Come sasso nella corrente
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Mauro Corona (Erto, Pordenone 1950) ha seguito fin da bambino il nonno paterno (intagliatore) in giro per i boschi. Nello stesso tempo, il padre lo portava a conoscere tutte le montagne della valle. Dal primo ha ereditato la passione per il legno, diventando uno degli scultori lignei più apprezzati d'Europa. Dal padre gli deriva l'amore per la montagna. Alpinista e arrampicatore fortissimo, Mauro Corona ha aperto trecento nuovi itinerari di roccia sulle Dolomiti d'Oltre-Piave. È autore di Il volo della martora, Le voci del bosco (entrambi tradotti in Germania), Finché il cuculo canta, Gocce di resina, La montagna, Nel legno e nella pietra, Aspro e dolce, L'ombra del bastone, Vajont: quelli del dopo, I fantasmi di pietra, Cani, camosci cuculi (e un corvo), Storia di Neve, Il canto delle manére, della raccolta di fiabe per ragazzi Storie del bosco antico, La fine del mondo storto e La ballata della donna ertana.
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L’esperienza leviga gli spigoli del carattere
Un libro che contiene un canto d’amore ed un inno alla semplicità mai cantati prima.
Parla dell’amore di un uomo e di una donna che dura anche dopo la morte di lui attraverso la voce delle sculture prodotte dal suo coltello.
Questo romanzo è inaspettato in confronto ai precedenti,infatti, ha una voce dolente, il passato viene rimpianto spesso, gli errori di questo uomo si ripresentano sempre al suo cospetto quasi per fargli dispetto.
Una donna ormai anziana passeggia nella sua stanza ed intorno a lei ci sono sculture di ogni tipo e forma. Attraverso quest’ultime lei rivive i ricordi ed i sentimenti che aveva provato per quell’uomo che non c’è più, sono pezzi della sua memoria dei bei anni passati con l’amato.
Queste sculture fanno affiorare i sentimenti di questo uomo che aveva voglia di farcela da solo, cancellando i brutti ricordi del passato che lo tormentavano ogni giorno.
Ora però lei è rimasta sola e l’unica cosa bella che le rimane è la memoria, la memoria che continua attraverso il legno scolpito da lui.
Una storia d’amore collegata agli elementi della natura.
Un libro diverso dai precedenti, un racconto struggente ed unico.
La metafora di questo libro è la negazione della vita che è sempre in conflitto con la natura.
Un libro intenso, costruito bene e che non stufa, in certi tratti è persino poetico.
Consiglio vivamente di leggerlo!









