Non tornare a Mameson
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Letteratura italiana
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Enrico Oliviero è un politico cinquantenne che dopo dieci anni come consigliere alla Regione Lombardia non viene più rieletto. Ferito nell’orgoglio e incapace di riabituarsi a una vita mediocre, compra una baita a San Bernardo di Mendatica, sulle Alpi Marittime. Lì si trasferisce, in segreto, abbandonandosi a giornate senza scopo e notti affogate nell’alcool. Il suo isolamento, però, dura poco. Dal solaio della nuova casa spunta fuori un quadro che prima lo affascina e poi lo ossessiona. È opera del precedente inquilino - un pittore francese - e ritrae una ragazzina che Enrico ribattezza Ophelia. Deciso a scoprirne l’identità, inizia caute indagini fra gli abitanti del paese... ma la percezione del pericolo arriva troppo tardi, quando l’incubo è ormai iniziato. Il romanzo è scritto a tre voci: Enrico, Beatrice (la giornalista che con lui ha una relazione, l’unica a cercarlo, e a trovarlo), e una strana ragazza che parla con le marmotte.
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Opinioni inserite: 1
Non tornare a Mameson
2008-02-08 03:10:01
Michele Rocchetta
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Opinione inserita da Michele Rocchetta 08 Febbraio, 2008
Mamaison
Robusto romanzo in cui la tensione non cala fino alla fine.
Belle ambientazioni e personaggi vivi e credibili.
Si legge bene, scorre via senza intoppi e ti lascia lì, alla fine, a riflettere sulla storia.
Indizio che il testo "segna".
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