Le stanze buie Le stanze buie

Le stanze buie

Letteratura italiana

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Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita.

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Le stanze buie 2017-03-19 19:05:13 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    19 Marzo, 2017
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Una storia romantica

“Le stanze buie” è un romanzo della bravissima scrittrice Francesca Diotallevi, pubblicato nel 2013. Vi si narra la storia del maggiordomo Vittorio Fubini, che, in una piovosa giornata di fine marzo del 1864, si sposta da Torino a Neive, nella campagna piemontese, per occuparsi della villa dei conti Flores. Il precedente maggiordomo dei Flores, da poco morto, era lo zio di Vittorio, Alfredo, una figura importante nella vita del giovane uomo ma anche lontana ed evanescente: un parente che Vittorio non ha mai conosciuto per davvero.
Il maggiordomo lascia Torino con amarezza: lui infatti è veramente bravissimo nel lavoro ed era avviato ad una carriera brillante, eppure lo zio ha fortemente voluto che il nipote lasciasse tutto per prendere il suo posto a villa Flores ed ha espresso queste ultime volontà nel proprio testamento. Perché? Cosa si nasconde in quella grande villa di campagna? O meglio, quale storia è custodita nel mistero di quelle stanze buie?
La famiglia Flores è composta dal conte, un uomo tormentato e severo, preso soltanto dall'interesse per le sue vigne e per il vino, la moglie Lucilla, una donna giovane ed anticonformista, mamma premurosa della piccola Nora, una bambina vivace ma forse malata. Nella dimora vivono anche tutti gli altri componenti della servitù, dai quali Vittorio dovrà farsi rispettare e che dovrà dirigere.
Nel corso della vicenda il nostro maggiordomo entrerà in questa casa ed in questa famiglia, fino a comprenderne i segreti più misteriosi. Egli stesso è un personaggio che cambierà, diventerà una persona diversa grazie all'amore.
Il romanzo ci catapulta nel 1864; si tratta di un romanzo storico molto accurato, le ambientazioni sono ricostruite alla perfezione, sembra proprio di entrare nella villa e vedere le stanze, gli oggetti e vivere uno scorcio di quotidianità insieme ai personaggi. Allo stesso tempo non si tratta di un freddo romanzo storico ben documentato: la vicenda è scorrevole, si snoda e si intreccia con i sentimenti dei protagonisti, il ritmo è incalzante. La trama ci farà scoprire segreti e avremo delle rivelazioni inaspettate.
Il romanzo risente del Romanticismo e dei modelli letterari di quel periodo, la casa con la stanza chiusa e i fantasmi che vi abitano, la storia d'amore appassionata, ci ricorda un po' “Jane Eyre” . Lo stile della scrittrice lo definirei classico, nel senso che è ricco ma rimane sempre elegante.
In conclusione, libro consigliato a tutte le anime romantiche in cerca di una storia che rimarrà nel cuore di chi la legge.

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