Storie di un paese fra la valle e le barbabietole
Letteratura italiana
Editore
Giorgio Bonoli è nato nel 1957 a S. Alberto di Ravenna, dove ha vissuto per ventiquattro anni; dal 1990 vive a Castenaso di Bologna, ma lavora come operatore turistico a Lido delle Nazioni in Comune di Comacchio e insegna Biodanza. Nel 1984 ha pubblicato il saggio Bengala, la sfida comunista all’India e questo romanzo è invece la sua prima opera di narrativa
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Un thriller di paese
Giorgio Bonoli è sinceramrnte affezionato alla sua terra d'origine, la bassa Romagna. E, anche se adesso è diventato cittadino di Bologna, gli piace raccontare le storie che si riferiscono alla sua giovinezza in quei luoghi.
La sintassi che usa è volutamente piuttosto scorretta proprio per invitare il lettore ad entrare nel mondo della parlata romagnola.
E anche il linguaggio dei personaggi è spesso crasso e debordante, ma anche questo contribusce a raffigurarsi meglio ambiente e persone.
La forma del thriller è giusto un espediente che l'autore utilizza per poter descrivere l'epoca degli anni '70 e il sentire di quell'epoca.
I personaggi sono molto caratterizzati, tant'è che quasi tutti hanno un soprannome perchè così li "marchia" il paese. Forse i personaggi sono un po' tanti - o magari così sembra perchè i soprannomi li moltiplicano - ma anche questo contribuisce a creare l'atmosfera goliardica di paese e i fraintendimenti che costruiscono la storia.
Nel complesso un libro che si legge volentieri e velocemente, senza impegno.
Giorgio Bonoli ha pubblicato un secondo libro dello stesso genere - "Storie di bombe e di zanzare", Gruppo Ed. L'Espresso 2011 - tanto è vero che alcuni personaggi se li è portati dietro.









