La figlia oscura La figlia oscura

La figlia oscura

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di La figlia oscura, opera di Elena Ferrante edita da Edizioni E/O. Un racconto avvincente che scava nei sentimenti contraddittori che ci legano ai nostri figli. Leda è un’insegnante di letteratura inglese, divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera. Decide di partire per una vacanza al mare in un paesino del sud. Ma, dopo i primi giorni quieti e concentrati, la donna si imbatte in una famiglia poco rassicurante, in eventi minacciosi. Pagina dopo pagina la trama di una piacevole riconquista di sé si logora e Leda compie un piccolo gesto opaco, ai suoi stessi occhi privo di senso, che la trascinerà verso il fondo buio della sua esperienza di madre.

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La figlia oscura 2012-01-19 11:09:42 isabella82
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isabella82 Opinione inserita da isabella82    19 Gennaio, 2012
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Il lato oscuro di ogni madre

Elena Ferrante ci ha abituati a una narrazione sofferta, difficile, spesso ostica. Non vuole parlare dei buoni sentimenti, delle frivole preoccupazioni del vivere quotidiano. E quando parla delle vite dei suoi protagonisti, lo fa sempre con l'intenzione di scoprire che cosa si nasconde dietro l'apparenza. Le donne di Elena Ferrante sono forti, dure, poco materne. Dietro di loro, aleggia il fantasma di una madre diversa, contrastante con l'ideale di dolcezza che normalmente associamo a questa parola. Leda, la protagonista di questo romanzo, non è da meno. Madre e moglie, improvvisamente si scopre disinteressata al destino dei suoi figli, non avverte quel senso di angoscia che normalmente assale il genitore all'atto di separazione dalla prole. Predilige se stessa, la carriera, la tranquillità. Sarà proprio l'incontro con una giovane mamma e la piccola figlia in villeggiatura sulla medesima spiaggia a risvegliare in Leda quella dicotomica visione di spirito e carne, ideali e necessità fisiche che spingeranno la protagonista a un gesto sciocco, eppure risolutivo.

Ancora una volta è la donna al centro dell'indagine della misteriosa Ferrante. Si potrebbe accusare la scrittrice di ripetitività, ma vorrei spezzare una lancia in suo favore. Le situazioni, i luoghi e le condizioni in cui queste donne si trovano a vivere sono sempre differenti, come diverso è l'occhio che le scandaglia. In questo romanzo affiora principalmente la figura irrisolta della moglie/madre e la fragilità con cui una vita ormai vissuta appieno può essere ridiscussa.

Assolutamente da leggere.

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