Segreti dei Gonzaga Segreti dei Gonzaga

Segreti dei Gonzaga

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Segreti dei Gonzaga, opera di Maria Bellonci edita da Mondadori. Vincenzo, Isabella d'Este, Ludovico; la corte mantovana e il suo mondo sontuoso, lascivo e crudele. "I Gonzaga di questo libro sono persone della vita come sono personaggi della storia" (G. Vigorelli).

Maria Villavecchia Bellonci (Roma 30 novembre 1902 – 13 maggio 1986) esordisce come scrittrice con la biografia di Lucrezia Borgia (Mondadori), opera tradotta in più lingue e di notevole successo. Appassionata di storia, dove era un’autorità, e di letteratura, nel 1947 diede vita con Guido Alberti, proprietario della nota industria di liquori, al Premio Strega, che lei stessa ottenne nel 1986, anno della sua morte, con Rinascimento privato (Mondadori). Le altre sue pubblicazioni sono Marco Polo (Rizzoli), Delitto di Stato (Mondadori), Tu vipera gentile (Mondadori), Pubblici segreti (Mondadori) e Segni sul muro (Mondadori).

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Segreti dei Gonzaga 2011-07-11 10:10:53 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    11 Luglio, 2011
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una storia affascinante

Dopo la lettura dello splendido “Memorie di Adriano” di Margherite Yourcenar è stato istintivo riprendere in mano un romanzo storico per certi versi analogo e di indubbio valore.
Mi riferisco a “Segreti dei Gonzaga” di Maria Bellonci, edito per la prima volta nel 1947 e poi soggetto a più ristampe, di cui l’ultima risale al 2001.
In proposito, a parte le epoche diverse, non è difficile riscontrare molti tratti comuni fra le due opere.
In effetti ci si chiede se Maria Bellonci abbia inteso scrivere un trattato storico o un romanzo storico, ma la risposta che ci si può dare al termine della gratificante lettura è difforme dalla domanda.
Troviamo infatti una ricerca minuziosa e approfondita dei documenti a sostegno della trama, rileviamo una esauriente dissertazione storica dove la Bellonci non si lascia mai trasportare da voli di fantasia, ma che ha anche e soprattutto il pregio di attuare uno scandaglio psicologico dei personaggi, entrando nel loro animo.
L’abilità dell’autrice è di avvincere sulla base di dati rigorosamente rispettati, restando in un limbo indefinibile fra storia e romanzo, una capacità tutta sua, una dote unica potremmo dire, grazie all’abbinamento fra la profonda conoscenza scientifica e l’umanità e sensibilità della scrittrice, fuse in modo impercettibile, ma con effetti di grande rilevanza.
La narrazione della corte mantovana, del suo ambiente regale e sontuoso si riveste di un’insolita amarezza, a cui non poco contribuisce la crudeltà delle vicende, un comune denominatore che anima la ragione dinastica, la morbosità del sesso e dell’amore, il fasto, inutile di fronte alle leggi della vita.
In questo modo emerge un quadro di un periodo di questa grande dinastia che, anziché lasciare i personaggi nelle crude pagine della storia, li fa rivivere con tutti i loro difetti, le loro debolezze proprie di ogni essere umano, com’era un tempo e com’è anche ora.
Ci troviamo di fronte a un’opera di grande pregio e se forse l’accostamento a “Memorie di Adriano” può sembrare azzardato, perfino impertinente, posso dire, a mio parere, che anche “Segreti dei Gonzaga” è un capolavoro.

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