La cintura di fuoco
Letteratura italiana
Editore
Il titolo si riferisce alla fila di vulcani attorno all’Oceano Pacifico. Inizia in Indonesia con il Krakatoa, di isola in isola arriva nelle Filippine con il Pinatubo, prosegue con il Fujiyama e le Aleutine e poi s’inabissa nelle faglie del continente americano, per riapparire in Messico con il Popocatepetl, ma questa è un’altra storia.
Alberto Bagus è nato in Sud Africa nel 1962 ma è cresciuto in Trentino. Laureato in Astrofisica all’Università di Trieste, viaggia spesso e a lungo. Scrive molto e su vari argomenti.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 2
un altro tema interessante
ho letto il libro e ciò che mi ha colpito più di tutto è l'attenzione che bagus ha per i bambini, credo sia un altro di quei temi da inserire nella scatola dei ricordi
Indicazioni utili
Reportage di un viaggio....interiore
La cintura di fuoco è come una scatola dei ricordi in cui, aprendola, si trova di volta in volta qualche nuovo pensiero che in prima lettura non si era notato.
Ciò che vedi in essa è però un riflesso del sentimento con cui stai leggendo in quel momento.
All'inizio si è rapiti dalla descrizione dei luoghi e dalle digressioni che portano nei paesi lontani che l'autore ha visitato. Poi appare agli occhi, l'onnipresente ricerca del culto e, attraverso l'analisi dei simulacri, come è cambiata nel tempo la natura umana.
Alla fine ho scoperto che quanto vedevo di volta in volta, era solo la superficie esterna di un viaggio interiore che le pagine del romanzo mi portavano a fare.
Ciò che porto con me, dopo aver riletto per la terza volta questo romanzo, è una sensazione di immenso calore, quello che immagino nei suoi viaggi l'autore cerchi in tutte le sue forme.
Il viaggio si colloca in un paese di clima equatoriale ed un culto religioso onnipresente, che per chi ha fede è comunemente associato al calore che abbiamo nel cuore, quel fuoco presente nel titolo.
Nei bassorilievi dei templi, ciò che lo colpisce di più sono i tratti sessuali che distinguono la natura umana. Anche questo mi porta a pensare al calore del concepimento ed al calore del sentimento che lo genera.
La sua ricerca del calore si completa infine nel rapporto con gli altri.
Quel rapporto umano che a suo dire in oriente è più facile da ottenere o forse percepire.
A mio avviso, solo l'occhio di un osservatore esterno, estraneo ad un ambiente sociale, può vedere ed apprezzare ciò che stà di là dell'apparenza e cogliere, come attraverso gli occhi di un bambino, l'essenza e la bellezza che nella vita è insita nelle cose semplici.
Probabilmente chi vive nella realtà descritta dal libro non la percepisce più, ma poco importa. Il lettore ha comunque la possibilità di assaporarne l'essenza.









