L'oro degli immortali
Letteratura italiana
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La scelta commerciale.
Maurensig è invecchiato.
In questa società di parole corte ed affilate si muove a fatica, come un principe decaduto dell'antica nobiltà boema.
Sulle spalle porta zavorre dai nomi ormai perduti, un po' per malagrazia un po' perché, tanto è chiaro, nessuno ha più voglia di impegnarsi a soppesarle.
Si chiamano, meglio si chiamavano: Kafka, Perutz, Brod, Schnitzler, Lernet-Holenia...
Povero vecchio goriziano...chi te lo fa fare?
Mitteleuropa kaput! E' andata...
Hai voglia di scrivere "La variante di Luneburg", "Canone inverso", "L'uomo scarlatto", addirittura quella tua prova d'introduzione..."Vukovlad, il signore dei lupi"... e il freudiano "Il guardiano dei sogni"...
Sì sì sì sì...tutto molto bello ma...sei vecchio.
Così adesso ti butti nel fanta, come si chiama?, ah già: fantaesoterismo.
Questo romanzo le ha proprio tutte, infatti Morganti ti paga bene, come ha fatto per quell'altro..."La tempesta": qui c'è il fantanazismo, la Massoneria, l'oro...la pietra filosofale!!!
Due uomini inseguiti da un destino (e che non siano più di due)!
L'archeologo e l'ipnotista...più editoriale di così si muore!
E tu non vuoi morire di fame.
Hai mica torto, Maurensig.
Si legge che è un piacere...
Ed è solo il primo di una annunciata trilogia.
Come Follett.
Fra le pagine però si intravede qualche discreta descrizione dei volti e degli sguardi che richiama, sbaglierò, qualcosa di grande.
Qualcosa di potente che è stato.
Ma subito vola via, tranquillo!
Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti.
19, 50 euro! Subito!










Opinione inserita da Jan 24 Novembre, 2010