Il vino degli altri Il vino degli altri

Il vino degli altri

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Il vino degli altri, opera di Andrea Scanzi edita da Mondadori. Champagne e Metodo Classico, Chenin Blanc e Garganega: sono due dei dieci accostamenti, a volte anche audaci, tra vini italiani ed esteri proposti in questo libro. Lo scopo non è quello di stabilire graduatorie («il vino migliore non esiste» ammonisce l'autore), ma di conoscere meglio «i vini degli altri» attraverso il confronto con i nostri. «Come sono i vini degli altri? Di cosa sanno, cosa rappresentano, cosa comunicano? » È questo il quesito di fondo da cui parte il nuovo viaggio in «Enolandia» di Andrea Scanzi, dopo il successo di Elogio dell'invecchiamento. Un viaggio che conduce idealmente il lettore dalla Franciacorta alle falde dell'Etna, dalla Toscana a Bordeaux, dalla Mosella all'Abruzzo, dalla Rioja spagnola all'Argentina, in una spettacolare varietà di paesaggi, profumi, colori, gusti, culture, tradizioni, alla scoperta di vini che hanno storie importanti da raccontare. Vini che parlano delle loro terre, ma anche degli uomini e delle donne che li producono, dei loro metodi, delle faticose sperimentazioni per giungere ai risultati migliori, delle contrapposizioni tra scuole di pensiero (con particolare riferimento alla querelle intorno ai vini «veri» o «naturali»). Persone autentiche, con caratteri a volte difficili, con le loro manie e le loro rivalità, ma accomunate da uno straordinario amore per il vino che diventa ragione di vita. Non mancano escursioni in luoghi del cuore, come le affascinanti Langhe, vera e propria patria vinicola d'adozione dell'autore aretino. E non manca una citazione di vini poco conosciuti, che non hanno in realtà nulla da invidiare alle etichette più rinomate (e costose). Un viaggio condotto da Scanzi con passione e competenza tecnica, ma anche con giocosità e ironia, e dove la battuta pungente e dissacrante - da buon toscano - è sempre in agguato. «Non riesco a concepire il vino senza la sua naturale connotazione conviviale » afferma l'autore. «Ridere non è illegittimo, leggere (e magari apprendere qualcosa) divertendosi non è reato.» Un itinerario pieno di sorprese, scandito da sottofondi musicali di pregio, arricchito da aneddoti curiosi, da un fuoco pirotecnico di citazioni, a volte surreali, che spaziano dal cinema alla tv, dalla letteratura alla politica. Un racconto intenso che finirà con l'appassionare anche quegli astemi che all'autore «fanno paura».

Andrea Scanzi (Arezzo, 1974), è una delle firme de «La Stampa». Si occupa di cultura, sport, politica ed enogastronomia. Ha curato i testi dell'autobiografia di Roberto Baggio (Una porta nel cielo / Il sogno dopo, Limina 2003, con Enrico Mattesini) e scritto Il Piccolo aviatore (Limina 2002, Premio Sporterme), C¿è tempo (peQuod 2003), Canto del Cigno (Limina 2004, Premio Coni), Ivano Fossati. Il Volatore (Giunti 2006). Sommelier e degustatore ufficiale, per Mondadori ha già pubblicato Elogio dell'invecchiamento (2007) e Ve lo do io Beppe Grillo (2008).

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