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Emmaus

Emmaus

Letteratura italiana

Autore Alessandro Baricco

Editore

Casa editrice Feltrinelli


La trama e le recensioni di Emmaus, romanzo di Alessandro Baricco edito da Feltrinelli. "Abbiamo tutti sedici, diciassette anni – ma senza saperlo veramente, è l'unica età che possiamo immaginare: a stento sappiamo il passato". Il nuovo romanzo di Alessandro Baricco. Nato a Torino nel 1958, Alessandro Baricco si laurea in Filosofia con una tesi in Estetica e studia contemporaneamente al Conservatorio dove si diploma in pianoforte. Come saggista esordisce con Il genio in fuga. Castelli di rabbia (Rizzoli, 1991; Universale Economica Feltrinelli, 2007), suo primo romanzo, Premio Selezione Campiello e Prix Médicis Etranger, è un'autentica rivelazione nel panorama della letteratura italiana e ottiene il consenso della critica e del pubblico. Seguono Oceano Mare (Rizzoli, 1993; Universale Economica Feltrinelli, 2007), Premio Viareggio e Premio Palazzo al Bosco; il monologo teatrale Novecento (Feltrinelli, 1994) da cui Giuseppe Tornatore trae il film La Leggenda del pianista sull'oceano; Seta (Rizzoli, 1996; Fandango Libri, 2007), portato sullo schermo da François Girard con una produzione e un cast internazionali; City (Rizzoli, 1999; Universale Economica Feltrinelli, 2007) e Senza sangue (Rizzoli, 2002), tutti tradotti all'estero e recensiti dalle maggiori testate internazionali.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 7

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Il problema principale è che da Baricco ci si aspetta il capolavoro. Emmaus non è un capolavoro. Emmaus non è un brutto libro.

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Tempo sprecato

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Tempo sprecato a scriverlo ma soprattutto a leggerlo; una nota positiva ha poche pagine.

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emmaus deludente

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Opinione inserita da marco46
27 Dicembre, 2009
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3 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Baricco scrive bene, ma questo è un romanzo deludente. Puro virtuosismo di uno scrittore senza idee.

I quattro ragazzi sono assolutamente poco credibili (quello che racconta in prima persona parla con lo scetticismo di un cinquantenne, ma è -dovrebbe essere- un adolescente); il personaggio di Andre è sfocato.

Forse quelli descritti meglio sono gli adulti: i ricchi cinici che non credono a niente, il padre depresso, la nuora che va al funerale della suocera con un bel vestito rosso... Forse perchè Baricco, che è (lui sì) un ricco cinico 50enne, si ritrova davanti allo specchio e descrive se stesso

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emmaus

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2 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

... Visto l' esubero di parole di Baricco in questo romanzo, almeno io sarò breve... decisamente non mi è piaciuta questa storia, troppo prolissa, mi è sembrata più un' esercizio stilistico che altro (che il ragazzo sappia scrivere non è in dubbio..). Le vicende concrete fanno solo da sfondo ad un filosofeggiare pesante e decisamente non coinvolgente e infarcito di lezioncine per il buon cristiano... Non adatto a me che amo sì la bella scrittura, ma al servizio di una buona storia avvincente e senza troppi virtuosismi...

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Mah.

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Opinione inserita da FABIO
13 Novembre, 2009
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é un libro falso: Baricco racconta la depressione, racconta la fede, racconta l'influenza che ha l'ambiente su ciascuno di noi, ma non ci crede o meglio non è credibile, lo fa quasi da saggista, mettendo in bocca ad un ragazzo un linguaggio da psicanalista. Era molto più credibile il Baricco dei primi romanzi, dove c'era sempre qualcuno che era "il migliore" a fare qualcosa (forse più vicino a Baricco e alla sua scrittura). Per quanto riguarda le parti erotiche, c'era molto più erotismo in City con Fanny, o in castelli di rabbia, che non in queste scenette di scarso effetto.

Ero un fan di Baricco. Quando Baricco era uno scrittore.

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EMMAUS

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Opinione inserita da giulio buttazzoni
12 Novembre, 2009
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2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Pur essendo un "fan" di Baricco non posso non essere deluso da questo libro che in realta' racconta poco o niente e diventa il pretesto per una preseunta "prova d'artista" dell'autore.

Non ci ho trovato nulla di che , se non barrocchismi di parole fin a se stessi ,ed alcune fiammate descrittive lunghe cinque parole che sembra riaccendere l'attenzione o quattro righe che ti fanno sperare nella possibilita' di essere in procinto di entrare in una nuova dimensione del racconto .... ma questo non accade e quel che succede e' che si resta delusi. Delusi sopratutto da uno scrittore che si e' preso troppo sul serio e si rifugia nella sua vanita' vaporosa in parole che in questo libro spesso non contengono nulla . Nei libri di Baricco c'e' spesso la descrizione pèarticolareggiata del sesso e del sesso orale in particolare , ed in questo libro eccede in situazioni che almeno hanno del "ridicolo deprimente " , avendo pero la presunzione dell' essere pero' tutt'altro.

Emmaus e' secondo me , per immagini , una masturbazione dell'autore : un atto fine a se stesso.

Un libro perlomeno inutile ,

Se non alle tasche dell'autore.

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Emmaus di Baricco

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Opinione inserita da Lucia Dell'Omo
10 Novembre, 2009
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7 persone su 9 hanno trovato questa recensione utile

Un episodio dei Vangeli, testimonia che qualche giorno dopo la morte del Cristo, due uomini camminano verso la cittadina di Emmaus e parlano di quello che era successo a Gerusalemme.

A un certo punto, si avvicina un uomo e chiede loro di cosa stanno parlando. I due lo mettono al corrente di tutto e, siccome si fa tardi, lo invitano a restare con loro, a mangiare insieme. L’uomo accetta, mangia con loro, spezza il pane. Guardandolo, i due capiscono che quell’uomo è il Messia e quando lo capiscono, il Messia sparisce. Rimangono soli e si chiedono come non abbiano potuto capire che si trattava del Messia. Eppure era stato con loro tutto quel tempo…

E’ proprio da questo episodio del Vangelo, che Baricco ha rubato il nome per il suo ultimo romanzo : Emmaus. Uscito il 4 novembre. Copertina essenziale e minimalista , dalla carta ruvida.

Per cominciare, dico subito, che l’ho letto in due giorni e che con mia grande sorpresa, in questo libro i personaggi ( a differenza di altri romanzi di Baricco ) hanno nomi italiani, o per lo meno nomi facilmente pronunciabili. La storia è ambientata a Torino, anche se non si pronuncia mai il nome della città. E’ ambientato, negli anni settanta più o meno e i protagonisti sono quattro ragazzi cattolici, Bobby, Il Santo, Luca e l’io narrante che non ha un nome. Hanno diciassette, diciotto anni. Appartengono a famiglie della media borghesia, vanno a scuola, suonano in chiesa, fanno volontariato in un ospedale dei poveri. Rispettano e amano profondamente i loro genitori e la vita. Non fumano, non bevono, non fanno sesso. Hanno fidanzate che arriveranno vergini al matrimonio e la massima intimità delle loro coppie e carezzarsi sotto al plaid con, magari, i genitori nella stanza accanto. Hanno una vita lineare e pulita. Ma ogni tanto buttano lo sguardo di là, verso gli altri. Gli altri, sono semplicemente i loro coetanei risucchiati dal mondo. Quelli che si divertono, quelli che ascoltano altra musica, ballano, bevono, fanno sesso.

E tra questi altri, il loro sguardo si perde sempre su Andre. Andre è bellissima, anche se non si cura della propria bellezza. Lei porta i capelli così come vengono , come un’indiana d’America.

Andre è magra, di una magrezza che sa di malattia.Andre ha sempre gente intorno, fa sesso con chi capita, partecipa a orge, senza pensarci troppo. Per lei non è un problema stare con un mucchio di uomini, farsi prima un figlio e poi un padre. Tanto lei sembra non sentire nulla. Una volta ha provato ad uccidersi e fino a che non ci riesce, non si fermerà. Andre è piena di gente intorno, ma è sola da morire. Questi quattro ragazzi entrano nel mondo di Andre ( o lei entra nel loro) in modo quasi casuale. Si parlano poco , eppure con gli occhi capiscono parecchie cose.

Nel momento in cui, faranno un passo nel mondo di Andre, nel mondo degli altri , perderanno le loro certezze, a poco a poco, con tempi differenti, non rendendosene effettivamente conto.

Da lì in poi, sarà un viaggio verso ciò che non avevano mai creduto possibile a loro… (loro così cattolici, perfetti e puliti)..sesso a tre, travestiti, droga, suicidio, omicidio. Bobby, Luca e Il Santo si disintegrano. A restare è la voce dell’io narrante, quella senza nome, che si rende conto di aver visto tutto sfuocato. Un po’ come i discepoli di Emmaus.Com’è stato possibile ? Com’è possibile che non riconosciamo e comprendiamo davvero le persone che abbiamo intorno? Mangiano con noi, vivono con noi, eppure non li riconosciamo. Il romanzo è breve, solo 139 pagine, scritto benissimo, con eleganza e maestrìa.

Baricco non delude, ha una penna ferma, certa e i suoi giovani personaggi sono tutto e vogliono tutto. Certo non vi è la magia di chi, come me, ha amato Oceano mare o Castelli di rabbia.

Non ha il sapore, né il linguaggio, né i tempi di quelle storie lì. Non vi aspettate quella magia.

Ma è piuttosto uno sguardo , sotto sotto, benevolo , comprensibile verso le debolezze umane.

In fondo, si parla di noi. Che siamo indifesi, soli, nudi, egoisti, miserevoli, impauriti, curiosi, desiderosi, folli, incomprensibili. Si parla solo di noi.

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