Come piante tra i sassi
Letteratura italiana
Editore
Mariolina Venezia è nata a Matera e vive a Roma. Ha pubblicato alcuni libri di poesie in Francia e, per Einaudi, i romanzi Mille anni che sto qui, vincitore del Premio Campiello 2007, e Come piante tra i sassi (2009) e la raccolta di racconti Altri miracoli (Theoria 1998, Einaudi 2009).
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E chi se lo aspettava?
Non mi aspettavo nulla da questo libro, se non forse un pistolotto femminista ambientato al sud.
Non so perchè, forse dal titolo che richiama la condizione della donna in Italia (ma anche degli uomini in generale, via).
Immaginate la mia sorpresa nel trovarci una specie di thriller, un giallo lucano la cui protagonista, Imma, avrebbe urgente bisogno di Enzoe Carla di "Ma come ti vesti?".
Divertente, serio, noioso.
Da leggere.
Indicazioni utili
Ma quanto è antipatica Imma Tataranni?
Protagonista di Come piante tra i sassi, bel romanzo di Mariolina Venezia che ha assorbito la mia attenzione nelle ultime due settimane.
Sempre dietro a pensare, con la sua memoria, attributo elefantiaco a detta dell’autrice, che sopperisce a una intelligenza non eccelsa, a una bellezza vista solo dal marito a letto, a una propensione alle relazioni sociali pari a quella dell’aglio, insomma proprio una che non ti piacerebbe conoscere.
Considerando poi che fa il sostituto procuratore della Repubblica direi che non è il caso di incontrarla.
Eppure ti coinvolge nella sua persecuzione di Maria Moliterni, moglie del prefetto e impiegata nella stessa procura, nel suo amore platonico (?) con l’appuntato Calogiuri, nella sua indifferenza alle convenzioni di una Matera bene che sua suocera rappresenta in pieno.
Le sue indagini personali su Malinterni sono fantasiose, costanti, fino al parossismo, fino al processo che probabilmente non avrà mai luogo.
E che dire del suo rapporto con la figlia pre-adolescente? Sempre in conflitto, sempre pronta allo scontro frontale, salvo poi pentirsi al primo accenno di un pericolo reale e relativa amnesia del pentimento un minuto dopo.
Non si tira mai indietro Immacolata, anche il nome è tipico in questo romanzo.
Del resto la stessa autrice aveva scritto verso la fine del suo primo libro Mille anni che sto qui, che solo uno della valle del Basento poteva pienamente comprendere il libro.
Vediamo quindi una Basilicata ricca di malaffare e colline paradisiache, di povertà e turismo nei Sassi, tutto molto reale.
Dell’indagine vera, dell’omicidio del ragazzo, dei rifiuti tossici, della ragazzina incinta, degli insabbiamenti non vi parlerò, per non farvi perdere il motivo principale della lettura. La curiosità.









