L'ombra dei Guadalupes L'ombra dei Guadalupes

L'ombra dei Guadalupes

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di L'ombra dei Guadalupes, romanzo di Alver Metalli pubblicato da O.G.E. Edizioni. Una catena di efferati delitti si snoda a Coyoacán, un quartiere di Città del Messico. Dopo una misteriosa strage familiare, nella chiesa del Gesù viene profanata la tomba di Hernán Cortés, e le ossa del celebre conquistador scompaiono nel nulla. Segue, a breve distanza, l’assassinio del parroco, pugnalato e privato del cuore secondo il barbaro rituale dei sacrifici umani praticati dagli Aztechi. La scia di sangue si allunga e sembra scorrere intorno a un documento d’inestimabile valore che testimonierebbe la storicità dell’apparizione della Madonna di Guadalupe, avversata dalla potente loggia segreta dei “guadalupes”. Sulle tracce dell’assassino si muove, anticipando la polizia, un bizzarro studioso spagnolo, il señor Mendieta. Lo affiancano Carmen Villalba, una simpatica libraia, e Dolores Miranda, un’attraente ricercatrice dell’Università. Con una vertiginosa accelerazione, passato e presente finiranno per saldarsi nella soluzione dell’enigma legato al “codice Juan Diego”...

Alver Metalli, giornalista e scrittore, inviato speciale della Rai in America Latina, ha vissuto a lungo prima a Città del Messico, poi a Montevideo (Uruguay). Attualmente risiede a Buenos Aires. Ha pubblicato saggi di politologia e sociologia, fra cui nel 2007 L’America Latina del secolo XXI (edizione trilingue: italiana, spagnola e portoghese). Ha al suo attivo anche tre romanzi: L’eredità di Madama (Marietti, 2001), Lupo siberiano (Salani, 2006) e Gli dei inutili (Marietti, 2008).

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L'ombra dei Guadalupes 2011-01-14 17:23:49 barbara78E
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barbara78E Opinione inserita da barbara78E    14 Gennaio, 2011
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l'ombra di Dan Brown....

Ho impiegato un bel po’ prima di decidermi a commentare questo romanzo. Non ho voluto farlo subito, non volevo che le mie prime impressioni mi spingessero ad un giudizio affrettato. A distanza di quasi un mese però, ciò che mi ha suscitato questo libro non è cambiato. Innanzitutto si parla di delitti perpetrati in un ambiente fortemente influenzato dalla religione cattolica, con una trama di intrighi che , purtroppo, mi ricorda molto Dan Brown.
E’ difficile fare un breve riassunto di una trama inconsistente: il signor Mendieta si ritrova in un vortice di omicidi legati ad un codice che testimonierebbe la reale apparizione della Madonna di Guadalupe ad un contadino, durante gli anni della conquista spagnola e dell’Inquisizione.
Gli omicidi sono molti, ma nessuno viene spiegato in modo completo. Verrebbe da dire che l’autore ha messo molta carne al fuoco, forse troppa, non riuscendo però più a gestire la storia. L’impressione è che chi scrive non abbia idea di come arrivare a finire il libro. In alcuni romanzi, sembra che il libro stesso si finisca da sé, ma non questo che, invece, è piuttosto stiracchiato. Ci sono episodi in cui i personaggi si incontrano e hanno dialoghi con interlocutori completamente sconosciuti, senza che nulla venga spiegato, neanche alla fine (a volte mi sono chiesta se mancassero delle pagine...). Tutto ciò potrebbe contribuire a creare un alone di mistero, ma solo se viene seguito da un minimo di spiegazione. Rimane altrimenti un senso di incompletezza.
I personaggi stessi mancano di spessore, le loro storie e vicissitudini sono appena accennate, così come le personalità.
Che altro dire: sembra più un “embrione” di romanzo, una bozza da dettagliare e far crescere. L’idea di fondo potrebbe essere buona, ma va molto più sviluppata, facendo attenzione però a non finire nello stile “Dan Brown”.

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