L'inverno mi assomiglia
Letteratura italiana
Editore
Recensione della Redazione QLibri
Se anche gli apostrofi scappano
Questa raccolta di racconti e pensieri è un tentativo malriuscito di descrivere sentimenti, persone, frammenti di vita. Tralasciando i numerosi refusi (se così vogliamo chiamare l'omissione di svariati apostrofi), o espressioni infelici del tipo “aggrottò le spalle”, “provò a piangere ma poi con imbarazzo si asciugò le lacrime”, “continuando a contemplare la sua pizza ma arrossendo”, ci si trova davanti ad un'impalcatura traballante, l'ombra di una solida costruzione narrativa.
Un racconto di sette pagine, in particolare, dà l'impressione di averne il doppio, tanto i dialoghi sono ripetitivi e tirati per le lunghe, con un finale a dir poco insulso.
Nei momenti migliori, sembra di leggere il componimento di un allievo diligente, bravino rispetto alla media, o gli sfoghi tardo-adolescenziali di un ragazzo un filino depresso.
Se davvero vuole intraprendere la carriera di scrittore e/o sceneggiatore, il giovane Carrà dovrà leggere qualche libro in più e magari vedere qualche film in meno.
La letteratura, quella vera, non ammette scorciatoie.









