La stagione degli amori perduti
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Letteratura italiana
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La trama e le recensioni di La stagione degli amori perduti, romanzo di Giacomo Tamburino edito da Piemme. La vita di Calcedonio Bonfanti, barone di Linera, è sempre stata tranquilla, quieta, scandita dal ritmo lento e dal languore tipici della campagna. Il giorno in cui Garibaldi mette piede in Sicilia, però, tutto cambia. Come per gioco, si unisce alle truppe del generale, con l’entusiasmo e la partecipazione di un giovane di circa vent’anni annoiato e desideroso di sperimentare la vita. Ma, giunti sull’Aspromonte, Garibaldi e i suoi vengono sbaragliati dai soldati piemontesi e il nobile siciliano è costretto a fuggire e a rifugiarsi a San Giovanni in Fiore, presso dei parenti. Dovrebbe fermarsi solo per qualche giorno per far perdere le tracce al nemico e rimettersi in forze, e poi tornare a casa, ad Acireale. Dagli zii, però, non trova solo di che riprendersi, conosce anche Fortunata, sua cugina, gli occhi scuri a mandorla, il sorriso aperto, la mente svelta, pronta a ribattere a ogni sua frase. Per la prima volta in vita sua desidera il matrimonio. Ma un destino triste lo attende: Fortunata è già promessa a un altro, e la parola data non può essere rimangiata. I due innamorati sono costretti ad allontanarsi per rivedersi solo anni dopo, più vecchi, infelici, con il cuore pesante e il rimpianto di non aver avuto il coraggio di sfidare le tradizioni. I tempi, però, stanno cambiando e forse anche a loro sarà concessa un’altra possibilità.
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