Cose che nessuno sa
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Alessandro D'Avenia, trentaquattro anni, dottore di ricerca in Lettere classiche, insegna Lettere al liceo ed è sceneggiatore. Il suo romanzo d'esordio, Bianca come il latte, rossa come il sangue (Mondadori 2010) è stato accolto con grande entusiasmo e continua a essere scoperto da nuovi e appassionati lettori. Ne è stato tratto un film che uscirà al cinema nel 2012.
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Opinioni inserite: 10
Mmmmm...
Rimasta affascinata dal suo primo libro.."bianca come il latte rossa come il sangue" ho letto questo libro...forse mi aspettavo che fosse un libro superiper bello ...e invece sono rimasta delusa dalle aspettative che avevo.. Libro piacevole ma niente di chè..
Non lo consiglierei sinceramente..
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Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 2012
Amareggiata.
Sono una ragazzina di 16 anni, non mi piace tanto leggere, ma ero rimasta colpita dal primo libro, dal modo in cui lo scrittore ci spiega la vicenda, lo stile, il lessico, il contenuto.
Purtroppo mi sono un po' persa, molte volte non capivo bene chi parlasse e chi no e ho trovato molte difficoltà alla fine del libro: da quando lei è andata in cerca di suo padre.
Mi sono persa, non capisco bene come finisca, diciamo che sono rimasta un po' delusa.
Io preferivo nettamente il primo.
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Madreperla della vita
Non conoscevo questo scrittore e, già dalle prime pagine di questo libro, il suo stile mi ha conquistato: ricco, pieno, colorato, gonfio di immagini e di emozioni. Storia molto bella, ricca di particolari, di personaggi e di insegnamenti sulla vita, che è uno strano equilibrio tra ciò che ti viene tolto e ciò che ti viene dato. Per vivere occorre attraversare tutti gli stati della paura, per non averne più, e proprio là dove il dolore si nasconde, cresce la madreperla della vita. Questa storia arriva al cuore, grazie alla spendida caratterizzazione anche dei personaggi minori: il professore divoratore di libri, l'amica Marta piena di gioia di vivere, la nonna Teresa, un concentrato siciliano di saggezza. E poi c'è lei, Margherita, che vive il vuoto onnivoro dell'abbandono del padre, vuoto che ne divora la luce. E' un libro pieno di verità sulle persone, perchè le persone sono fatte di luci e ombre e finchè non conosci le ombra non sai nulla di quelle persone. E' un libro pieno di amore, perchè insegna che ci vogliono 4 abbracci al giorno per sopravvivere, 8 per vivere e 12 per crescere. E' un libro sui segnali del corpo e degli occhi, che insegna che quando le pupille si allargano vuol dire che glo occhi hanno fame. E' un libro sul dolore perchè fa capire che ci conosce il dolore ne riproduce l'eco per tutta la vita, come le conchiglie fanno con il mare.
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Il linguaggio del cuore
A mio parere molto bello! Ho letto anche il primo libro dell'autore e non sono assolutamente rimasta delusa da questo. Credo che D'Avenia abbia una dote innata, quella di entrare nel cuore del lettore. Sono tante le parti del libro che mi hanno commosso, tra cui il finale inaspettato. Ma ancora di più voglio sottolineare quanto il giovane autore sia stato bravo a mettere in luce l'importanza della lettura e i modi in cui la stessa deve essere interpretata. Questo ce lo fa capire attraverso la storia di Margherita e del prof che si intrecciano tra loro. Un libro che non solo mi ha trasmesso tanto, ma anche mi ha insegnato tanto.
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che delusione!
Il libro d'esordio mi era piaciuto molto ma questo proprio no! L'ho trovato decisamente poco realistico molto fantasioso e parecchio noioso...peccato!
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alessandro d'avenia: un filosofo dei nostri tempi
un libro veramente fantastico. bravissimo l'autore, che credo possa essere paragonato a un filosofo dei nostri giorni. è un libro semplicemente bellissimo, che racchiude tutti i perchè dell'amore, che dimostra come tutte le cose più belle nascano solo dal dolore, proprio come la madreperla....
complimenti. un capolavoro. un'opera che deve essere aggiunta ai libri che non verranno dimenticati mai.
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Commovente
Ho iniziato la lettura di questo romanzo con i mille pregiudizi che porta uno scrittore come D'avenia, definito "adolescienziale" in modo alquanto dispregiativo. E mi sono ricreduta, perchè "cose che nessuno sa" è un ritratto profondo e commovente non dell'adolescenza, ma di tre differenti età all'insegna dell'amore quello puro e vero che può esserci tra 2 ragazzi, tra 2 adulti, tra una madre e una figlia, tra 2 fratelli e cosi via... è un racconto si che tratta di adolescenti, ma non stereotipandoli in maniera a tratti ridicola come ormai è di consuetudine fare parlando di un argomento cosi delicato. "Cose che nessuno sa" è semplicemente un racconto di vita, vero e ricco di citazioni che provengono sia dal mondo giovanile che da puramente letterario, e l'autore dimostra una gran cultura. Un applauso ad Alessandro D'avenia
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Cose che nessuno sa
Siamo onesti: le aspettative sul secondo romanzo del Professor D’Avenia erano alte, dopo il successo straordinario e inaspettato del suo romanzo d’esordio. Ebbene, non siamo stati delusi. Il secondo lavoro, Cose che nessuno sa , è un romanzo di ampio respiro, dove le storie dei protagonisti si intrecciano con le storie personali del lettore e la storia della nostra letteratura, cioè della nostra vita, si diverte con esse. Cose che nessuno sa è un grande romanzo d’amore e quindi di vita e di morte. Amore presente, amore assente, amore perduto, amore mai conosciuto, amore filiale, amore coniugale, amore per la letteratura, amore ideale, amore carnale.
Ognuno dei protagonisti principali compie all’interno della storia il proprio cammino per ritrovarsi alla fine cambiato, migliorato. Margherita, la figlia adolescente, elabora il dolore dell’abbandono del padre grazie all’aiuto inconsapevole del suo Professore di Italiano e Latino, il Professore di Italiano e Latino elabora il suo amore per Stella grazie al dolore di Margherita che gli trasmette, inconsapevole, il coraggio di Telemaco che parte alla ricerca del padre. E poi c’è Giulio, un adolescente in crisi come Margherita: insieme i due compiranno il cammino che porta alla maturità. E poi c’è la madre di Margherita che elabora i motivi della crisi del suo matrimonio e con l’aiuto della nonna Teresa e grazie al sacrificio di Margherita, trova il perdono. E infine c’è nonna Teresa, punto di riferimento per Margherita. Il colpo di scena finale rende la sua figura ancora più speciale, cerniera tra il passato e la vita nuova che attende Margherita.
A differenza di Bianca come il latte e rossa come il sangue, questo secondo romanzo è rivolto più ad un pubblico adulto, i temi trattati sono impegnativi e richiedono per essere elaborati, forse, più esperienza di vita di quella che possiede un adolescente. Stilisticamente, l’uso della lingua siciliana che nonna Teresa porta nel romanzo è qualcosa di veramente bello e ci riporta con la musicalità delle parole ad un tempo che fu, all’arché manifesto.
Chiudo con le ultime parole di D’Avenia, nei ringraziamenti: “Proprio te ringrazio, lettore, che hai accostato l’orecchio a questa storia, come si fa con una conchiglia. E spero che tu abbia provato nel leggerla ciò che ho sentito io nello scriverla: un po’ più di amore per la vita e un po’ più di misericordia per l’uomo”.
Il resto sono cose che nessuno sa.
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Incantata
La vita è una cosa meravigliosa.....D'Avenia ha saputo descrivere con eleganza e maestria personaggi e situazioni corrispondenti alla realtá, a partire dalla fragile adolescente Margherita afflitta dal dolore a causa della decisione del padre di lasciare la sua famiglia proprio nel momento in cui ha bisogno di chiedere e sapere le "cose che nessuno sa", fino alla nonna di Margherita una donna forte ancorata alle sue origini, capace di distribuire amore e consigli in ogni momento.....! D' Avenia ha una spiccata familiaritá con il mondo giovanile e quando scrive lo fa con il cuore....bravo bravo bravo.
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D'Avenia "abbondante"
Margherita è una adolescente, problematica, piena di incertezze, sensibile come tante 14enni al mondo.E' la vigilia del suo ingresso al liceo,attimo di forte cambiamento, quando suo padre in silenzio e all'improvviso lascia la famiglia.Si apre un dolore nella ragazzina tanto più forte quanto inspiegabile:il dolore dell'abbandono.Intorni a lei tanti personaggi:una madre fragile, un fratellino che esprime la sua incomprensione verso ciò che accade tramite il disegno,una nonna solida,"provinciale" e piena di una saggezza semplice che solo l'aver vissuto concede,l'amica Marta oroscopo-dipendente e contornata dalla famiglia perfetta e un pò stramba, il professore di latino che ama e teme l'amore,che comunica con la sua donna attraverso i libri,Giulio il ragazzo empatico, difficile, che legge in Margherita un dolore, una paura che lo attrae.
D'Avenia è innegabilmente talentuoso nel tratteggiare i suoi personaggi, nel dargli una dignità assolutamente reale.Leggi e li vedi tutti li' con le loro espressioni, i loro abiti,le loro case, assorti nei loro pensieri.Nello stesso tempo questa bravura appare lesa dalla vanità:si avverte in lui una voglia di dimostrare la sua cultura classica,la sua capacità di non essere scontato.Eccede nei "pensieri di vita"(a volte anche poetici)che però tolgono alla narrazione, tolgono alla semplicità di una storia che non è certo fuori dal comune.D'Avenia abbonda.Sembra un pò di vederlo con il dito alzato in classe perchè ha sempre la risposta pronta alle domande del professore.Ma è bravo a mio parere e lo sarà ancor di più quando smetterà di alzare il dito e sarà soddisfatto di avere per se la sua risposta e di non doverla concedere a tutti.









