Il centro della vita
Letteratura italiana
Editore
Recensione della Redazione QLibri
Di che parla questo libro????
Prima di leggere questa mia opinione vi chiedo di andare alla pagina del libro e scorrere la presentazione.
Sono stata io a chiedere alla Redazione di poter avere questo volume proprio dopo aver letto la breve introduzione.
Mi è giunto tra le mani ieri con la sua gradevole copertina e una carta di ottima qualità.
Leggo le prime tre pagine e penso “Wow,un po’ fuori di testa questo Solidad ma divertente!”
Mi inoltro nella storia e trovo Riccardo su un treno che da Firenze lo porta a……..(ho smesso di chiedermi dove arrivi il treno,arrendetevi anche voi:non ci è dato sapere.)
Nel suo vagone sale un Vecchio saggio e i due dopo essersi studiati attentamente cominciano a discorrere.
Poi però, senza preavviso, entriamo in un’altra storia che avviene nella città di Monopolio.
Poi (sempre senza preavviso)c’è Sergio seduto su una poltrona amaranto, troppo piccola per lui ma comunque comoda.
Poi c’è un cavaliere che si abbevera a un ruscello,un falco che cerca la sua compagna,il Desiderio e la Verità che si incontrano,gli alfieri bianchi e neri degli scacchi,un certo Alessandro che scrive qualcosa sull’addio ai monti,una poesia per la mamma,il maschio latino ballerino e un bel po’ di altra roba.
Insomma la faccio breve:non ho capito niente.
Avete presente quando all’Università vi mettevate su un testo nuovo per l’esame e rileggevate mille volte la stessa parte perché non riuscivate a comprenderne il senso?
Ecco:io ho fatto uguale.
Ho letto,riletto,riletto ancora.
Imperterrita ho proseguito ma nella consapevolezza di non avere speranza.
Il vocabolario di Soledad è forbitissimo ma le sue parole pur restando belle sono vuote.
Un’ultima cosa:ipotizzo che la colpa sia MIA.
Magari l’autore voleva svelarmi tante magnifiche verità e io sono un po’ dura di comprendonio.
“Certo è che il mondo,la cui matrice solforosa,spesso,la fa da padrone,qui riveste un ruolo decisamente avverso alla natura delle cose:dando il senso delle proporzioni,nell’addio che prende distanze prospettico-reali sempre più allungate in rapporto alle aspettative che,si sa, auspicherebbero tempi brevi e di cui, spesso,ne devono studiare il contesto aritmetico,che si propone lungo e tempestoso.”
(Ho aperto a caso e ricopiato un pezzo……ditemi la verità:voi l’avete capito???)
P.S.:Un grazie dovuto e soprattutto sentito alla Redazione.
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