La trama e le recensioni di La lunga notte, romanzo di Emilio Tadini edito da Einaudi. Pubblicato nel 1987, La lunga notte è il romanzo di una morte e di una rinascita collettiva. Mescolando il tragico e il comico come sapeva fare magistralmente sia nella scrittuta che nella pittura, Tadini ha dato un libro chiave per la coscienza degli italiani. Come una Gloria Swanson in Viale del tramonto, Sibilla rivive il suo mondo perduto e soprattutto quello del suo amato Comandante, un gerarca fascista e aguzzino per la Repubblica sociale. Nella sua ultima recita racconta gli «splendori» della loro vita e del fascismo mescolando realtà e fantasia, ingenuità e malizia, tragedia e avanspettacolo. Di fronte a lei un cronista semicieco cerca se stesso, i suoi ricordi, il suo passato che è stato il passato di un'intera nazione.
Emilio Tadini nasce nel 1927 a Milano. Nel 1947 pubblica il poemetto La passione di san Matteo sul «Politecnico» di Vittorini. Negli anni Cinquanta inizia la sua carriera di pittore che nel giro di un decennio lo avrebbe portato ai vertici dell'arte italiana contemporanea. Sul fronte della scrittura il suo primo romanzo è Le armi l'amore, del 1963. Poi, dopo un periodo dedicato esclusivamente alla pittura, è la volta di L'opera (1982), La lunga notte (1987), La tempesta (1993), Eccetera (2002). Del 1991 è il suo libro di poesie L'insieme delle cose. Due le sue pièces rappresentate a teatro: La tempesta (tratta dal romanzo, 1995) e La deposizione (1997). Sempre per il teatro ha tradotto Re Lear (2000). Importanti anche i suoi interventi saggistici, come La distanza (1998) e L'occhio della pittura (1999).
La lunga notte
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Letteratura italiana
| Autore | Emilio Tadini |
Editore
| Casa editrice | Einaudi |
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