La trama e le recensioni di Altai, romanzo di Wu Ming edito da Einaudi. Venezia, Anno Domini 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l’Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito, «l’anima rigirata come un paio di brache». Costantinopoli sarà l’approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d’Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell’impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l’ultimo appuntamento con la Storia. Porta al collo una moneta, ricordo del Regno dei Folli. Echi di rivolte, intrighi, scontri di civiltà. Nuove macchine scatenano forze inattese, incalzano il tempo e lo fanno sbandare. Nicosia, Famagosta, Lepanto: uomini e navi corrono verso lo scontro finale. Wu Ming, il collettivo di scrittori che al suo esordio si firmò «Luther Blissett», torna nel mondo del suo primo romanzo.
Così gli autori parlano del romanzo: «Siamo tornati. Eccoci finalmente fuori dal tunnel. L'attesa è stata lunga, ma abbiamo la presunzione di pensare che il risultato la ripagherà. Altai sarà presto in libreria. Questo romanzo lo abbiamo scritto in marcia forzata, lavorando più intensamente di quanto abbiamo mai fatto, animati dalla sfida che avevamo lanciato a noi stessi: tornare al punto d'origine, cimentarci con il continuum spaziotemporale del nostro romanzo d'esordio, ma senza scrivere «Q 2». A oltre dieci anni di distanza non sarebbe stato credibile (né possibile) mimare ciò che eravamo. L'impresa è stata proprio questa: scrivere un romanzo legato a Q, che riprendesse certe ambientazioni e personaggi, ma che fosse anche indipendente e nuovo. Quando abbiamo iniziato a ragionarci sopra sapevamo solo da dove partire, cioè dal nostro bisogno di tirare le somme e al contempo rilanciare, mettere in gioco il collettivo stesso su un'operazione «ad alto rischio». Non potevamo prevedere dove saremmo arrivati. E già arrivare non è stata affatto una passeggiata. Non è un segreto che l'anno e mezzo da cui usciamo è stato uno dei più duri nella vita del collettivo ed esserne fuori non ci fa certo scurdare 'o passato. Abbiamo il presentimento che Altai dirà qualcosa anche rispetto a questo, qualcosa che personalmente ci aiuta a mettere nella giusta prospettiva le tematiche di Q, nonché la nostra stessa storia. Ora toccherà al romanzo intraprendere la propria vita editoriale e confrontarsi con il gusto dei lettori. Noi lo accompagneremo e ci confronteremo con chi vorrà parlarne. Dalla seconda metà di novembre inizieremo un tour di presentazioni che proseguirà fino all'estate 2010. Già da metà ottobre però saremo in tour fuori dall'Italia, per promuovere Manituana nei paesi dove è appena stato pubblicato: Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti. Insomma, nei prossimi mesi, chi avrà voglia di incontrarci, vicino o lontano, avrà diverse occasioni per farlo».
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile
Piacevole e veloce, l'ho finito in un giorno, ma lontanissimo dallo spessore di Q, opera quest'ultima pregevole per contenuto, stile, profondità, complessità. Anche Wu Ming ha intrapreso la facile via commerciale creando un libro alla Ken Follet, anche se meno ambizioso, dove le immagini si susseguono una dopo l'altra come in un film. Il titolo, Altai, fa riferimento ai falconi da caccia utilizzati dai visir, quasi a volerne sottolineare lo spirito e la determinazione con cui erano soliti raggiungere i loro obiettivi; di fatto però la conquista di Cipro, apparentemente facile, si è trasformata in una carneficina durata mesi e la successiva battaglia in mare contro la Lega, in una disfatta.
Per chi è in cerca di un libro gradevole e poco impegnativo Altai è un divertente salto nelle strade di Salonicco e Costantinopoli della metà del 1500, e dalle cui pagine è facile intravedere un apprezzamento per la cultura e religione mediorientale dell'epoca.
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Lettura consigliata
sì
Consigliato a chi ha letto...
Q degli stessi autori, LE ARMI E GLI AMORI di Patrizia Carrano
4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile
Anch'io ritengo che non lo si possa considerare il seguito di "Q", non è sufficiente infatti il "ritorno" di alcuni personaggi del primo romanzo, resta il fatto che il racconto è veramente bello ed intenso. Immergendosi nelle pagine di Wu Ming, con la capacità narrativa che ne contraddistingue lo stile, il lettore viene catapultato indietro di secoli, nelle strade di Costantinopoli, con la possibilità di viverne le vicende, di apprezzarne i colori, di assaporarne gli odori. Inoltre la ricostruzione storica mai lasciata al caso aumenta il fascino della storia che già di per sè è emozionante. Lunga vita al collettivo. Consigliatissimo!!!
1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile
Seguito o meno di Q quando il vecchio Gert ritorna protagonista per me e' stato come rivedere un vecchio amico di cui avevo perso le tracce, bello anche il passaggio di testimone da ismael a manuel, gran libro non c'e' che dire, si puo' solo ringraziare per l'ennesima volta il collettivo capace di regalarci un romanzo intriso di emozioni e dalle mille sfaccettature.
2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile
Credo che Altai costituisca un "caso a sé", questo per smorzare le polemiche circa l'etichetta di seguito o non seguito di "Q". Mentre "Q" rappresentava un ottimo esercizio di erudizione storica intrecciato ad una particolare forma di metascrittura "Altai", di converso, sceglie equilibri più noti e ductus narrativi maggiormente praticati. Quel che ne esce è un buon lavoro romanzesco che spero molti leggano. E' indipendente da "Q", lo ripeto. Magnifico, a mio avviso, il racconto dell'assedio cipriota di Famagosta e del supplizio inflitto al grande rettore dei Fanti de mar Marcantonio Bragadin...eroe dimenticato della Serenissima Repubblica di Venezia. Non già, come vorrebbe certa pseudostoriografia da ventennio, algido patriota "italiano". Personalmente sono grato agli Wu Ming per avere fatto conoscere al pubblico il grande Yossef Nasi : il più importante ed illuminato genio protosionista della Storia. Gli andò male, d'accordo, ma se oggi siamo una Nazione, lo dobbiamo anche o soprattutto al suo sogno. Il problema di "Altai"? Finisce, come tutti i romanzi belli, sempre...comunque e tristemente ... troppo presto.
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Lettura consigliata
sì
Consigliato a chi ha letto...
"L'assedio", di M.G. Siliato; "Accadde a Famagosta", di Monello; "Q", dell'allora collettivo "Luther Blisset"... ora Wu Ming.