Il demone a Beslan Il demone a Beslan

Il demone a Beslan

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Il demone a Beslan, romanzo di Andrea Tarabbia edito da Mondadori. Marat Bazarev è quello che è sopravvissuto e sopravviverà. È l'uomo che, con i suoi compagni, una mattina di sole di settembre è entrato nella scuola numero 1 di Beslan. E lì ha dato inizio alla fine. 334 morti, di cui oltre la metà bambini: questo il bilancio dei tre giorni di sequestro in cui più di mille persone sono state tenute in ostaggio da un commando di separatisti ceceni. Marat è l'unico fra gli attentatori a essere uscito vivo dalla scuola, catturato dalla polizia russa e imprigionato in un carcere di massima sicurezza a Mosca. E qui, chiuso in una cella gelida e isolata, scrive la sua ultima confessione. È pronto ad assumersi la responsabilità che gli spetta, ma ha anche un'urgenza più forte: raccontare la sua storia. È così che comincia: con Marat e il suo migliore amico Shamil seduti sull'erba di un anfiteatro in un pomeriggio di pace, con Shamil che ridendo si allontana nella boscaglia e dopo pochi passi lancia un urlo terrificante. Nascosti sotto un mucchio di pietre e frasche trovano sette corpi straziati: è il primo segnale. A casa li attende un villaggio saccheggiato e deserto, le porte delle case spalancate e nessuno dei familiari e degli amici. È così che comincia: Marat in quel pomeriggio terribile capisce che non esiste più una legge e nemmeno le regole, che non c'è onore né coraggio, ma solo paura. E allora si unisce ai guerriglieri in montagna, e con loro si prepara a un'azione in grado di rimbombare da un capo all'altro del mondo. È così che comincia: in un giorno di festa pieno di fiori, in una scuola alla periferia del Caucaso e del mondo. Facendosi carico di tutto il peso e la colpa della voce di Marat, Andrea Tarabbia immagina una storia di vento, fango, sangue e vendetta, la storia di un'amicizia che resiste a tutti gli orrori. Con delicatezza e profondità, racconta il viaggio dentro il male nella sua forma più umana e disperata, a confronto con i demoni che terrorizzano l'Occidente. E lo fa con una forza che non si dimentica.

Andrea Tarabbia ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa 2010) e Marialuce (Zona 2011), il saggio Indagine sulle forme possibili (Aracne 2010) e l'e-book La patria non esiste (Il Saggiatore 2011). Scrive sulla rivista "Il primo amore". Suoi articoli sono apparsi su "Liberazione", "Nuovi Argomenti", "Quaderni di rassegna sindacale", "Nazione Indiana".

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Il demone a Beslan 2012-01-14 09:50:35 Bi
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Bi Opinione inserita da Bi    14 Gennaio, 2012
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Demone, demoni tutti

Il lettore, leggendo questo libro, non si riesce a schierare. Non sa da che parte stare. Perchè in testi come questo, in cui si tratta una tematica così forte, non si può rimanere indifferenti. E forse, proprio grazie alla divisione corale delle voci dell'io narrante, è questo a cui l'autore voleva arrivare. Ci sono varie versioni (vari occhi) dell'evento tragico, tutti portano con sé la dose di bene e di male.
Certo lascia l'amaro in bocca sapere che paesi interi siano dominati da questa logica di vendetta.

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