Il momento è delicato
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Niccolò Ammaniti è nato a Roma. Ha pubblicato da Mondadori Nel nome del figlio, un saggio sull'adolescenza scritto insieme al padre (1995), Fango (1996) e Ti prendo e ti porto via (1999). Presso Einaudi sono usciti un suo racconto nell'antologia Gioventú cannibale (1996), i romanzi Branchie (1997), Io non ho paura (2001 e 2011) e Che la festa cominci (2009 e 2011), Io e te (2010) e la raccolta di storie a fumetti Fa un po' male (2004), sceneggiata da Daniele Brolli e disegnata da Davide Fabbri. Dai suoi libri sono stati tratti film di successo, di importanti registi. È pubblicato in quarantaquattro Paesi.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 8
Io e te non andiamo d'accordo
Anni fa avevo letto, sempre di questo autore, “Ti prendo e ti porto via”, incuriosita dal titolo e dalle recensioni ho deciso di leggere questa antologia di racconti.
Era sicuramente meglio se prendevo la mia curiosità, la richiudevo in uno stanzino e gettavo la chiave.
Questo libro non ha senso, oltre ad essere volgare e pieno di violenza le storie narrate non mi sono affatto piaciute.
I racconti di questo tipo probabilmente non sono il suo forte oppure sono io che ho dei gusti difficili, ma sinceramente molti dei racconti che ho letto non avevano un senso o meglio erano proprio assurdi e secondo un mio modesto parere non avevano neppure una fine.
Lo stile non mi è piaciuto soprattutto per le volgarità gratuite che utilizza non spesso, ma sempre e per le note pulp, inoltre letto un racconto gli altri sono quasi uguali perché il tema su cui si incentra è sempre lo stesso: il sesso.
Che dire, questa volta sono rimasta delusa da Ammaniti, penso che questo libro non sia adatto a me.
Non ve lo consiglio!
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MOLTO DELUDENTE, UN VERO INSUCCESSO
Sicuramente questo libro, a differenza di grandi romanzi di Ammaniti come "Io non ho paura", è veramente deludente.
Una raccolta di racconti più o meno lunghi e surreali, spesso presentanti situazioni che contraddicono quanto era stato scritto in precedenza nello stesso racconto.
La cosa che più colpisce in senso pienamente negativo è quanto questi racconti presentino situazioni macabre; inoltre colpisce nello stesso senso il linguaggio con cui il libro è stato scritto non adatto, certamente, alla lettura da parte di minorenni: linguaggio informale e sgarbato, rozzo e da definirsi addirittura triviale.
Consiglio all'autore di riportarsi sul suo precedente stile che effettivamente ha dato molto successo inoltre desidero che questa relazione, totalmente negativa, non rappresenti un affronto all'autore bensì un incitamento per fare in modo che egli non pubblichi più libri di questo genere.
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Che il momento non fosse mai giunto
È doveroso che inizi col dire che io Niccolò Ammaniti lo amo. O meglio, lo amavo.
Avevo imparato ad amarlo di romanzo in romanzo, non seguendo propriamente una cronologia delle sue opere e rimanendo perplessa solo dopo la lettura di "Branchie"; probabilmente poco convincente, ma ampiamente perdonabile, perché opera prima.
Ora, per continuare ad amarlo, devo persuadermi che con la pubblicazione dell'ultimo libro lui c'entri e non c'entri: nel senso che voglio immaginarmi un rappresentante dell'Einaudi - (“Il momento è delicato” è edito da Einaudi) - che piomba a casa sua e gli dice: Uè Niccolò, dacci tutto quello che hai da pubblicare, tutte le fesserie che hai scritto quando ti allenavi a fare lo scrittore ma ancora non lo eri, tutti i racconti nel cassetto che nessuno ha mai voluto, tutto di tutto insomma, sennò ti bruciamo l'appartamento e dopo ti facciamo fuori.
Ed il povero Niccolò non ha potuto che cedere, ed inventarsi la storiella che i racconti non vanno troppo e che per tale motivo non li ha pubblicati prima.
In realtà, sarà pure vero che i racconti non sono il massimo del genere preferito dai lettori, ma questi di racconti sono veramente terribili: stralci di narrazioni truculente all'inverosimile senza capo né coda, fastidiosi nelle descrizioni e che tentano invano di voler rappresentare in maniera grottesca i lati peggiori del carattere e del vivere umano, ottenendo semplicemente l'effetto macabro di un noir o di un horror senza significato.
Un Ammaniti appena riconoscibile nello stile e del tutto acerbo nei contenuti e nella costruzione formidabile delle trame.
Più che attendere il momento giusto era meglio che il momento non fosse mai arrivato. Almeno per quanto riguarda la lettura da parte mia.
Con grande rammarico sconsiglio il libro ed attendo la prossima pubblicazione, augurandomi che pure Ammaniti non mi sia caduto nella diabolica rete della commercializzazione del nome imposta dalle costrizioni dei contratti editoriali e per una fettina di guadagno in più.
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il momento è delicato
in questo libro di racconti si trovano svariate situazioni e , praticamente tutte, molto truculente, ( a qualcuno potrebbe dar fastidio descrizioni di arti smembrati e sangue a litri). personalmente lo considero piacevole, anche se molto diverso dai libri che "il nostro" ci ha abituato ad amare (vedi "ti prendo e ti porto via" o "io non ho paura" ) .nel complesso una buona e veloce lettura.
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Storie varie e tutte interessanti
Sono 16 racconti raccolti in un unico libro, chiamato così dall'autore(Il momento è delicato), per ricordare la frase di uno dei suoi primi editori che non era proprio convintissimo del prodotto proposto da Ammaniti.Per quanto mi riguarda queste storie, così apparentemente diverse una dall'altra, non fanno altro che rafforzare in me la convinzione che Ammaniti sia un narratore eccelso e che abbia l'incredibile dono, non da tutti, di acchiappare immediatamente l'attenzione del lettore.Partendo da questi presupposti posso dire che magari questo libro, più che un'opera sentita e voluta, sia forse un'operazione commerciale dovuta ad esigenze contrattuali dell'autore, può essere...
Resta il fatto che Ammaniti sa incollarti alle storie come nessun altro, lo aspettiamo però con romanzi con all'interno sia argomenti che plot meno dispersivi.
Vi segnalo in questo testo i racconti del ladruncolo che entra in casa di un'anziana signora e quello del ragazzotto che amoreggia con la figlia della sua prof, poi anche gli altri naturalmente.
Per svagarsi e cmq per apprezzare storie scorrevoli
Bello
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Ultimo aggiornamento: 27 Mag, 2012
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Racconti? Per me meglio un bel libro...gusti!!!
Mah, resto un pó perplesso su questa raccolta di Ammaniti, l'autore resta valido il uo stile é pungente e molto coinvolgente ma, mettere in relazione questi racconti con uno dei suoi libri precedenti, francamente fa sfigurare quest'ultima opera.
Mi piaceva l'idea di togliersi dei sassolini dalle scarpe, facendo vedere che pure i racconti vendono in un "momento delicato" (infatti al momento il libro é tra i piú venduti in Italia stando alle classifiche stilate dalle principali librerie) ma, sarà un mio personalissimo gusto, ho trovato pochi di questi brevi brani veramente coinvolgenti
Spero di rivedere Ammaniti in un libro piú corposo tipo "che la festa cominci" dove i suoi surreali personaggi abbiano una durata meno effimera, dove le sue paradossali storie si intreccino con la maestria che la fantasia di queto autore sa creare.
Non mi sento di sconsigliare questo libro per la stima che nutro per l'autore ma, se qualcuno vuole avviinarsi ad Ammaniti non consiglierei affatto di partire da questo libro.
Buona lettura
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Racconti d'autore
Nella prefazione a questa raccolta di sedici racconti, Ammaniti spiega il perchè di questo titolo. "Il momento è delicato" era la frase fatta,trita e ritrita, con la quale lo congedava ogni volta il suo editore quando gli negava la pubblicazione della sua ennesima raccolta di racconti:"i racconti non vendono", e siccome i racconti non vendono ed il momento è delicato, merkelianamente parlando, ebbene Niccolò ha deciso ancora una volta di proporre all'editore una serie di racconti e stavolta l'ha spuntata. I racconti sono stati scritti lungo l'arco dell'intera carriera dello scrittore romano, ci sono quelli dell'esordio e quelli della maturità, soprattutto in nuce c'è tutto l'Ammaniti che abbiamo imparato ad amare ed apprezzare nei romanzi. C'è l'amore fra adolescenti, c'è il fatto di cronaca nera riscritto come solo lui sa fare,c'è l'avventura drammatica e quella surreale, ci sono le coppie,tante, tutte sull'orlo di una crisi di nervi.
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I libri di racconti non vendono...
Questa la frase che è stata detta all'autore da un famose editore. Il perchè è difficile da dirsi, Ammaniti ci spiega che a sua detta " il racconto è la passione di una notte", è un amore breve, fugace, insomma non impegnativo quanto un romanzo.
E in effetti non sbaglia a presentarci in questo modo la sua ultima fatica. Troviamo dei racconti irriverenti e spiritosi, spesso pulp e fantascientifici, ma capaci sempre di strapparci un sorriso. Sono stati scritti in un arco di tempo abbastanza ampio, alcuni già pubblicati in riviste specializzate o in opere precedenti (vedesi il brillante Apocalisse, pubblicato sulla rivista Wired). Il filo conduttore è sempre il sarcasmo con cui l'autore schermisce certe figure umane ampiamente diffuse o piuttosto certi comportamenti individualisti e spregiudicati del nostro tempo. Troviamo il giovane squattrinato senza scrupoli, il chirurgo plastico devastato dalla sua stessa avidità, ma anche una piacevole escursione nel difficile mondo dell'infanzia e dell'adolescenza che Ammaniti sa sempre dipingere con candore e veridicità. Lo stile diretto e senza fronzoli rende la lettura vivida, catapultandoci in un mondo veloce, fatto soprattutto di rabbia, sangue e plastica.
In attesa di un altro romanzo che ci infuochi, "il momento è delicato" resta una relazione fugace ma godibilissima.









