Marcovaldo, ovvero le stagioni in città Marcovaldo, ovvero le stagioni in città

Marcovaldo, ovvero le stagioni in città

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Marcovaldo, ovvero le stagioni in città", opera di Italo Calvino. Venti racconti, ognuno dedicato ad una stagione, scritti da Calvino tra il 1952 e il 1962. Il protagonista è Marcovaldo, un operaio con quattro figli che si è spostato dalla campagna in città per trovare lavoro e spesso soffre di questo spostamento forzato. Il tono, che è sempre scherzoso nella prima parte e un po' malinconico nella seconda, rispecchia totalmente la figura di Marcovaldo.

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Marcovaldo, ovvero le stagioni in città 2012-02-06 13:46:12 isabella82
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isabella82 Opinione inserita da isabella82    06 Febbraio, 2012
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Il grigiore urbano sconfitto dalla fantasia

Scoprire per caso un buon libro e innamorarsene, perchè parla del tuo mondo, di quello che vivi tutti i giorni, quando esci dalle porte della tua grigia ditta e attraversi il traffico delle strade e vieni stordito dai fanali abbaglianti di altri che come te hanno terminato una lunga giornata. Marcovaldo è subito stato un dialogo diretto tra un'autore lungimirante e l'esperienza di vita quotidiana. Calvino ci parla di un uomo qualsiasi e di una città qualsiasi che per comodità chiameremo Torino. E' lì che ambienta i venti episodi che vedono come protagonista un umile manovale italiano, il classico uomo medio che incarna molte delle viltà e dei limiti che ci rendono gli uni simili agli altri. Marcovaldo però ha qualcosa di diverso, egli ricerca la vita oltre il grigiore delle strade, oltre la cortina spessa delle insegne, dei lampioni, dei semafori. Combatte contro il lavoro, il desiderio innato di primeggiare, contro un mondo ostile e spigoloso che egli cerca con la fantasia e l'ingenuità di reinventare.
Gli fanno da contorno una famiglia numerosa, uno scantinato da cui sogna il cielo stellato, un'azienda di fantozziana memoria (o meglio un'azienda a cui Paolo Villaggio si rifarà) e la natura, che spunta timidamente tra l'asfalto e l'indifferenza umana.

Ci fa sorridere Marcovaldo, perchè ci prova sempre, ma non gli riesce mai di uscire dagli schemi. E' una lotta impari tra un'urgenza mediatica globale di informazione, comunicazione e massificazione (che quasi antesignano Calvino aveva già recepito), e il desiderio, il sogno, l'anelito umano verso il paese di Utopia. Questo ritorno all'età dell'oro non avviene per Marcovaldo, ma egli tenta ugualmente di disegnare un mondo nuovo, tutto suo.

Leggetelo, vedrete come parla di tutti noi.

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Marcovaldo, ovvero le stagioni in città 2012-02-02 07:43:33 macchiolina
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macchiolina Opinione inserita da macchiolina    02 Febbraio, 2012
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Noi cittadini del niente

La critica alla "civiltà industriale" si accompagna a d una altrettanto decisa critica a ogni sogno di un paradiso perduto. L'amore per la natura di Marcovaldo è quello che può nascere solo in un uomo di città. questo estraneo alla città è il cittadino per eccellenza. Tristezza.Tristezza in ogni racconto: quello del coniglio velenoso è terribile. E ironia. Ironia ovunque.Un libro che si legge in due ore, facile facile, ma che offre tanti, tantissimi spunti di riflessione. Più che attuale. Eppure ha più di 40 anni. Forse perchè i due momenti e sociali, quello a cui appartiene l'opera e quello attuale, in un certo senso coincidono, oppure forse perchè l'essere umano con le sue debolezze, i suoi desideri e le sue miserie rimane sempre lo stesso.
Calvino rimane un grande della letteratura italiana:ironico,pungente e sempre attuale.

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Marcovaldo, ovvero le stagioni in città 2011-09-20 16:35:42 strega9000
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strega9000 Opinione inserita da strega9000    20 Settembre, 2011
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geniale!

Storia stupenda e molto simpatica, l'ho letto alle elementari, alle medie, alle superiori e ora all'università e mi stupisce sempre!Marcovaldo è un uomo sognatore e buffo nonostante ami follemente la sua famiglia!lo stra consiglio.

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Marcovaldo, ovvero le stagioni in città 2011-09-03 16:29:09 LauraZ
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LauraZ Opinione inserita da LauraZ    03 Settembre, 2011
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Davvero divertente

Credo che "Marcovaldo" sia una delle più belle opere di Italo Calvino. Il protagonista, appunto Marcovaldo, è un personaggio deivertente e forse un po' ingenuo, un padre di famiglia non di certo in una situazione economica agiata. Egli è una persona semplice: lavoro, casa e famiglia. In particolare è pronto a fare sacrifici per sua miglie Domitilla e i suoi figlioletti, che hanno nomi un po' bizzarri: Isolina, Filippetto, Michelino e Teresina... Il suo spirito di sacrificio è evidente in "Il bosco sull'autistrada", in cui Marcovaldo si avventa nel freddo della sera per andare a recuperare della legna per la stufa. Al posto degli alberi, però, finisce per tagliare con la sua sega dei cartelli pubblicitari che si trovana a lato dell'autostrada... Insomma, un racconto davvero comico... Italo Calvino riesce a dare tante emozioni e con un po' di umorismo è in grado di far emergere una realtà contemporanea non molto diversa da qualla in cui vive Marcovaldo...

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Marcovaldo, ovvero le stagioni in città 2010-12-10 13:34:16 Quelli della letteratura
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Quelli della letteratura Opinione inserita da Quelli della letteratura    10 Dicembre, 2010
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MARCOVALDO

Incredibilmente divertente, di un umorismo sottile ma estremamente pungente.
Marcovaldo è un simbolo del nostro mondo, un personaggio unico ed originale.
Grazie mille Italo.

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Marcovaldo, ovvero le stagioni in città 2010-10-20 10:18:31 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    20 Ottobre, 2010
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Letto e riletto...

Splendido, spassosissimo, l'ho letto e riletto non so quante volte e ad ogni età: sa regalare sempre emozioni diverse.
Marcovaldo è un protagonista sempre attuale e che non annoia mai, le sue avventure sono surreali ma di grande critica sociale.
Lo consiglio anche ai ragazzini per ridere in modo intelligente ed educativo e ai "non più ragazzini" per riflettere sorridendo. Lo apprezzerete anche se non siete fan accaniti di Calvino: lo specifico perché personalmente lo trovo un autore un po' pesante in alcune sue opere, e Marcovaldo non è nulla di tutto questo!

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anche ai non-fan di Calvino!
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