Q Q

Q

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Q, romanzo di Luther Blissett. In questo libro, costato anni di lavoro e di ricerca, il misterioso Luther Blissett, nome multiplo sotto il quale agisce un nucleo di destabilizzatori del senso comune, molto presente e attivo sulle reti telematiche, ha per la prima volta affrontato la forma romanzo. "Omnia sunt communia!", tutte le cose sono di tutti: il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer risuona ancora sulle labbra degli sconfitti giustiziati dopo la disfatta di Frankenhausen del 1525. Ma chi ha spinto Thomas Muntzer all'avventurismo estremo? Chi scrive a Pietro Carafa, emissario del papa, lettere in cui gli consiglia, per contenere la rivolta, di allearsi con il maggiore nemico di Roma?

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Opinioni inserite: 15

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Q 2013-09-04 23:52:09 ml11
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ml11 Opinione inserita da ml11    05 Settembre, 2013
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Omnia sunt communia

Tutto è di tutti. Un'utopia a lungo inseguita nel corso dei secoli. Un sogno per cui lottare fino alla morte. Padroni contro schiavi, oppressori contro deboli. E sullo sfondo un sogno ricorrente, l'idea di poter creare una comunità all'interno della quale nessuno possa farsi valere con la forza, dove solo le regole del Signore indichino agli uomini la via da seguire. Un'Europa dilaniata dalle tensioni e dalle guerre, mezzo secolo di rivolte, da Frankenhausen alla Munster anabattista, dall'Olanda all'Italia percossa dall'Inquisizione: un affresco ben congegnato dal collettivo che risponde al nome di Luther Blissett. Uno stile sobrio, forse un po' scarno, ma accattivante al punto giusto guida le imprese di un rivoluzionario dai mille nomi e la sua guerra personale contro gli oppressori ed il suo grande nemico: Q.
Un'opera ben strutturata, popolata da una ricca varietà di personaggi provenienti da ogni ceto sociale. La lettura del romanzo risulta gradevole, nonostante il ritmo non sia sempre incalzante e qualche situazione si ripeta più volte, forse troppe.

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Q 2013-04-22 20:13:57 Ale96
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Ale96 Opinione inserita da Ale96    22 Aprile, 2013
Ultimo aggiornamento: 31 Mag, 2013
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Sete di libertà, fratellanza, uguaglianza

“E' la consapevolezza che mi avevi dato: non libereremo mai i nostri spiriti, senza liberare i nostri corpi. E se non ci riusciremo, di questi corpi non sapremo che farcene: sono tempi in cui la miseria e la forca non sono poi tanto diverse. E allora vale la pena spezzare il giogo e accettare quanto il destino ci consegnerà alla fine. Combatteremo ancora. Di nuovo. O moriremo provandoci.”

Ecco ciò che ha ricercato per 30 anni il protagonista di quella poliedrico, pregnante, ammaliante opera che è Q.

31 ottobre 1517: alla porta della chiesa di una dimenticata cittadina sassone, Wittenberg, vengono affisse da un frate agostiniano 95 tesi contro la pratica dell' indulgenza scritte di suo pugno. Il suo nome è Martin Lutero.
25 Settembre 1555: ad Augusta viene siglata una pace tra principi luterani e l'imperatore cattolico Carlo V. Si afferma il principio del “Cuius regio eius religio” ( la religione del principe è quella dei suoi sudditi).
E in mezzo a queste 2 date? Le avventurose e drammatiche vicende di un eresiarca desideroso di sovvertire l'ordine di arretratezza, feudalesimo e vessazione dell'Europa cristiana. Il suo nome? Non me lo ricordo più. Ne ha avuti così tanti! Ludovico il Tedesco, Eloi, Tiziano... Io lo denominerò con quello che mi ha attratto di più: Gert dal Pozzo.
Studentello tedesco stanco delle inutili discussioni teologiche di Melantone, il giovane Gert diventa seguace e grande amico di un ardente profeta di nome Thomas Muntzer il quale ,d'accordo con le idee di Carlostadio, predica un comunismo evangelico e la legittimità della rivolta quando le leggi civili non seguono quelle delle sacre scritture. E con lui questo focoso studente guiderà i bracciati tedeschi in un vero e proprio terremoto sociale che passò alla storia come la guerra dei contadini, fino a Frankenhausen (1525) dove migliaia di rivoltosi furono massacrati dai rozzi mercenari dei principi filo-luterani. Il nostro Gert riesce a salvarsi, ma deve fuggire, cambiare nome e con sé porta i fantasmi dei suo compagni trucidati desiderosi di vendetta.
Tutto ciò segna solo l'inizio di un lungo viaggio per il continente europeo contraddistinto da numerosi tentativi di risorgere dalle ceneri contro lo strapotere di boriosi aristocratici, lascivi ecclesiastici e viscidi banchieri-usurai però molti di essi si concluderanno con massacri, stupri, razzie e sconfitte. Ma chi si cela dietro a tutte queste disfatte? Q...

I 5 autori sotto lo pseudonimo di Luther Blissett con un lavoro preciso, rigoroso e rispettoso degli avvenimenti storici, sono riusciti completamente a renderci il quadro politico,sociale,economico culturale della prima metà del XVI secolo- un'epoca di baraonda e tumulti e di imminente fine del mondo- con una vicenda avvincente e ben congegnata.
Tuttavia la lettura non è stata assolutamente leggera per l'impostazione che hanno dato i suoi autori. Infatti buona parte del libro è sotto forma di diario frammezzato però da numerosi inserti, quali l'Occhio del Carafa o il diario di Q che, aggiungendoci i numerosi personaggi e flashback, hanno creato più di una volta confusione e disorientamento. Inoltre si nota molto chiaramente come l'opera sia stata composta a “10 mani”: passiamo infatti da fluenti e carezzevoli descrizioni a frasi nominali, spesso composte di una sola parola e prive di connettivi. Ed è proprio tale stratificazione stilistica che ha costituto ( specialmente nella prima parte dell'opera) l'ostacolo fondamentale della lettura. Ma tutti gli sforzi compiuti sono stati proficui per la resa ricca e particolareggiata del periodo storico oggetto della narrazione la quale si trova raramente.

Q è un libro affascinante, illuminante e particolare che consiglio fortemente anche per comprendere appieno un periodo storico fitto di avvenimenti e innovazioni i quali hanno posto le basi del mondo moderno: il '500. Buona lettura.

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Q 2012-11-25 10:45:30 Enzobis
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Enzobis Opinione inserita da Enzobis    25 Novembre, 2012
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un nuovo mondo

“Q” resta impresso nella memoria per diverse ragioni. La prima è che leggendolo si entra in un nuovo mondo – nuovo ed inaspettatamente intrigante. Siamo sinceri: del XVI secolo, della riforma e di Lutero, la stragrande maggioranza di noi nulla sa, oltre alle poche nozioni imparate a scuola. Per non parlare di tutti gli ulteriori mille fermenti culturali e religiosi di quel periodo, dei vari Thomas Müntzer o Jan Matthys o Jan di Leida e così via, degli Anabattisti o degli Spirituali … persone e vicende del tutto sconosciute - sino a che, appunto, non si legge “Q”. Un altro grande merito del libro è, d’altra parte, il rigore storico: se pignolescamente si consulta, volta per volta, Wikipedia, ci si accorge che, tranne poche eccezioni, i personaggi citati sono effettivamente esistiti ed hanno vissuto nei luoghi e nei modi che "Luther Blisset" descrive. Quindi “Q” è non solo un bel racconto, ma anche un gigantesco puzzle in cui le avventure del multiforme protagonista si incastrano con le vite e le vicissitudini di tantissimi personaggi reali, consentendoci di seguirne le gesta “da vicino”, e così' di comprenderli meglio. Forse il libro non è scritto in modo brillante, intendo proprio dal punto di vista lessicale; ma ciò non impedisce di consigliarlo vivamente, soprattutto (ma non solo) a chi ama i romanzi storici.

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Q 2012-03-29 07:59:41 liberlu85
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liberlu85 Opinione inserita da liberlu85    29 Marzo, 2012
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Affresco di una cruda realtà storica

Consigliatomi da un'amica che con molta insistenza mi dice di non fermarmi all'apparenza. Lei mi conosce e sa che non sono una grande amante dei romanzi storici. Lo acquisto (premetto che Q è scaricabile gratuitamente in pdf, ma io essendo sprovvista di e-book reader ho dovuto acquistare il cartaceo) e ne rimango folgorata. Q richiede impegno, richiede impegno perchè le linee temporali non seguono l'iter cronologico, i flashback sono continui, e spesso per chiarezza il lettore si ritrova a tornare indietro di qualche pagina per capire la distanza temporale tra un capitolo e l'altro. I narratori sostanzialmente sono due, come due sono i personaggi "principali" di questo libro, accanto a una miriade di altri personaggi secondari. Protagonisti e narratori sono quindi un anonimo eretico anabattista e Q, il suo nemico, spia per i papisti nel periodo delle lotte all'eresia. La vicenda si snoda dal 1522 circa al 1555, i luoghi sono i più vari, diciamo che si va dalla Germania alla Gran Bretagna e fino in Italia. Il giovane eretico si trova a inseguire un solo sogno, nonostante i mille modi per raggiungerlo: la volontà di cambiare una realtà che non piace, che ha stancato, l'immobilismo medievale, fatto di caste e soprusi verso le classi più deboli. Sotto questo unico ideale il protagonista cerca di inseguire e aiutare i più svariati profeti credendo all'utopia di poter cambiare le cose, stravolgere quella "reductio ad unum" quei "due soli" (impero e papato) che tanto hanno stancato, e stanca anche Lutero, consegnandosi e "ingrassando" alle spalle dei principi tedeschi.
Prendetevi tempo con questo libro: le prime cento pagine servono ad ambientarsi, a condire il tutto, a farvi capire le logiche del libro. Non sono cento pagine in cui vi danno un'accozzaglia di nozioni (come dicono i più), perchè di fatto non differiscono dalle altre 500, ma sono cento pagine in cui voi entrate nel meccanismo della storia, nella tecnica narrativa, vi servono (quindi) per capire la chiave di lettura. E' un romanzo scritto a 5 mani e si vede. Io però mi sento di dire "grazie a Dio si vede", perchè si capisce perfettamente che gli stili, le sensibilità sono diverse: ci sono punte di poesia pura, affiancate da terrificanti descrizioni, crude e ostili o ancora momenti di alto nozionismo storico. Q è il risultato di tutto questo, senza tutte queste caratteristiche il romanzo non sarebbe così ben riuscito. Se fosse solo poetico, o solo nozionistico o solo crudo sicuramente non sarebbe così perfettamente amalgamato.
I capitoli sono tanti, tantissimi, e durano circa 2-3 pagine ciascuno. Ciò rende il ritmo incalzante, invogliando il lettore a leggere ancora, e ancora.
E' un libro favoloso, un gioiello, un'opera di incontestabile maestria. Consigliatissimo.

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Romanzi storici, uno su tutti "il nome della rosa"
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Q 2011-12-30 09:27:00 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    30 Dicembre, 2011
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Quanto è dura la scalata

Ritengo che recensire Q sia un'operazione complessa quasi quanto la sua lettura.
Procediamo per gradi: col senno di poi, ho maturato due convinzioni, ossia che prima di abbandonarsi tra le braccia di un romanzo di tal fatta, sia necessario rispolverare qualche reminiscenza storica e riappropriarsi degli eventi caratterizzanti il XVI sec., periodo animato sul piano politico e religioso, in secondo luogo penso sia raccomandabile appartenere ad un pubblico avvezzo ad aggredire stili letterari elaborati e segnati da un grado di comprensione non immediato.
Questa premessa è d'obbligo in quanto, come tutte le scalate per conquistare le vette, la buona riuscita è figlia di una adeguata preparazione.
E' innegabile che la lettura sia alquanto disagevole sia per lo stile adottato dal collettivo di autori sia per la molteplicità dei personaggi.
Anche se hanno cercato di uniformarsi il più possibile, le diverse penne hanno lasciato tratti alquanto diversi tra loro, creando una stratificazione stilistica paragonabile a quella di un terreno in cui si passa da parti più tenere e penetrabili a parti ruvide, solide e pressoché insondabili.
Questa constatazione non vuole comunque sminuire il gran lavoro sotteso alla stesura del romanzo e la buona qualità letteraria di cui brilla, capace di mettere in scena un secolo così lontano e poco esplorato, ammantandolo di veridicità di espressioni e immagini.
L'excursus temporale narrato è discretamente lungo e vasto il panorama europeo ritratto, abbracciando tutte le vicende salienti degli anni della Riforma protestante, incrociando le voci e le sorti di personaggi realmente esistiti con altri di pura fantasia. Viene fotografato un secolo dilaniato da lotte intestine tra i principi ed i re, tra la Chiesa di Roma e i nuovi sovvertitori dell'ordine religioso, senza tralasciare le banche e il monopolio economico; guerre, faide, intrighi, complotti, corruzione, fame di potere, lucro,vendette.
Questo è il cuore pulsante di Q.
Un mondo lontanissimo dal nostro all'apparenza, ma ai fatti così vicino da rispecchiarcisi.
Il messaggio degli autori si innalza forte e prorompente da queste pagine, spogliandosi da ipocrisie, buonismi e interpretazioni faziose, pronto a condannare i colpevoli e a mettere in luce il marciume, di qualunque natura esso sia, politico, religioso o sociale.
Argomenti imperituri, che la storia ci racconta da sempre e che sembrano continuare a convivere con l'umanità, adeguandosi ai tempi come dei camaleonti ma invariati nella sostanza.

Un romanzo originale, impegnativo, sostanzioso, da affrontare con le dovute cautele, ma in grado di traghettare il lettore a spasso per i vicoli più bui e meno pubblicizzati del passato.


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Q 2011-10-19 22:01:45 enro
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enro Opinione inserita da enro    20 Ottobre, 2011
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QK

Vale la pena leggere questo libro solo per l'intreccio delle trame e l'immenso lavoro storico fatto dagli autori. Comunque andando oltre i personaggi sono ben presentati, i dialoghi e lo stile mantengono un bel ritmo e la lettura e coinvolgente.
Un libro che mi ha tolto ore di sonno e che consiglio a tutti =)

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Romanzi storici.
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Q 2011-02-01 14:14:04 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    01 Febbraio, 2011
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Q

Non me ne vogliano gli estimatori!
Originale lo stile, davvero.
Un inchino per la Riforma protestante che ha cambiato il corso della storia moderna, ed un altro per la pazienza che ho avuto per finire di leggere tutto il libro.

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Q 2010-12-03 09:25:24 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    03 Dicembre, 2010
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Q.

strepitoso nel suo genere: lo storico!
Un libro fatto benissimo...una grande ricostruzione storica.
All'inizio (le prime 100pg.)rimane un pò ostico, ma superato quel momento il libro cresce sempre di più fino ad arrivare alla terza parte (le avventure del nostro paladino sul suolo italiano) che si legge tutta d'un fiato.
Il libro è raccontato in prima persona dal protagonista che vivrà fatti importanti della storia sempre con un'ombra dietro di lui, una spia "Q" che ostacolerà ogni cammino da lui intrapreso.
Questo libro mi ha fatto riflettere molto gli avvenimenti che leggiamo sono datati tutti intorno al 1500 c'è il potere della Chiesa in particolare di un uomo (Carafa) che ostacola ogni minima rivolta popolare aiutato dall'Inquisizione e da molti uomini sparsi in tutto il mondo (gli occhi di Carafa) le sue spie tra cui "Q", c'è l'Imperatore e tutti i regnanti che vogliono imporre il loro volere ed infine ma non meno importanti le Banche che facevano girare i soldi per poter finanziare le imprese del comando. Poi, chi manca? Il resto della popolazione chi subiva tutti gli affronti dei potenti e che non aveva nessuna voce in capitolo...se cercava di sollevarsi in un modo o nell'altro veniva soffocata! A me pare che gli anni sono passati ed anche tantissimi, ma purtroppo non molto è cambiato...ci sono sempre dei potenti sopra di noi che fanno girare a loro piacimento il mondo e noi subiamo inerti!

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Strepitosa la ricostruzione storica!
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Q 2010-10-30 08:49:29 luky
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luky Opinione inserita da luky    30 Ottobre, 2010
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capolavoro

il libro più bello che ho letto è stato una vera passione .
ammetto che inizialmente affrontare questo tomo non è stato affatto semplice . il susseguirsi di vicende storiche e personaggi rendono la trama un pò complessa e a volte contorta, ma vi garantisco, che superato l'impatto iniziale , la lettura diventa scorrevole , coinvolgente e venite catapultati in un epoca storica affascinante, misteriosa e piena di intrighi.

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54, altai
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Q 2010-08-24 15:59:43 kobe
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kobe Opinione inserita da kobe    24 Agosto, 2010
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Intrighi e lotte di potere nell'Europa del '500

La trama è ben architettata e, sebbene soprattutto all'inizio sia difficile seguire la storia, devo ammettere che gli autori si sono districati egregiamente nel racconto di intrighi, battaglie e scontri tra potere spirituale e potere temporale in una Europa in piena Riforma Protestante.
"Q" è un personaggio affascinante (l'alone misterioso che avvolge anche solo il nome è molto potente), una sorta di proto-spia capace di affrontare qualsiasi situazione in maniera camaleontica, in grado non solo di eseguire qualsiasi ordine, ma anche di condizionare il volere di re e papi. L'altro protagonista è una sorta di suo alter ego, un giovane che invece si scontra con il potere e con le ingiustizie commesse nel nome di Dio e dei più alti e nobili ideali.
Un bellissimo e accurato affresco di un periodo storico "buio", ma determinante per la storia non solo della Chiesa.
Non fatevi spaventare dalla complessità e dall'intreccio della storia, vedrete che vale la pena leggerlo!!

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A chi è appassionato di romanzi storici
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Q 2010-08-24 13:55:54 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    24 Agosto, 2010
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viaggio nel tempo

E' un libro complesso nella storia e nella struttura ma l'appagamento che si ha alla fine e l'arricchimento culturale che se ne trae, trasformano la fatica del lettore in pura soddisfazione.
Siamo nell'Europa del 1500 nel pieno della Riforma Protestante, il protagonista del romanzo è un giovane studente di teologia che decide di schierarsi con gli eretici e i diseredati. Affiancherà Thomas Muntzer nella cosidetta guerra dei contadini, parteciperà al sogno della libera città di Munster dove nel 1534 sorse il regno anabattista di Giovanni di Leida, un regno protosocialista e teocratico. Nei Paesi Bassi vivrà nella comunità di Eloy Pruystinck. A Venezia aiuterà la diffusione dei libri messi al bando dall'Inquisizione. Insomma il nostro protagonista si scontrerà sempre con gli interessi dei grandi gruppi di potere rappresentati principalmente dalla Chiesa e dalle banche. Un passo del libro dice : " Potente aiuta potente principe appoggia principe: papisti, luterani...non ha alcuna importanza, quando quelli che stanno sotto si ribellano, te li ritrovi tutti uniti coi loro cavalieri e le armature luccicanti, schierati per caricare"
Questo indica in modo abbastanza palese l'ideologia che ha mosso il collettivo Luther Blissett, si può condividere o meno, ma quello che è certo è che questo romanzo descrive il periodo storico in cui si svolge con un' accuratezza quasi maniacale, si pensi che quasi tutti i personaggi citati nel libro, tranne i due protagonisti/antagonisti sono realmente esistiti, da Thomas Muntzer a Jan di Leida passando per Jan Matthys e Eloy Pruystinck fino a Carafa e persino Pietro Perna.
Un viaggio nel tempo decisamente avvincente.

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Q 2010-06-15 12:16:14 alexandros
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alexandros Opinione inserita da alexandros    15 Giugno, 2010
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Le lotte di potere nel "500"...sempre attuali !

Un libro che mi ha aperto molte porte. Sicuramente mi ha fatto appassionare ulteriormente ai romanzi storici grazie alla perfetta ricostruzione del '500 un periodo molto intricato delle guerre di religione. Ci sono tutti i personaggi che animarono quell'epoca cosi' turbolenta , ma anche cosi' vitale, banchieri corrotti, esalti e fanatici, i tanti deboli e poveri in lotta contro i ricchi e potenti. Ma questo libro non e' solo questo, perche' e' anche capace di farci interessare alle lotte politiche nell’Europa della Riforma Protestante, infatti grazie ad una forte carica emotiva nel raccontare lo scontro tra realismo e idealismo , tra fanatismo religioso e ragione, tra liberta' di pensiero e la violenza della repressione anche religiosa, ci fa' conoscere le leggi nascoste del potere. Leggi che , lo si voglia o no, purtroppo sono ancora oggi validissime e in modi solo superficialmente diversi continuano a condizionare la vita dell'umanita'. Il tutto nel romanzo e' ben rappresentato anche nell'avvicente duello a distanza dei due protagonisti, luno che incarna lo spirito rivoluzionario alla ricerca di un nuovo ordine sociale, l'altro "Q" che rappresenta l'intrigo politico che vuole mantenere lo status quo dei rapporti di forza esistenti. Un romanzo intelligente e molto avvincente.

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A chi vuole capire di piu' sui meccanismi del potere.
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Q 2010-04-24 17:55:35 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    24 Aprile, 2010
Ultimo aggiornamento: 24 Aprile, 2010
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Q

Libro scritto a più mani e si vede, le prime 100 pagine sono un'accozzaglia di fatti e personaggi che passano veloci, non riesci a ricordarne i nomi, ti chiedi che senso abbiano nella storia, ti chiedi quale sia la storia .
Disperato penso di aver comprato un "mattone" e già preparo anatemi per chi lo ha definito un capolavoro, poi improvvisamente arriva qualche barlume di comprensione, il filo della storia si dipana dalla matassa i personaggi prendono un minimo di vita.
E comincia il racconto di una lotta di uomini, contro il potere religioso ottuso e dogmatico in cerca di una fede più vicina ai sentimenti della gente.
Siamo nel 1500, la Germania è scossa dalle teorie di Martin Lutero ma anche da quelle di altri predicatori, i culti paralleli si diffondono a macchia d'olio trovando terreno fertile nella miseria, nella povertà , nell'avversione ai privilegi dei potenti, nel freddo distacco da una chiesa come istituzione che sembra più interessata a mere cose materiali come un mercante qualunque piuttosto che a coltivare le anime.
Simbolo di questa lotta sono due uomini : uno che cambia nome , luoghi e mestieri sempre professando e diffondendo come un profeta reietto una fede che sia più vicina alla gente , sempre affascinato dalle teorie eretiche dei tempi, ed un enigmatico e misterioso Q , una scaltra spia al soldo di Giovanni Benedetto Carafa (futuro Papa Paolo IV) , potentissimo e intransigente cardinale del Sant'Uffizio, sostenitore dell'inquisizione . Un duello a distanza che dura quarant'anni e attraversa l'Europa, dalla Germania ad Anversa, all'Olanda, poi in un Italia ancora divisa per finire a Costantinopoli.
In questo libro non ci sono misteri profondi , alcuni personaggi pur importanti sono appena accennati nel carattere, quasi che bastino le loro azioni a descriverceli. Solo il passare del tempo ed il succedersi degli avvenimenti ti fa avere familiarità con i protagonisti , descritti con un certo distacco, perchè al centro di tutto c'è una lunga e vasta lotta , tra falsi profeti, approfittatori, incomprensioni , interpretazioni di comodo , c'è chi in fondo al cuore persegue uno scopo a suo modo di vedere nobile e di importanza vitale.
Per il cardinale Carafa creare un'imperituro terrore di Dio e della punizione che si troverà contravvenendo alle regole, ma quali regole, quelle di Dio o quelle create dagli uomini in Suo nome. Per gli eretici professare una fede più semplice e meno corrotta dagli intrallazzi di corte dei potenti, che sia una vera guida spirituale . Ad un certo punto rischi di confonderti , di non sapere più chi sono i buoni e chi sono i cattivi , se veramente la verità sta da una parte sola , se non abbiano entrambi i contendenti le loro buone ragioni perchè forse in fondo è proprio così , come la storia degli uomini da quando ha avuto inizio: la VERITA' passa come un vento leggero lasciando su ognuno qualche briciola da raccogliere, su uomini che esercitano il loro diritto più grande , il libero arbitrio, e lo reinterpretano e lo distruggono e con esso le proprie esistenze in attesa di essere giudicati da Qualcuno al di sopra delle parti .
Non è un capolavoro , in certi momenti manca un pò di "anima" nei personaggi , ma da un certo punto in poi è molto interessante e si legge veramente d'un fiato.

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Q 2008-10-27 07:09:19 magister_thomas
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magister_thomas Opinione inserita da magister_thomas    27 Ottobre, 2008
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In nome di Dio!

Niente male per un libro scritto a più mani! Questo ho pensato dopo aver terminato la lettura di Q,suggello della vena creativa del collettivo bolognese che mi ha affascinato per la sapiente ricostruzione storica delle guerre di religione in Germania. Libro appassionante che non annoia il lettore e lo rende partecipe di vicende,tempi e luoghi lontani,oggi però quanto mai vicine. Ne risulta che le religioni siano esse cattoliche,protestanti o musulmane,molte volte sono il pretesto di inaudite crudeltà da perpetrare per fini ignobili e certo non per volontà di Dio.

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Q 2008-06-02 04:57:40 fabiomic75
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5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
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Piacevolezza 
 
5.0
fabiomic75 Opinione inserita da fabiomic75    02 Giugno, 2008
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Folgorazione

Capolavoro! Il libro è ambientato nel sedicesimo secolo, in pieno periodo di Inquisizione e tocca più o meno direttamente tutti i personaggi di rilievo dell'epoca, a partire da Martin Lutero fino a Thomas Muntzer passando per Pietro Carafa, Carlostadio, Melantone, Calvino etc. Per contenuti il racconto riesce ad essere incredibilmente attuale. Meravigliosa l'ambientazione, molto accurata la ricostruzione storica e ottima la proprietà di linguaggio. Indubbiamente tra i libri più belli che ho letto.

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Romanzi storici
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