Cuore di pietra Cuore di pietra

Cuore di pietra

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Cuore di pietra, romanzo di Sebastiano Vassalli edito da Einaudi. Il romanzo della vita di una casa, in una città di provincia, dagli inizi del Regno d'Italia ai giorni nostri. Un secolo e mezzo di piccoli fatti memorabili visti dalla parte della gente comune, sullo sfondo dei grandi eventi della nostra storia. Vassalli racconta, famiglia dopo famiglia, il carattere degli italiani, i vizi e le virtú in cui tutti noi, con affetto o con rabbia, con nostalgia o con qualche malumore, potremo riconoscerci.

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Cuore di pietra 2011-10-06 20:27:24 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    06 Ottobre, 2011
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La vita di una casa dall’Unità d’Italia

“Gli uomini continuavano a nascere e morire, come dappertutto, e come dappertutto impiegavano la maggior parte del tempo che intercorre tra le due date fondamentali e forse uniche della loro esistenza, per trafficare tra di loro e per infastidirsi a vicenda; ma questa attività è assolutamente normale, in ogni epoca, e non ha mai fatto notizia”.



Di Sebastiano Vassalli ho già letto La chimera e Le due chiese, splendidi romanzi in cui l’autore a suo modo ripercorre la storia con l’occhio attento a un microcosmo, come a voler dire che i fatti eclatanti, gli avvenimenti, i personaggi di primo piano di determinati periodi sono il frutto esclusivo dei tempi e delle genti che vivono in quell’epoca. Ma su ogni cosa appare evidente che questi piccoli esseri fragili che si agitano, gli uomini, sono appena un soffio di vita che come si leva si spegne. Per gli uomini esiste il tempo, per gli dei no, che anzi si divertono a osservarci nei nostri inutili tentativi di dare scacco proprio a quel tempo che scorre inesorabilmente e che dimostra, una volta per tutte, che per noi non c’è speranza. Anche in Cuore di pietra è presente, forse in modo più marcato, questo pessimismo esistenziale, ma non incide sulla piacevolezza della lettura di un’opera che alcuni considerano minore nella produzione di Vassalli, ma che, secondo la mia opinione, è invece una delle migliori.
Il ritratto storico del nostro paese dall’unità fino quasi ai giorni nostri, per quanto affastellato di personaggi e di vicende, è quanto di meglio abbia letto sull’argomento in questi ultimi anni e il tutto parte da un punto fisso, da una cosa inanimata, quale è una casa, un palazzo signorile, eretto in una città della pianura, che non è difficile identificare in Novara, località di residenza dell’autore.
In questa abitazione si succedono proprietari e inquilini, appunto dall’unità d’italia fino quasi ai giorni nostri; è un palazzo gentilizio e come certa nobiltà con il tempo va decadendo e piano piano giunge a un limite di estremo degrado, tanto che si ha la sensazione che da un momento all’altro possa crollare, e invece è ancora lì, gli intonaci disfatti, il tetto che lascia passare acqua, gli infissi pressoché distrutti. Anche la casa, così ben descritta, ha un legame ben preciso con lo scrittore, perché si tratta di Villa Bossi, in cui ha vissuto a lungo, ora purtroppo mal ridotta, decrepita, ma che muove a tenerezza in chi lì ha maturato un periodo di esistenza, in un gioco della memoria che si intreccia con la Storia. Ed è appunto la Storia la vera protagonista, la Storia che non sconfigge il tempo, ma attrae nel ricordo i fatti, riporta l’eterna disfatta degli uomini nella loro illusoria lotta con il tempo, in cui le idee, gli sforzi, le passioni sono la rappresentazione di un’opera allestita sul palcoscenico della vita, per vincere la morte, inutile battaglia perché la commedia, pur variando i personaggi e le scene, ha sempre quella inevitabile conclusione. Il pessimismo, quindi, regna sovrano e viene spontaneo associarlo, soprattutto come fonte dello stesso, a quello leopardiano. E’ giusto, però, tener presente che non ci troviamo di fronte a un romanzo deprimente, perché è presente in Vassalli un’autoironia che snellisce il racconto, lo rende più facilmente assimilabile, quasi nascondendo quella malinconia di fondo che invece lo sorregge e lo anima. Ci si accorge di ciò lentamente, pagina dopo pagina, con indotte riflessioni sui numerosi protagonisti, fuochi fatui che si perdono nel turbine del tempo e che solo la parola scritta di un grande autore riesce a far uscire dal buio in cui sono precipitati.
Ma il romanzo ha anche un altro valore, per nulla indifferente, perché Vassalli ha saputo raccontare il Novecento con una straordinaria levità e con saggezza, così che alla fine del libro ci si accorge che ha scritto di noi italiani, di come eravamo, di come abbiamo percorso gli anni di questa nazione ancora giovane e di come siamo diventati, un autentico gioiello per comprendere l’attuale situazione, perché nella storia nulla appare d’improvviso, tutto ha un’origine, ogni cosa ha un suo motivo.
Cuore di pietra è un romanzo di grande bellezza e pertanto la lettura è senz’altro raccomandabile.

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Le due chiese, di Sebastiano Vassalli
La chimera, di Sebastiano Vassalli
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Cuore di pietra 2011-07-26 12:45:50 Fucina CHI
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Fucina CHI Opinione inserita da Fucina CHI    26 Luglio, 2011
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Una protagonista dal cuore di pietra

“Cuore di pietra” è il secondo libro che leggo di Vassalli e, devo dire, l’ho affrontato con un po’ di timore. Suo è anche il ben noto “La chimera”, romanzo stupendo ma straziante. Era per questo motivo, perché avevo paura che anche questo suo libro mi scuotesse l’anima, che ho aspettato del tempo prima di leggerlo. Già il titolo faceva presagire il peggio, mi immaginavo una donna rigida e senza sentimenti.
Ebbene, mi sbagliavo.
Certo, resta il Vassalli che racconta un periodo storico dell’Italia aggiungendo a piene mani dalle fonti storiche, così come resta la (splendida) abitudine di raccontare tali fatti attraverso gli occhi di protagonisti i cui nomi non sono riportati nei libri di storia.
Ma è scomparsa quell’aria straziante che tanto mi aveva colpito ne “La chimera”. Chiariamoci subito: uno dei personaggi principali, colei che ha il cuore di pietra, è una casa, una casa che, quando fu costruita, era enorme. È ovvio, a ben pensarci, che il suo cuore non potesse che essere fatto di pietra.
Di primo acchito, “Cuore di pietra” pare un libro leggero, ma, poi, a guardarlo bene, non è affatto così. È come un dipinto, anzi: una serie di dipinti. L’artista Vassalli tratteggia linee di colori vivi e chiari, ma ciò che narra con la sua arte sono spesso episodi che lasciano l’amaro in bocca.
L’intera storia si svolge nell’arco di numerosi decenni e Vassalli in ogni capitolo si concentra su un determinato periodo storico, della durata di massimo quattro-cinque anni. È quindi chiaro che l’attenzione si sposta, capitolo dopo capitolo, sempre su pochi personaggi centrali. Questi si alternano, muoiono, vengono sostituiti da altri personaggi che rincontreremo oppure di cui mai più sapremo la sorte. Vi è un unico personaggio sempre presente: la Casa, silenziosa coprotagonista, fil rouge di tutta la narrazione.
Vassalli se la prende un po’ con tutti: coi socialisti, coi fascisti, con gli artisti e con gli uomini di affari. Ma non giudica, semai suggerisce una suo opinione, ma mai in modo trasparente. Non leggerete storie di eroi, in questo libro, ma storie di esseri umani che vivono in una città di cui il nome non verrà mai svelato con certezza al lettore. Son esseri umani normali, che siano avvocati, che siano politici, ma anche portinai e tipografi. Hanno pregi e virtù, ma anche difetti. Commettono atti che fanno storcere il naso, ma anche gesti che ci riempiono di gioia. Esseri umani, appunto, non infallibili, ma veri, come tutti noi. E la loro storia si intreccia con la Storia e, attraverso le loro vite, noi lettori veniamo trascinati in questa cavalcata attraverso il tempo, in cui anche un decennio può passare tra un capitolo e l’altro.
Un bel libro, che scorre leggero, un libro di cui si può anche leggere un capitolo a distanza di giorni da quello precedente, senza che la magia venga intaccata. Perché a Vassalli bastano le prime due righe di qualsiasi capitolo per riportare il lettore ad osservare la storia di questi personaggi la cui vita trascorre sotto gli occhi di una coprotagonista dal cuore di pietra.


Recensione a cura del nostro Mauro Biancaniello (http://maurobiancaniello.blogspot.com)
per il nostro progetto di recensioni letterarie "Righe su righe"
(Per maggiori informazioni: http://fucinachi.blogspot.com

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