Un indovino mi disse Un indovino mi disse

Un indovino mi disse

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Un indovino mi disse, opera di Tiziano Terzani edita da TEA. Nella primavera del 1976, a Hong Kong, un vecchio indovino cinese avverte l’autore di questo libro: «Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai». Dopo tanti anni Terzani non dimentica la profezia (che a suo modo si avvera...), ma anzi la trasforma in un’occasione per guardare al mondo con occhi nuovi: decide infatti di non prendere aerei per un anno, senza tuttavia rinunciare al suo mestiere di corrispondente. Il 1993 diventa così un anno molto particolare di una vita già tanto straordinaria: spostandosi in treno, in nave, in auto e talvolta anche a piedi, Terzani si trova così a osservare paesi e persone della sua amata Asia da una prospettiva nuova, e spesso ignorata. Il risultato di quell’esperienza è un libro straordinario, che è insieme romanzo d’avventura, autobiografia, narrazione di viaggio e grande reportage.

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Un indovino mi disse 2012-03-03 12:03:10 beby
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beby Opinione inserita da beby    03 Marzo, 2012
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GRANDE

Un grande giornalista, attivo sul campo della notizia, grande scrittore e narratore. Un indovino mi disse è non solo un libro di reportage ma anche un "diario di viaggio".La sua scrittura è molto semplice ma diretta e la lettura è fluida. La sua decisione di dare ascolto all'indovino gli ha fatto scoprire nuovi posti dell asia che probabilmente non avrebbe conosciuto, questa profezia la trasforma in un occasione per vedere il mondo con occhi nuovi passando un anno di vita, gia straordinaria, particolare e indimenticabile.

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Un indovino mi disse 2011-08-29 12:03:24 talullah
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talullah Opinione inserita da talullah    29 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 03 Novembre, 2011
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assolutamente da leggere!

Questo è il primo libro che leggo di Terzani, se ne è sentito parlare così tanto di lui negli ultimi tempi per via del suo ultimo "La mia fine è il mio inzio", per la sua scelta di vita, per la sua malattia, e devo dire che quando ho deciso di intraprendere questa lettura l'ho fatto con scetticismo ma anche con enorme curiosità, si è rivelato invece una meravigliosa sorpresa. E' un libro che ha catturato la mia attenzione dalle prime pagine. Terzani è non solo un attento giornalista, di quelli veri, che operano sul campo, è anche un meraviglioso narratore. Scrive in maniera semplice, diretta, coinvolgente come ogni vero scrittore sa fare. “Un indovino mi disse” è un romanzo di viaggio e reportage insieme. Il racconto che Terzani fa dei suoi viaggi, rigorosamente non in aereo, è appassionante, le descrizioni dei luoghi e dei fatti che vive e ai quali assiste non sono solo cronaca, sono pura emozione. Leggendo questo libro devo confessare che mi sono appuntata parecchie frasi che credo meritino di entrare in una delle tante raccolte di citazioni celebri e che rileggerò con molto piacere nei tempi a venire. Sono stata favorevolmente colpita poi dal modo con il quale Terzani racconta la propria fascinazione per l'oriente e per le filosofie orientali in genere. Non mi aspettavo fosse così critico verso quel mondo così lontano da quello occidentale, in cui accadono cose e si crede in fatti inspiegabili e di fronte al quale non può tuttavia che arrendersi e subirne il fascino. Fantastico il racconto del suo incontro con un ex collega giornalista tedesco diventato monaco tibetano, che "persegue la meta di altri, dietro un'illusione che non è nemmeno la sua". Terzani non comprende la necessità della sua conversione, "avrebbe potuto fare il francescano o il gesuita all'interno della propria cultura", non capisce l'occidente alla ricerca di "esotismi", un occidente che trasforma i dogmi n "bestsellers" però di quel mondo ne é suo malgrado parte anche lui, che svolge il proprio lavoro in oriente e non in Italia, che sogna di trasferirsi in India piuttosto chedi ritornare nella natia Firenze. Meraviglioso il racconto della sua decisione di frequentare un corso di meditazione ,inizialmente faticosissimo per lui che è molto scettico in proposito, gli pare una "roba per disorientati, una risposta di evasione ai problemi del mondo" ma che lo aiuterà invece a sentirsi ancora e defitivamente più vicino a quell'Oriente che tanto ama.




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