Romanzo criminale
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 7
Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 2012
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LA TOMBA DEL BOSS
L'epopea della banda della Magliana, raccontata da De Cataldo in stile giornalistico con concessioni al letterario nel delineare i personaggi, sarebbe un inverosimile polpettone romanzesco imbastito dal più prevedibile degli scrittori, se non fosse che a esserne autore è una buona parte della Storia italiana degli ultimi decenni del secolo appena trascorso: lì sono le nostre radici e quell’universo disturbato di banditi da quattro soldi, di soldi facili, di faccendieri disonesti, di funzionari di Stato complici di stragi, di mafiosi e di politici corrotti funge da specchio a quello che siamo ora. L’intreccio del romanzo è allora inevitabilmente arzigogolato: la facile ascesa di un gruppo di delinquenti di borgata si rivela il sintomo più stridente della malattia cronica di un Paese inquinato nel profondo. Del resto la scalata “ai piani alti” non avverrebbe se i componenti la banda non fossero degli uomini mediocri, inconsapevoli strumenti dei manovratori dietro le quinte e soggetti a laeder privi di autentico carisma quali il Libanese, Il Freddo, il Dandy, vittime delle loro stesse debolezze. A muovere la vicenda sono infatti le ossessioni, vagamente dostevskjiane, di ognuno dei protagonisti: la fissazione del Dandy per l’eleganza e per l’inquieta prostituta Patrizia, l’urgenza spasmodica del commissario Scialoja di punire i malvagi e di penetrare l’anima e il corpo di Patrizia, il bisogno inconscio di Patrizia di colmare il vuoto che le rode l’anima, il senso di colpa nei confronti del fratello perduto e la paura della solitudine del Freddo. Alla violenza dei potenti si contrappone la volontà autodistruttiva dei deboli, il fratello amato del Freddo, Gigio, e l’amico del cuore di Patrizia, il patetico Ranocchia, che come il protagonista de “La donna ragno” di Puig, si consola nei suoi fantasiosi racconti di sogni assumendo il ruolo della divina Marlene. Un mondo senza possibilità di salvezza per nessuno, dove la gloria è una triste impronta sul volto di ex attore noto devastato dalla cocaina o una tomba di un boss in una Chiesa da cui i fedeli distolgono gli occhi.
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Come sempre la narrativa supera la fiction
Letto dopo aver visto il film, e devo dire che la storia sulla carta batte il multimediale.
Forse il problema dei filme è di contenere il tutto in pochi personaggi ed in 120 minuti una storia che si dipana per anni, anche a riprese, con tantissimi personaggi.
Piacevole lo suggerisco a chi ama le storie poliziesche e malaffare.
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criminale è chi non lo legge
Che dire?
mi è piacito 'na cifra!!! te invoja a parla' un poco de romano ;)
l'ascesa e la fine di una banda, di un gruppo di uomini tra gli anni 70 e gli anni 80 a roma...
un po' reale, un po' di fantasia..... si tratta della banda della magliana, anche se i personaggi son romanzati e i nomi sn tutti diversi. il libro me lo son letto tutto con calma perchè non finisse subito, scritto benissimo, accelerate e rallentamenti a perfezione.
alla fine il male non è così male e il bene così bene.
niente è così netto, e tutti non son così puliti, nel sottofondo un'italia che non va pigata dal terrorismo inteno e da servizi segreti deviati.
rinunciate a vedere il film che è pessimo :((
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Tra reata' e fiction
Lettura scorrevole ed altresi' piacevole. Di rilievo, a mio parere, la descrizione dettagliata dei protagonisti, figli di quella Roma di Borgata, ottimamente descritta da P.Pasolini in "Ragazzi di Vita". Per gli amanti del genere da non perdere "Il fiore del Male", autobiografia di Renato Vallanzasca scritta a quattro mani con Carlo Bonini.
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Ultimo aggiornamento: 07 Marzo, 2011
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recensione doppia
In realtà per scrivere una recensione seria di questo libro avrei dovuto farne due, una appena letto ed una dopo aver visto il film e la prima serie su SKY. Proviamo:
Recensione 1, appena letto il libro:
L'ho letto nel 2006 e, nonostante il tempo sia passato, la storia ed i personaggi mi sono rimasti abbastanza impressi nella mente, segno che qualcosa mi ha lasciato. E' una storia piuttosto avvincente, scritta bene, con frasi corte e taglienti. Bene e male si intrecciano, poi si odiano, poi si ritrovano e si mischiano; tanto che, a volte, fai il tifo per la parte sbagliata. C'è pathos e le situazioni sono abbastanza verosimili. Io sono del '73 e sono cresciuto in un quartiere adiacente alla famosa magliana, dove la banda spadroneggiava negli anni in cui io ero un adolescente. Ricordo con chiarezza impressionante il clima che si respirava allora e la presenza invisibile ma concreta di una criminalità che faceva parte del tessuto sociale della Roma in quegli anni. Complessivamente, quindi, voto 4/5 all'opera.
Recensione 2, dopo aver visto la trasposizione cinetelevisiva:
La versione data in televisione è fedele al libro, quella al cinema un po' meno. Quello che fa paura però è che i protagonisti erano dei criminali senza scrupoli che meritavano la fine che si sono scelti (si sono ammazzati fra loro) eppure, con la faccia che hanno al cinema, sono diventati una specie di eroi, forse perchè il "bello e dannato" ha sempre il suo fascino. Peccato che il crimine non è dannazione solo per gli uomini che lo esercitano, ma soprattutto per la società.
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Romanzo Criminale
Ma come si fa ad non appassionarsi ai personaggi di questo libro? Al Dandy?, al Freddo?... Bel libro. Il contenuto lo potete leggere sulla copertina,.. a voi basta sapere che se comprate questo libro fate centro. Poi andrete a prendere anche il film. Consiglio vivamente.
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Romanzo criminale
Questo libro è molto piacevole e scorrevole da leggere, con colpi di scena.









