Caterina fu gettata Caterina fu gettata

Caterina fu gettata

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Caterina fu gettata, opera di Carlo Sperduti edita da Intermezzi Editore. In un mondo scaturito dal sogno di un immortale, in cui si muore un numero imprecisato di volte, Caterina e Tommaso condividono un minuscolo appartamento con Gnaca, la gatta di Caterina. Mentre Caterina lavora al “Dolce Bar Nulla”, Tommaso perde il suo tempo coltivando, di volta in volta, i sogni della recitazione, della musica, della letteratura, senza ottenere apprezzabili risultati. La loro esistenza sembra svolgersi tranquillamente, finché l’abitudine di Caterina di parlare nel sonno non svela a Tommaso una serie di recriminazioni circa il suo totale lassismo e la scarsa collaborazione nelle faccende domestiche. Per riparare Tommaso si dedica a una maniacale pulizia dell’appartamento durante l’orario di lavoro di Caterina. Tuttavia, il suo naturale pressapochismo non gli eviterà, una volta rincasata la sua metà e dopo aver continuato a lungo a condurre una lotta contro tenaci incrostazioni su pentole e padelle, di non accorgersi che dentro uno degli enormi sacchi che decide di gettare nella spazzatura, per una serie di circostanze facenti capo a Gnaca, è finita Caterina. Si reca così ai più vicini cassonetti e getta, a sua insaputa, la sua innamorata. Da questo momento si innesca un vortice di avventure surreali e sconclusionate tra personaggi impossibili, fino a un finale rocambolesco, sorprendente e senza speranza.

Carlo Sperduti vive a Roma, dove organizza eventi e laboratori letterari. Ha pubblicato due raccolte di racconti e altri suoi testi sono apparsi in rete. La sua terza raccolta è di prossima uscita. Ha curato un’antologia dedicata ai paradossi.

Recensione della Redazione QLibri

 
Caterina fu gettata 2012-06-03 07:32:38 antonelladimartino
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antonelladimartino Opinione inserita da antonelladimartino    03 Giugno, 2012
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Ai limiti del bananamente sopportabile

Un romanzo? L’autore nega. La quarta contraddice l’autore. Si può definire un’avventura metafisica in un microcosmo quasi quotidiano, ma la definizione calza appena.

Nelle prime pagine l’autore si presenta “odiosamente” e promette di non approfondire alcuna psicologia nei personaggi, di fregarsene delle discrepanze e di lasciare la più assoluta libertà di interpretazione. Il resto mantiene aspettative e promesse.

Fantastico ma non tanto da non essere perturbante, ironico ma non comico, questo non romanzo sembra scritto apposta per terrorizzare chi sogna regole di scrittura affidabili come geometrie euclidee.

Testo molto breve che non scorre, non sorprende, non accende, non si legge tutto d’un fiato e non segue un ritmo incalzante: va sorseggiato e scoperto parola per parola, capoverso dopo capoverso, seguendo con pazienza gli scogli delle descrizioni iniziali, che connotano e si dilungano.

E poi non è banale, non è facilmente classificabile e, come se non bastasse, tradisce le aspettative del lettore, che può sentirsi amabilmente preso per i fondelli dai frequenti interventi a piè di pagina, che puntano l’indice e strizzano l’occhio senza discrezione.

A parte il titolo, quest’opera non contiene ami per agganciare lettori non amanti le sfide, con il rischio di farli fuggire spaventati fin dalle prime pagine; quando succede è un peccato, perché l’originalità merita attenzione.

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Consigliato a chi ha letto...
Sperimentazione, fantascienza, fantastico perturbante.
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Caterina fu gettata 2012-12-04 14:12:13 Massimo
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Opinione inserita da Massimo    04 Dicembre, 2012

Non mi è piaciuto

Rispetto moltissimo il lavoro di questo autore, che dimostra una vera padronanza nella scrittura, ma a me questo libro non è proprio piaciuto. Certo è un giudizio soggettivo, probabilmente non si tratta del mio genere. Ho trovato il contenuto inutile, la lettura per niente scorrevole, e un'ironia a volte persino irritante. Io chiedo scusa all'autore per questo mio parere non positivo, che nasce più dal gusto personale che altro, ci sono dei punti in cui il romanzo sembra davvero decollare e diventare convincente, per poi cadere nel fiabesco, stile "Alice nel paese delle meraviglie". La lettura di questo libro mi ha lasciato con una strana sensazione di inconcludenza, di sospensione, di vuoto. Il testo sembra davvero non andare da nessuna parte. Chiedo scusa per la mia ignoranza, ma francamente non l'ho proprio capito. Rinnovo comunque la mia stima all'autore che in alcuni punti dimostra veramente un'abilità narrativa molto marcata, questo mi fa pensare che il libro è volutamente così, e avrà pure i suoi buoni motivi per esserlo. Io però proprio non li ho capiti, e mi dispiace.

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