Rotte clandestine Rotte clandestine

Rotte clandestine

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Rotte clandestine, racconti di Fabrizio Bianchini e Alberto Cola editi da Montag. Più sentimentali i racconti di Bianchini, più caustici quelli di Cola. I racconti sono in parte autobiografici, e in parte biografici - ecco perchè li si può definire tutti assolutamente veri, con un grande cuore dentro.

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Opinioni inserite: 2

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Rotte clandestine 2008-09-21 21:31:00 Fabio Barcellandi
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Fabio Barcellandi Opinione inserita da Fabio Barcellandi    21 Settembre, 2008
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Da non perdere

"Rotte clandestine" è una di quelle antologie da non perdere. Per più di un motivo.

E io non me la sono certo lasciata scappare.

Ottimi spunti di riflessione umana, anche, che non guasta mai, anzi, che ci vorrebbe sempre, ché leggere ti cambia la vita, un libro ti cambia la vita, quando è un bel libro e questo è un gran bel libro!

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Rotte clandestine 2008-09-10 13:59:24 Black
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Opinione inserita da Black    10 Settembre, 2008

Leggere per calarsi nei fatti, sentendoli.

Commento volentieri questo libro, dopo averlo letto e riletto con estremo piacere.



Una raccolta di racconti, molto eterogenea per stile, tematiche, generi, curata da due tra i più promettenti ed elogiati scrittori emergenti italiani.

Lo spettro narrativo è piuttosto ampio, tanto da costituire un buon esempio di vari generi letterari e dei rispettivi stili: horror, racconto d'azione, diario, racconto intimista, surreale, pulp, mainstream, denuncia sociale.

Un filo che lega fra loro storie altrimenti così lontane, io ho supposto di ravvisarlo nel dolore.

E' infatti il dolore, fisico, mentale, emotivo, morale, del ricordo, vissuto o immaginato, della separazione o della rinuncia, l'elemento che mi è sembrato più di ogni altro, predominare o comunque non essere mai assente, che a essere narrata fosse una storia vissuta, un fatto storico o una narrazione fantastica o persino ironica.

I racconti affrontano temi delicati come l'eutanasia, la situazione delle carceri, la vendita di organi, la guerra, ma anche argomenti più comuni come il tradimento, l'handicap e la morte, sempre riuscendo a farci calare nei fatti, a farceli "sentire", soprattutto nella rievocazione narrativa di fatti di cronaca.



La bellezza del libro,a mio parere,consiste nella qualità della scrittura, nella capacità di entrambi gli autori, seppur per vie diverse, di evocare sentimenti e immagini senza nominarli né descriverli.

Stupisce nel passare da un racconto all'altro, l'abilità con cui si possano sostenere (e a tali livelli) registri differenti e cambiare il proprio stile adeguandolo alle diverse forme narrative, nonché la ricerca e lo studio puntuale di notizie e informazioni che ha permesso la creazione di storie anche lontane, nel tempo e nello spazio, alla realtà geografica e storica degli autori.

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