I bambini della ginestra
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Letteratura italiana
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La trama e le recensioni di I bambini della ginestra, romanzo di Maria Rosa Cutrufelli edito da Frassinelli. 1° maggio 1947: festa del lavoro a Portella della Ginestra. È un bel giorno per i lavoratori che, a centinaia, si danno appuntamento in mezzo alle montagne del palermitano, in un pianoro che profuma di ginestre selvatiche. L'Italia è ormai una Repubblica e la Sicilia non vuole più essere l'isola dei gattopardi, dei gabellotti, delle "coppole di velluto". Nelle campagne non c'è solo il bandito Giuliano, che regna attorno a Montelepre. Ci sono anche i contadini, che hanno occupato le terre incolte e hanno dalla loro parte una legge: i famosi decreti Gullo. Così i paesani festeggiano e scendono a piedi, in bicicletta, con i muli, Ma è proprio da lì, dagli speroni bianchi di quelle antiche montagne, che Salvatore Giuliano ordina il massacro. Undici morti, ventisette feriti. Tra gli spettatori muti della strage, due ragazzetti: Lillo ed Enza. A lui ammazzano il padre, lei vede in faccia i banditi. Sono i bambini della Ginestra, segnati dalla storia. E anche dall'ingiustizia, perché invano i sopravvissuti chiederanno risposta alle loro domande. Perché e per conto di chi aveva sparato Salvatore Giuliano? Ed era stato soltanto il suo gruppo a sparare? Le strade di Enza e di Lillo si congiungono su quella piana, in quel giorno di festa che, Improvvisamente, diventa tragedia. Una tragedia senza un "perché" ufficiale. Senza giustizia. E allora le notti si riempiono di paura e i giorni di rabbia. Rabbia per l'indifferenza, Per le menzogne pubbliche e private. Enza e Lillo crescono segnati da questo trauma. Un'esperienza che li unisce e, al tempo stesso, li divide. Non possono più "fidarsi". Non riescono ad abbandonarsi ai sentimenti. Poi la voglia di vivere prende il sopravvento. Ma per rompere il silenzio della memoria e riuscire ad amare (e amarsi), i due bambini della Ginestra dovranno fare un lungo cammino.
Maria Rosa Cutrufelli, nata a Messina, si è laureata in lettere presso l'università di Bologna e vive attualmente a Roma. Oltre a questo, ha pubblicato altri quattro romanzi. Con La donna che visse per un sogno, Frassinelli 2004, che è stato finalista nella cinquina del Premio Strega, ha vinto il Premio Donna-Città di Alghero, il Premio Racalmare-Sciascia, la selezione del Premio Volponi e quella del Premio Penne. La Briganta (2005), Complice il dubbio (2006) e D'amore e d'odio (2008), vincitore del premio Tassoni.Autrice anche di due libri di viaggio e di numerosi saggi, ha curato inoltre antologie di racconti e scritto diversi radiodrammi per la RadioTelevisione Italiana. I suoi libri sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, portoghese.
Maria Rosa Cutrufelli, nata a Messina, si è laureata in lettere presso l'università di Bologna e vive attualmente a Roma. Oltre a questo, ha pubblicato altri quattro romanzi. Con La donna che visse per un sogno, Frassinelli 2004, che è stato finalista nella cinquina del Premio Strega, ha vinto il Premio Donna-Città di Alghero, il Premio Racalmare-Sciascia, la selezione del Premio Volponi e quella del Premio Penne. La Briganta (2005), Complice il dubbio (2006) e D'amore e d'odio (2008), vincitore del premio Tassoni.Autrice anche di due libri di viaggio e di numerosi saggi, ha curato inoltre antologie di racconti e scritto diversi radiodrammi per la RadioTelevisione Italiana. I suoi libri sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, portoghese.
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