Caterina fu gettata
Letteratura italiana
Editore
Carlo Sperduti vive a Roma, dove organizza eventi e laboratori letterari. Ha pubblicato due raccolte di racconti e altri suoi testi sono apparsi in rete. La sua terza raccolta è di prossima uscita. Ha curato un’antologia dedicata ai paradossi.
Recensione della Redazione QLibri
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Ai limiti del bananamente sopportabile
Un romanzo? L’autore nega. La quarta contraddice l’autore. Si può definire un’avventura metafisica in un microcosmo quasi quotidiano, ma la definizione calza appena.
Nelle prime pagine l’autore si presenta “odiosamente” e promette di non approfondire alcuna psicologia nei personaggi, di fregarsene delle discrepanze e di lasciare la più assoluta libertà di interpretazione. Il resto mantiene aspettative e promesse.
Fantastico ma non tanto da non essere perturbante, ironico ma non comico, questo non romanzo sembra scritto apposta per terrorizzare chi sogna regole di scrittura affidabili come geometrie euclidee.
Testo molto breve che non scorre, non sorprende, non accende, non si legge tutto d’un fiato e non segue un ritmo incalzante: va sorseggiato e scoperto parola per parola, capoverso dopo capoverso, seguendo con pazienza gli scogli delle descrizioni iniziali, che connotano e si dilungano.
E poi non è banale, non è facilmente classificabile e, come se non bastasse, tradisce le aspettative del lettore, che può sentirsi amabilmente preso per i fondelli dai frequenti interventi a piè di pagina, che puntano l’indice e strizzano l’occhio senza discrezione.
A parte il titolo, quest’opera non contiene ami per agganciare lettori non amanti le sfide, con il rischio di farli fuggire spaventati fin dalle prime pagine; quando succede è un peccato, perché l’originalità merita attenzione.
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Recensione Utenti
Opinioni inserite: 1
Non mi è piaciuto
Rispetto moltissimo il lavoro di questo autore, che dimostra una vera padronanza nella scrittura, ma a me questo libro non è proprio piaciuto. Certo è un giudizio soggettivo, probabilmente non si tratta del mio genere. Ho trovato il contenuto inutile, la lettura per niente scorrevole, e un'ironia a volte persino irritante. Io chiedo scusa all'autore per questo mio parere non positivo, che nasce più dal gusto personale che altro, ci sono dei punti in cui il romanzo sembra davvero decollare e diventare convincente, per poi cadere nel fiabesco, stile "Alice nel paese delle meraviglie". La lettura di questo libro mi ha lasciato con una strana sensazione di inconcludenza, di sospensione, di vuoto. Il testo sembra davvero non andare da nessuna parte. Chiedo scusa per la mia ignoranza, ma francamente non l'ho proprio capito. Rinnovo comunque la mia stima all'autore che in alcuni punti dimostra veramente un'abilità narrativa molto marcata, questo mi fa pensare che il libro è volutamente così, e avrà pure i suoi buoni motivi per esserlo. Io però proprio non li ho capiti, e mi dispiace.









