino compie i suoi delitti. Per poi riportare il racconto in terza persona.
Giallo psicologico in cui Faletti riversa i suoi pensieri piu' macabri riadattandoli all'incantevole paesaggio del principato e lasciandoli sfociare tra le note musicali di una piccola radio.
Inaspettato quanto necessario, Io Uccido e'il primo tassello della carriera letterario di Giorgio Faletti, e forse fin ora rimane anche il suo romanzo piu' significativo.
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Ultimo aggiornamento: 03 Marzo, 2011
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Le persone non sono mai come sembrano...!!
Veramente eccezionale questo thriller psicologico di Giorgio Faletti, che ci racconta una storia sconvolgente e che lascia il segno nell'animo del lettore.. Già la citazione che sta all'inizio del libro ha il sapore sinistro della distruzione dell'uomo...la riporto integralmente, perchè mi ha molto impressionato: ("Per la strada va la morte, incoronata di fiori d'arancio appassiti. Canta e canta una canzone sulla sua chitarra bianca...e canta e canta e canta." Federico Garcia Lorca). Quest'immagine già mette i brividi; è la storia di un serial killer , che una notte manda un messaggio telefonico a un'emittente radiofonica, spiegando che lui non può dormire, perchè il suo male lo divora. E continua dicendo "Io uccido" ed è l'inizio di una serie di omicidi efferati e compiuti apparentemente senza ragione...Nonostante l'impegno costante della polizia, occorrerà molto tempo prima che l'intricata matassa si dipani e il colpevole venga assicurato alla giustizia.
Nel frattempo molte persone avranno perso la vita e anche alcuni poliziotti saranno stati sacrificati per amore della ricerca della verità.
Il finale inatteso e imprevedibile ci fornisce un'utile lezione di vita: attenti a chi ci mettiamo accanto, spesso il serial killer si nasconde nei panni del vicino di casa, dell'amico o del collega di lavoro.
Consiglio questo libro a tutti coloro che sono appassionati di gialli, di thriller escludendo ovviamente i paurosi e le persone ipersensibili..."la follia che genera follia" potrebbe suscitare a coloro dei brutti sogni...
Consigliato, pur con le riserve che ho espresso.
Saluti.
Ginseng666
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Io uccido
Di sicuro il migliore tra i libri di Faletti, anche perchè è la sua opera prima, in "Io uccido" Faletti dimostra non solo di avere grandi doti letterarie, ma anche di saper tessere una trama degna dei migliori racconti thriller d'oltreoceano. Capita a volte di perdersi in descrizioni un pò troppo articolate ed in flash-back arditi, tuttavia "Io uccido" rimane, ad ora, il miglior romanzo dello scrittore piemontese. CONSIGLIATO.
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Un bel thriller
Un giallo ben strutturato, di lettura piacevole, anche se non eccezionale dal punto di vista della storia, che in alcuni punti pare un po' forzata. Comunque merita di essere letto, anche se non lo inserirei fra i miei libri preferiti.
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Commento
Secondo me questo giallo è uno dei più belli che sia stato scritto negli ultimi anni . Il testo molto scorrevole e piacevole . Il libro, una volta iniziato a leggerlo non si riesce a smettere . Sorprendente il fatto,di come l'autore sia riuscito a mascherare cosi bene l'assassino . Vi consiglio vivamente di spendere un pomeriggio in questa bellissima lettura .....
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Io uccido
ma chi è l'assassino? una lettura appassionante ti porta a scoprirlo il libro più riuscito di quelli scritti da Faletti...i successivi secondo me risultano tutti molti molti gradini al di sotto di questo thriller!
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Il primo Faletti: il migliore.
"Io uccido".
Anch'io , come tanti, quando uscì questo primo romanzo di Faletti, ero combattuta tra la curiosità e l'incredulità.
Poi, appena iniziato,non sono riuscita a smettere , finchè non ho visto la parola fine.
Questo è , per me, uno dei migliori thriller letti negli ultimi anni; una storia che non ha nulla da invidiare ai gialli americani ,per esempio, e ad autori affermati!
Faletti ha messo in evidenza, con questo romanzo, varie capacità che, unite, hanno contribuito al successo dell'opera.
La prima è una notevole capacità descrittiva, in grado di evocare nel lettore le scene ed atmosfere che racconta...
Secondo: Faletti ha un ottimo stile di scrittura, quasi troppo ricercato nell'uso dei vocaboli, talvolta ridondante , ma estremamente efficace!
Essendo un'opera prima, gli si può anche perdonare qualche eccesso ( di scrittura!); il risultato finale resta comunque eccellente.
Infine, i personaggi : tutti tratteggiati ottimamente.
L'abitudine di passare del tempo passato al presente è di grande effetto. E' come se una macchina da presa, che stia riprendendo una scena in generale, "zoommasse" su un viso, un particolare..per metterlo a fuoco, per farci notare solo quello!
Non si può che provare simpatia per il protagonista Franck Ottobre, infelice e tormentato ( a me piacciono tutti i personaggi tormentati! )e per Nicholas Hulot, il poliziotto francese, anche lui con un notevole fardello di dolore da portare, che lo affiancherà durante tutta la vicenda.
Il fatto di avere rivelato l'identità dell'assassino molto prima della fine, che è stato molto criticato, a me non pare così grave: ci sono ancora tanti tasselli da sistemare al loro posto, e Faletti non ci premette fino all'ultimo di distogliere la nostra attenzione dalla storia!
Per concludere, io direi Promosso a pieni voti!
Peccato che il seguito sia stato deludente sempre più.
Non posso pronunciarmi sull'ultimo romanzo,che ancora non ho letto, ma gli altri mi hanno delusa profondamente, ciascuno per aspetti diversi..
Chissà se l'ultimo romanzo ci riserverà piacevoli sorprese?
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Soddisfatto
Sinceramente sono rimasto soddisfatto da questo libro di esordio. Storia che prende. Lettura scorrevole. Sinceramente mi pare che sul finale perda un po' però devo ammettere che Faletti se l'è cavata!
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Bella prova
Opera d'esordio con la quale Faletti ha saputo sorprendermi. Sinceramente non mi aspettavo un libro che sebbene riveli l'inesperienza dell'esordiente e sicuramente molto ben scritto. La parte iniziale ti incolla alle pagine, la seconda parte cala un pò ma il finale è nuovamente al top. Bella l'idea della radio, interessante l'ambientazione, ben analizzati i personaggi, un simile esordi rischia di mettere in seria difficoltà l'autore cui auguro anche per simpatia una lunga nuova carriera.
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Io uccido
L'opera è scritta davvero bene, un Faletti agli esordi ed in sicura forma, i capitoli sono brevi e la trama ha un avvio promettente, la tensione è in crescendo ma arrivati a metà del racconto, nonostante l'aumento di tensione dovuta alle azioni del serial killer protagonista, la storia diventa un po' statica facendo perdere al libro la sua piacevolezza che si ritrova negli ultimi capitoli. Per il contenuto possiamo tranquillamente dire che i personaggi molto variegati ed analizzati introspettivamente dall'autore, ne combinano di tutti i colori "non facendo perdere la faccia" ad un Faletti sicuramente promosso all'esordio.
Buona lettura a tutti.
Syd
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Parola d'ordine: introspezione
Se l’intento dell’autore è quello di incollare il lettore al libro ci riesce,forse non il migliore libro di Giorgio, ma comunque intrigante e meticolosamente descrittivo, un libro che appassiona il lettore che cerca il thriller e che ha bisogno di verità non celata dietro una penna buonista, ma al contrario cruda e a volte spietata. Ottimo anche l’aspetto introspettivo dell’assassino e degli attori che gli ruotano attorno.
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Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2011
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Non male
Sicuramente un buon giallo, sono d'accordo, ma non il suo libro più riuscito. Per i miei gusti chi sia l'assassino è abbastanza palese da troppo, troppo presto nel libro.
Comunque è sicuramente un libro avvincente. Un po' poliziesco all'americana, un po' gaglioffo alla francese.
Non impegna e non annoia.
Da leggere.
Bravo Faletti
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Buon giallo
Un buon giallo, ricco di trovate interessanti e colpi di scena, originale e scorrevole: in alcuni tratti si rimane incollati alle pagine, in altri non proprio, ma è sicuramente un libro che consiglio agli amanti del genere giallo. Mi è piaciuta molto l'idea della radio, i riferimenti musicali e la crudezza dello stile dell'autore nel descrivere alcuni dettagli. Sicuramente un testo molto "cinematografico", del quale però non si è vista trasposizione alcuna finora.
Un ottimo esordio per Faletti, non sempre confermato dai romanzi successivi.
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Giorgio Faletti
Più che recensire il libro mi verrebbe da recensire Faletti.
Un artista poliedrico che senza troppa pubblicità e troppo clamore è riuscito in tutto: televisione, cinema, libri, musica ... un artista puro, a 360°. Basta sentire una sua intervista per rendersi conto dello spessore di questo personaggio a volte sottovalutato dalla critica.
Per quanto riguarda il libro, questo è il primo e a mio avviso il migiore insieme a "Niente di vero tranne gli occhi".
E' impeccabile sotto tutti gli aspetti: stile, supence, trama, ambientazioni, risvolti psicologici dei personaggi.
Se devo trovare un difetto a tutti i costi direi che a tratti è un po troppo descrittivo (ma questo più che un evidente eccesso è un gusto personale).
Da leggere assolutamente.
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magnifico!
semplicemente stupendo,la lunghezza della storia non è per niente noiosa e mi ha coinvolto fino alla fine.
il finale mi ha colto di sorpresa,non avrei mai immaginato chi potesse essere l'assassino. la trama è ben lavorata ed il linguaggio è ricco.
in poche parole:Faletti ha fatto centro! finalmente qualcosa di nuovo!
ciao ciao!
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Riuscito!
Ammetto che l'esordio di Faletti mi ha spiazzato...in positivo. Un libro scritto molto bene, un giallo in stile "Deaver" che ti fa calare nella storia dall'inizio alla fine. I pregi maggiori sono soprattutto due: tiene costantemente alta la tensione ed ha un finale davvero di effetto. E per un giallo sono il massimo!
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io uccido
Premetto che non sono un'amante dei gialli e come esordio non potevo fare scelta peggiore. Decisamente troppo prolisso leggendolo a volte riuscivo a saltare pagine intere per trovarmi poi sempre allo stesso punto le descrizioni sono veramente ripetitive e inutili.
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Io uccido
Finale inatteso e particolare, libro molto scorrevole e entusiasmante.
Consigliato a chi ama leggere con un brivido.
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Appassionante
Scorrevole e apassionante, lascia con il fiato sospeso fiono all'ultima pagina.
E' veramente piacevole e fino all'ultimo non si riesce a capire chi è l'assassino e questo lo rende molto intrigante.
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scadente
Prolisso e dir poco. Mi ritrovavo con certe descrizioni che mi facevano venir voglia di strappare la pagina che le conteneva tanto sono prolisse e fine a se stesse. Mi chiedo anche se sia possibile levare la pelle dal volto di un essere umano, e poi anche se fosse possibile il volto resterebbe così piacevole da ammirare? la costruzione mi fa pensare ad un film. come se fosse stato scritto per consegnarlo nelle mani di qualche regista holliwoodiano per tirarne fuori un film e non per il semplice fatto che Faletti ami scrivere.
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io uccido
pensavo peggio... però non è certo un capolavoro. Il libro è scritto sufficientemente bene, la trama è avvincente e il finale a sorpresa. passabile.
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Io uccido... la narrativa
Immaginavo già prima di comprarlo che avrei avuto le sensazioni che sto per scrivervi.
Un libro inutilmente lungo, per niente piacevole, pieno di dettagli all'inverosimile. Credo che sia assurdo impiegare una pagina intera per descrivere il protagonista che chiude il garage con il telecomando. Inutili ripetizioni in tutte le 700 pagine. Bocciato!
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bello
bello, mi ha lasciato di sasso il finale. da leggere .
non mi è piaciuto invece il libro : niente di vero tranne gli occhi: il finale è veramente deludente .
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Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 2009
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Chiudere a chiave tutte le porte...
Fa strano pensare che questo capolavoro sia stato concepito dalla fantasia dello stesso Vito Catozzo che guardavo a Drive In quando ero piccola...Storia fantastica,personaggi ben assortiti e ben descritti;ma è lo stile che lascia di sasso.Lo scrittore alterna vari toni a seconda del personaggio a cui è dedicato il capitolo;quelli dove si parla dell'assassino,"l'uno e nessuno",sono pieni di poesia e talmente sublimi che devi costringerti a pensare ai delitti aberranti che commette per non innamorarti di lui...Il paradosso è che nella mente di una così spietata macchina di morte ci sia un così infinito amore...e poi non si può non rimanere coinvolti dal thriller in sè che con lo schema più classico cattura il lettore fino all'ossessione di arrivare all'ultima pagina per vedersi svelato l'assassino.....tuttavia non si può fare a meno di riflettere sulla possibilità che uomini così possano aggirarsi furtivamente persino nelle vicinanze del proprio quartiere;quindi,nonostante non abiti a Montecarlo,è da un paio di sere che mi preoccupo con particolare zelo di chiudere tutte le porte a chiave....non si sa mai.....
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Ultimo aggiornamento: 30 Mag, 2009
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Sorprendente Faletti
Se 10 anni fa mi avessero detto che Giorgio Faletti avrebbe scritto un thriller di queste proporzioni mi sarei messo a ridere come ad una delle sue migliori battute...e avrei sbagliato alla grande!!
Un romanzo ben scritto , con personaggi ben delineati ed una trama scorrevole ed avvincente e una trama parallela che alla fine si intreccia con la principale in maniera abbastanza originale.
Certo c'è qualche stereotipo di troppo (la faccia delle vittime che diventa una maschera, il poliziotto distrutto dai sensi di colpa che si riprende per l'occasione, la doppia personalità e via così...) ma ormai che cosa non è più o meno "ispirato" dai grandi thriller del passato...
Se devo proprio trovargli un difetto è nel finale dove il terribile serial killer diventa un pò troppo "buono" ed umano e poi comunque ci sono un centinaio di pagine di troppo. Ma rimane un bell'esordio !
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io uccido
bel libro!!!
bravo l'autore.
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Dal Drive in...al Giallo!
Per essere la prima opera di Faletti...sembra quasi la seconda!
Se amate il genere non resterete delusi, anzi vi sorprenderà.
Un pò Silenzio degli innocenti... un pò Starsky e Hutch!
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io uccido. bellissimo
credo che il suo segreto sia proprio la piacevolezza.
Leggere Io uccido è veramente un piacere.
A me personalmente il finale ha un pò "stranito". Non deluso attenzione!
Perchè mi ha spiazzato si ma ..pensavo diversamente.
Si tratta du un bellissimo romanzo.
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Sorpresa
Me lo hanno fatto leggere di forza ed hanno fatto bene!
Non mi aspettavo da Faletti un romanzo così ben scritto, una trama sottile e dei colpi di scena inaspettati. Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa dal suo primo romanzo!
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io uccido
e' il libro del debutto, come scrittore, di giorgio faletti. un buon giallo, senza infamia e senza lode, ambientato nel principato di montecarlo. il collante della storia e' una "radio libera" alla quale un serial killer telefona piu volte. non posso svelare di piu altrimenti.....
un buon debutto.
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io uccido
veramente un libro molto bello.lo consiglio a tutti gli amanti del genere
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io uccido
"Io uccido" non a caso è il lbro che ha segnato il successo di Giorgio Faletti. E' davvero un bellissimo libro che regala la piacevolezza di leggere e rilassarsi. leggere e divertirsi.
Difficile anche da paragonare.
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IO UCCIDO
Come opera prima Giorgio Faletti ha fatto proprio un bel lavoro: nonostante sia un po' lenta sulle prime, la storia si sviluppa con colpi di scena e continui cambi di ritmo. Tutto resta in sospeso fino alla fine...
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Luci e ombre...
Forse troppo clamore intorno a questo romanzo, di certo leggibile, spesso divertente tranne che nel finale prolungato. Le situazioni e la trama danno spesso l'idea del già visto o già letto: c'è il killer che ritaglia le facce delle persone come Hannibal Lecter, che parla al cadavere impagliato come in psyco...comunque, trovandosi in edizione economica, lo consiglio per chi ha la fortuna di riposarsi ancora sotto l'olbrellone...
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PROLISSO
Prolisso, si... ed esagerato nelle descrizioni minuziose, esagerate, a tratti ripetitive e noiose nonostante la crudezza esasperata delle scene. La storia non è male, decisamente, ma stenta nel proseguimento e richiede una concentrazione a volte stancante per non perdere il filo del discorso. I personaggi sono un po' troppo stereotipati, molto somiglianti ai classici americani, ma lo scrittore è italiano e si sente. L'italiano che forza se stesso per essere simile ad altri perde il cuore tipico della razza ed è un peccato. Non lo sconsiglio, anzi... ma non accontenta pienamente le aspettative. Resta buona l'idea, solo lo sviluppo è zoppicante, ma perdoniamo Faletti... come si perdonano tutti gli esordienti ed in questo caso era al suo primo romanzo.










Opinione inserita da Cristina V 02 Dicembre, 2010