Panopticon Panopticon

Panopticon

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La presentazione e le recensioni di Panopticon, opera di Fausto Pasotti edita da Tbook. Un uomo è ferito a morte mentre cammina nel centro della sua città. Negli ultimi 5 minuti della sua esistenza – tanti quanti sono i capitoli del libro – oltre a comprendere il senso della propria vita, scoprirà chi e perché. Costruito a metà tra un instant movie e un excursus filosofico, “Panopticon” è un romanzo intriso di sentimenti forti, schietti e contrastanti, in cui l’apparenza viene travolta irrimediabilmente dalla realtà, in cui la presa di coscienza dolorosa e definitiva si risolve in una catarsi finale che espia le vanità umane, ribalta il comune sentire, travolge il tempo e travalica tutto ciò che agli occhi umani può sembrare razionale, coerente, giusto. Panopticon prende il nome dal progetto di carcere-modello ideato dal filosofo utilitarista britannico Jeremy Bentham nel 1791. Bentham ha immaginato un edificio semi-circolare che ospita le celle in una sorta di circonferenza, al cui centro è collocata la sede dei sorveglianti. I prigionieri non possono così vedersi né comunicare l’un l’altro, ma sono esposti al controllo perenne delle guardie che possono osservare tutti senza essere mai visti. Nella medesima condizione si viene a trovare il protagonista del libro, ferito a morte mentre cammina nel centro della sua città: riverso a terra, con la faccia sul selciato, grondante di sangue, può veder la scena del suo ferimento, i curiosi che accorrono, i poliziotti, il caos e lo sgomento che si creano in situazioni del genere, paradossalmente da un punto di vista privilegiato, che gli permette di valutare senza essere valutato, capire senza essere capito, sentire senza essere sentito. Cinque minuti: tanti i capitoli del libro, tanti i minuti che gli restano per comprendere il significato profondo della sua vita, del suo passato professionale e umano. Cinque minuti scanditi da un vorticoso turbinio di eventi e colpi di scena, di visioni e rivelazioni che ribaltano ogni logica possibile. Spionaggio industriale, terrorismo internazionale, questioni etiche e politiche, sentimenti che sconfinano in un amore torbido e proibito, si intrecciano in una parabola umana che risponde all'unica domanda cui non sappiamo rispondere: "Vuoi sapere qual è il senso di tutto questo? Qual è la risposta ultima, qual è il senso della vita?"

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