Agostino
Letteratura italiana
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Agostino_Moravia
Come sempre Moravia non delude. In questo romanzo breve ci propone con grande efficacia il percorso di crescita del tredicenne Agostino e la sua scoperta della sessualità, attraverso il deteriorarsi del rapporto con la madre e la frequentazione di una banda di ragazzi popolani. La psicologia del protagonista è approfondita e studiata a fondo, ed è presente, in germe, il tema che caratterizzerà molte delle opere successive: quello dell'angosciosa presa di coscienza della propria natura e della propria vita. Come Carla e Michele de "Gli Indifferenti" anche Agostino pur desiderando una realtà pura e incorrotta, si arrende non senza un certo compiacimento, al fascino della degradazione e dello squallore, che gli rivela con drammatica lucidità, la verità su sè stesso.
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Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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Dio è morto
Possiamo semplificare il romanzetto come la storia di una religione perduta e, quindi, di un'innocenza perduta, sulla scia di Rosetta (La Ciociara). Agostino viveva un'infanzia tranquilla, devoto alla madre (Dio), senza troppi dubbi e riconoscente sin dalla prima presa di coscienza. Poi arrivò il fattaccio e la madre, da genitrice, si scopre donna: Agostino capisce che il suo Dio non è il Dio di tutti ma, anzi, che Dio stesso è a sua volta assoggettato da altre divinità (gli uomini di carisma). Il crack di Rosetta fu lo stupro fisico (la guerra), Agostino subisce uno stupro di spirito; così come Rosetta diventerà (per breve) una ragazza dissoluta e disincantata, Agostino tenterà di toccare il fondo della sozzura della condizione umana, di essere viventi senza Dio, tentando di sperimentare quel sesso che ha ucciso il suo Dio, rendendola donna. In altre parole: è un romanzo di formazione, di passaggio dall'infanzia all'adolescenza attraverso la scoperta del sesso.









