Le favole non sono mica roba da bambini Le favole non sono mica roba da bambini

Le favole non sono mica roba da bambini

Letteratura italiana

Editore



La presentazione e le recensioni di Le favole non sono mica roba da bambini, opera di Maurizio Denti Pompiani edita da Arduino Sacco Editore. “Le favole non sono mica roba da bambini”, sembra un ossimoro, invece è il titolo del nuovo lavoro con cui, Maurizio Denti Pompiani, un personaggio eclettico: scrittore, autore, musicista, fotografo e poeta, si affaccia al mondo dell’editoria. Già forte di molti successi e collaborazioni con, e per, i comici di Zelig e nei teatri Milanesi come il Filodrammatici - tanto per citarne uno -, eccolo esordire con il suo primo libro: un volumetto di 84 pagine, edito da Arduino Sacco Editore, da leggere in tutto in un fiato, o, se vogliamo dirla con il Lupo Cattivo, che: “ Si divora!”. Frivola all’apparenza, tremendamente seria e articolata nell’immancabile morale sottesa, la trama è semplice e, allo stesso tempo, complicata e di non facile lettura, come lo sono tutte le favole. Ricalcando pedissequamente e fondendo assieme, magistralmente, le favole classiche dei fratelli Grimm, di Esopo e Andersen, e trasponendole, in chiave ironica, nella realtà attuale, l’autore ci mostra una quotidianità in cui i pericoli e le insidie spesso si nascondono nelle pieghe di una “normalità” che invece dovrebbe rassicurarci. La fotografia che ne risulta, leggendo questo divertentissimo libro, ha i toni tetri e drammatici di una società che basa i propri valori sull’apparenza, piuttosto che sulla sostanza, costringendo i propri attori ad adeguarvisi, volenti o nolenti, pena l’emarginazione. Ed ecco che, per Cappuccetto Rosso, il lupo rappresenta un’opportunità più che un’insidia letale da cui tenersi alla larga, e comunque il male minore, per una splendida fanciulla in età pre-adolescenziale, i cui problemi cominciano laddove la foresta finisce e non dentro di essa.

Recensione della Redazione QLibri

 
Le favole non sono mica roba da bambini 2012-03-12 06:06:15 Marghe Cri
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Marghe Cri Opinione inserita da Marghe Cri    12 Marzo, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Marzo, 2012
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Una favola stralunata

Potrebbero Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Biancaneve e la Piccola Fiammiferaia essere vive e presenti nel mondo di oggi?
E potrebbe la loro storia essere raccontata come una favola che ricalca gli originali, portandosi a corredo i gadget, le manie, il comportamento ed il linguaggio degli adolescenti di oggi?
E potrebbe una sola fanciulla indossare, in successione, gli abiti di quei personaggi e trovarsi a rivivere le loro avventure e disavventure?
L'autore di questo libro ritiene di sì e ci racconta una storia ironica e divertente che si legge come si beve un sorso d'acqua e lascia col sorriso sulle labbra. Anche se ha ragione il titolo: questa favola non è proprio roba per bambini!
Un encomio ad Arduino Sacco Editore che, come si legge nella contro copertina, non usufruisce di finanziamenti né pubblici né da parte degli autori e rischia in proprio per pubblicare nomi nuovi e consentire loro di apparire in libreria e di farsi conoscere. Complimenti per la grafica che pone in copertina un'immagine gradevole, fresca ed accattivante. Un po' meno complimenti a chi ha curato editing ed impaginazione perché si è lasciato sfuggire numerosi piccoli errori che si potevano facilmente evitare.
Suggerisco la lettura del libro che pur traducendo le favole in un linguaggio e con situazioni “da adulti”, riesce a mantenersi entro i limiti dell'ironia senza cadere nel volgare.


[…]
C'era una volta, come c'è sempre stata e sempre ci sarà...
una bambina con un piccolo cappuccetto rosso.
Come spesso accade nelle migliori famiglie, questa bambina viveva spensierata con la sua mamma e, come spesso accade nelle migliori famiglie, del padre non ne seppe mai nulla.
La loro vita trascorreva tranquilla in una piccola, umida, modesta casetta, sul limitare di un bosco inquinato pieno di tafani, zanzare e fazzoletti sporchi dell'entusiasmo di chi ci andava in “camporella”.
Trascorreva tranquilla la vita... lenta ma trascorreva.
[...]

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