Achille piè veloce Achille piè veloce

Achille piè veloce

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Achille piè veloce, romanzo di Stefano Benni edito da Feltrinelli. Ulisse è uno scrittore in preda ad un blocco creativo che lavora per la Forge, una casa editrice di sinistra, ormai sull' orlo del fallimento. Qui si occupa di leggere quelli che lui definisce "scrittodattili", ovvero dattiloscritti inviati da neo scrittori. Da anni la Forge lotta contro la Mondial, casa editrice di proprietà del Duce, padrone di giornali, televisioni e persino di una squadra di calcio. Ulisse è inoltre fidanzato con la bellissima Pilar, immigrata sudamericana che studia arte all' università, ma non sempre le è fedele. Accade un giorno che Ulisse riceva una strana lettera da Achille, un ragazzo vittima di un' orrenda malformazione che lo costringe su di una sedia a rotelle, e che gli permette di comunicare solo attraverso un computer. I due, uniti dal fatto che possiedono entrambi nomi omerici, si incontrano, e diventano grandi amici. Nel buio della stanza di Achille, che lotta ogni giorno per non farsi internare in una clinica, Ulisse inizia così a raccontargli la sua vita nei più minimi particolari, senza omettere nulla.

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Achille piè veloce 2011-10-13 17:48:06 Maria Francesca
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Maria Francesca Opinione inserita da Maria Francesca    13 Ottobre, 2011
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Eroi moderni

“Achille Piè Veloce” è una storia commovente, nella quale si alternano momenti poetici di grande profondità ad altri di estremo realismo e modernità. È un libro che ci fa comprendere quanto siamo fortunati e quanto non approfittiamo di questa fortuna ("Lei fa tutto "quasi"? Anch'io. Ma nel mio "quasi" c'è un'impossibilità, nel suo c'è una scelta, una noia, un'insufficienza. Lei è qualche volta "quasi" solo?").
Achille ed Ulisse, come ci spiegano, d’ altronde, i loro stessi nomi, sono due eroi della vita moderna che combattono contro un mistero, contro l’ oscurità, per cercare di scoprire il loro vero nome ( il loro “nome nel buio”), cioè la parola che descrive l’ io più profondo, i ricordi e le ispirazioni.
Il racconto è scritto in maniera semplice e lineare, con l’ inserimento di alcune “schegge” poetiche. Per quanto riguarda il lessico, come in tutti i romanzi di Benni, possiamo trovare alcuni interessanti neologismi inventati dall’ autore stesso, come “dragobruco” e “scrittodattili”.
Nel complesso, possiamo dire che il libro possiede due aspetti: uno più ironico e distaccato, che in alcuni passi sconfina addirittura nel cinismo; un' altro, invece, che vuole mostrarci il dolore umano nelle sue molteplici sfacettature.

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