Il cavaliere inesistente Il cavaliere inesistente

Il cavaliere inesistente

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Il cavaliere inesistente, romanzo di Italo Calvino edito da Mondadori. "Questo romanzo di Calvino viene ad affiancarsi a 'Il visconte dimezzato' e a 'Il barone rampante', compiendo una trilogia di emblematiche figure, quasi un albero genealogico di antenati dell'uomo contemporaneo. Stavolta Calvino si è spinto più a ritroso nei secoli e il suo romanzo si svolge tra i paladini di Carlomagno, in quel Medioevo fuori d'ogni verosimiglianza storica e geografica che è propria dei romanzi cavallereschi". - Dalla quarta di copertina (anonima) di Calvino alla prima edizione.

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Il cavaliere inesistente 2011-10-14 17:52:00 lucia ciciarelli
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lucia ciciarelli Opinione inserita da lucia ciciarelli    14 Ottobre, 2011
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la modernità in chiave medievale


Il protagonista del romanzo (Agilulfo) è chiaramente il cavaliere inesistente, personaggio caratterizzato dalla sua splendente armatura, elemento che non solo lo rende visibile ma lo fa anche distinguere dagli altri cavalieri di Carlo Magno. E' un uomo molto rigoroso, tanto che anche in battaglia rimprovera sempre gli altri cavalieri i quali, umanamente, a volte sbagliano. Ovviamente questo comportamento lo rende insopportabile agli occhi degli altri personaggi (soprattutto della bella Bradamante della quale Agilulfo si innamora), e anche a quelli del lettore.

Questo atteggiamento del protagonista ricorda molto gli altri personaggi dei libri che compongono la trilogia; infatti si capisce come Calvino rappresenti in ogni suo personaggio una diversa tipologia umana; in questo caso il cavaliere inesistente raffigura l'uomo moderno, colui che sembra essere privo di ogni genere di sentimento, e che, perciò, non ha neanche una forma umana. Inoltre ha vissuto tutta la vita da cavaliere e quando perde la sua carica si toglie l'armatura e non è più nessuno; allo stesso modo, l'uomo moderno quando perde la sua posizione nella società sparisce e nessuno lo riconosce più.

Sicuramente il libro più difficile dei tre, con un messaggio un pò celato, tanto da essere frainteso dai critici, che ne leggevano una critica ai partiti politici del tempo, però avvincente, divertente e perfino romantico.

Memorabile e stupenda la frase: "Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato"

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Il cavaliere inesistente 2009-10-20 10:44:50 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    20 Ottobre, 2009
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Ieri e oggi

Questo romanzo, unitamente al Barone rampante e al Visconte dimezzato, fa parte della cosiddetta Trilogia degli antenati, una specie di albero genealogico dei nostri progenitori.

Se per gli altri due l’autore ritornava poco indietro nel tempo, per questo invece va a ritroso di molti secoli per approdare all’epoca di Carlo Magno e dei suoi famosi paladini.

E’ forse superfluo che evidenzi che il Medioevo raccontato è ben lungi da qualsiasi verosimiglianza storica, un periodo quasi sospeso nell’arco della fantasia, tipico dei poemi cavallereschi, più simili a saghe che a realtà romanzate.

In questo contesto la creatività di Italo Calvino raggiunge livelli straordinari, dando luogo a un’opera che mescola sapientemente la fantasia con la satira, proiettando il lettore ad effettuare, quasi inconsapevolmente, dei paragoni fra le vicende narrate e certi fenomeni di costume attuali.

Credo che sia impossibile non pensare di fare un accostamento fra un cavaliere inesistente, rappresentato solo da un’armatura che si muove, che combatte e che parla, con la crescente spersonalizzazione dell’uomo odierno, con quell’ansia continua di omologazione che di fatto lo rende schiavo di un’immagine non sua. Anche ora ci sono armature, automobili che rinserrano le persone e che finiscono per rappresentare solo l’emblema di una società votata all’annullamento dell’identità.

Ci sono poi altri elementi ed episodi che mi inducono a ritenere che Calvino, parlando in quel modo di un’epoca passata, volesse in effetti far comprendere che anche oggi nulla è cambiato.

Per esempio, il raduno mistico dei Cavalieri del Graal, che camminano come sonnambuli, mi ricorda tanto certe cerimonie delle numerose sette religiose tipiche del nostro tempo.

Se Agilulfo è il cavaliere inesistente, che non c’è infatti, ma sa di esserci, straordinaria è la figura del suo scudiero Gurdulù, che pur essendo non lo sa, vero e proprio esempio di un ominide agli albori dell’umanità, non ancora in grado di prendere coscienza del suo ruolo, come del resto non pochi nostri simili che attualmente, rinnegano se stessi, per essere quello che non sono.

Che dire poi di Bradamante, la bellissima guerriera, stretta nella sua armatura? Non possono non venir in mente le donne della società contemporanea, consapevoli della loro parità con l’uomo, disposte a combattere per realizzarsi, ma che mantengono quell’innata tenerezza e femminilità che l’amore fa riemergere prepotentemente.

Di fronte a queste osservazioni si potrebbe pensare che il romanzo di Calvino risulti di difficile lettura e invece è tutto il contrario, con una serie incredibile di trovate, di personaggi, di vicende che avvincono, spesso dando anche luogo a risate, pur se il suo fine più concreto si raggiunge quando ci accorgiamo di sorridere, perché finiamo con il ritrovarci negli impietosi paragoni, e allora è d’obbligo mostrare verso di noi un velo di pietà per una recuperata misura della nostra esatta dimensione.

Il cavaliere inesistente è un’opera di grande valore, un libro che non dovrebbe mai mancare fra quelli che teniamo nella nostra biblioteca, e quindi mi sembra più che logico raccomandarne la lettura.

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Il barone rampante, di Italo Calvino;<br />
Il visconte dimezzato, di Italo Calvino.
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