Il Canto del Cigno Rosso
459
0Metti in biblioteca
Letteratura italiana
Autore
Editore
Casa editrice
La presentazione e le recensioni di "Il Canto del Cigno Rosso", opera di Federica Ferretti pubblicata da Edizioni Rupe Mutevole.
«Elisa è una donna "giovane", a dispetto dello scorrere della propria esistenza, perché colora le sue parole regalandoci immagini “nuove” sebbene tracciate a posteriori, quando riassapora ciò che è stato, e che forse, non potrà più essere.
E da cui nasce un'opera "anomala", sciorinata così, quasi come una serie infinita di riflessioni e segni su cui, in fondo, ognuno si ferma ogni giorno, con una sorta di piacevole coincidenza, con il nostro angolo, in cui ognuno, a sera, si butta a riposare… non curante del tempo.
Ecco che “Il Canto del Cigno Rosso” risulta un “incredibile” miscuglio di parole e rappresentazioni visive, dove le une compenetrano le altre, e che ne costituiscono l’essenza della sua modernità espositiva, ovvero una "parentesi aperta", quella di cui avevamo bisogno, in nome di una personale libertà di pensiero, individuata in effetti quale l'unica chiave di lettura possibile.
Un romanzo da vedere e leggere, che risulta quasi un’opera cinematografica quando lo si confronti con la musicalità della prosa sciolta: un “contenitore linguistico” da fagocitare in un sol boccone, nel suo paragone con le "nostre" vicende vere.
Drammaticamente intenso mentre, più o meno consapevoli, ci si troverà a rivivere i propri attimi, già coautori di una storia infinita: la vita»
Federica Ferretti, nasce a Teramo, 34 anni fa, laureata in Scienze Politiche e Discipline Musicali, ama la contaminazione tra i linguaggi grafico-pittorico e musicale per scoprire le mille sfaccettature della vita.
«Elisa è una donna "giovane", a dispetto dello scorrere della propria esistenza, perché colora le sue parole regalandoci immagini “nuove” sebbene tracciate a posteriori, quando riassapora ciò che è stato, e che forse, non potrà più essere.
E da cui nasce un'opera "anomala", sciorinata così, quasi come una serie infinita di riflessioni e segni su cui, in fondo, ognuno si ferma ogni giorno, con una sorta di piacevole coincidenza, con il nostro angolo, in cui ognuno, a sera, si butta a riposare… non curante del tempo.
Ecco che “Il Canto del Cigno Rosso” risulta un “incredibile” miscuglio di parole e rappresentazioni visive, dove le une compenetrano le altre, e che ne costituiscono l’essenza della sua modernità espositiva, ovvero una "parentesi aperta", quella di cui avevamo bisogno, in nome di una personale libertà di pensiero, individuata in effetti quale l'unica chiave di lettura possibile.
Un romanzo da vedere e leggere, che risulta quasi un’opera cinematografica quando lo si confronti con la musicalità della prosa sciolta: un “contenitore linguistico” da fagocitare in un sol boccone, nel suo paragone con le "nostre" vicende vere.
Drammaticamente intenso mentre, più o meno consapevoli, ci si troverà a rivivere i propri attimi, già coautori di una storia infinita: la vita»
Federica Ferretti, nasce a Teramo, 34 anni fa, laureata in Scienze Politiche e Discipline Musicali, ama la contaminazione tra i linguaggi grafico-pittorico e musicale per scoprire le mille sfaccettature della vita.
Recensione Utenti
Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!









