Il destino, forse Il destino, forse

Il destino, forse

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Il destino, forse", opera di Gabriele Damiani pubblicata da Autodafè Edizioni.

Giorgio De Paulis, rampollo di una delle famiglie più importanti dell’immaginaria (ma non troppo) Civita, è il protagonista e la voce narrante; Gaia Splendiani, la vedova di un ex collega di De Paulis, e i suoi affascinanti occhi viola sono gli altri personaggi principali. Legati dal comune dramma della vedovanza, da antichi vincoli di amicizia, da interposti legami professionali, Giorgio e Gaia affrontano, nell’arco di pochi giorni, gli imprevisti che il destino si diverte a mettere sulla loro strada, complici due misteriosi incidenti mortali e un sospetto di spionaggio industriale.
Ambientato nel 1993, il romanzo ci presenta in realtà un efficace ritratto dell’Italia provinciale, lontana dalle mode estetiche e culturali del momento, come era e come continua a essere. Con il realismo di chi non scade nella macchietta, l’autore evoca in modo impietoso ritmi e atmosfere che riecheggiano, anche nel linguaggio e nella vivacità narrativa, i toni della grande commedia all’italiana cinematografica.


Gabriele Damiani (L’Aquila, 1956) è autore del noir Un buon sapore di morte (Aliberti, 2008), definito un “docuromanzo” da Silvana Mazzocchi di Repubblica e così recensito da Matteo Di Giulio su Milano Nera: “Un commissario, un delitto, tanta politica: l’Italia vista al microscopio in un capolavoro più vero del vero”.

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