Il giardino dei Finzi-Contini Il giardino dei Finzi-Contini

Il giardino dei Finzi-Contini

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Il giardino dei Finzi-Contini, opera di Giorgio Bassani. A Ferrara, la comunita israelitica e sempre piu minacciata dalle leggi razziali. La famiglia dei Finzi-Contini reagisce conducendo una vita appartata, in una grande e lussuosa villa. La loro proprieta e circondata da un maestoso giardino, ammantato da un'aura di mistero. Albert e Micol, i ragazzi della famiglia, decidono di invitare a giocare a tennis, a casa loro, alcuni amici, per lo piu ebrei, estromessi dal circolo di tennis cittadino. Il protagonista della storia, che narra in prima persona, entra cosi in questa piccola comunita a cui appartiene anche il milanese Malnate. Nei lunghi colloqui tra il narratore, Micol e gli amici, si intrecciano temi politici e privati e affiora anche un sentimento d'amore tra la giovane ebrea e il protagonista. Questi si vedra invitato a diradare le sue visite alla villa quando Micol decidera di chiudere ogni via ai possibili sviluppi di quell'affetto. Il rifiuto prelude alla tragica fine della famiglia: Alberto muore di una grave malattia; Micol e tutti i suoi vengono deportati in Germania e uccisi. Malnate cade in Russia. Per il narratore rimangono i ricordi brucianti di una stagione irripetibile.

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Il giardino dei Finzi-Contini 2013-02-06 12:25:23 Against The Machine
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Against The Machine Opinione inserita da Against The Machine    06 Febbraio, 2013
Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 2013
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Microcosmo

Ormai tutti siamo abituati a romanzi con colpi di scena quasi banali e che comunque prevediamo, e perciò questo romanzo mi ha colpito molto. Mi sono sentita circondata e toccata profondamente dall'ovattata e implicita malinconia per un finale che fin dall'inizio è noto al lettore. L'aspra critica mossa verso personaggi come Micol, che preferiscono chiudere gli occhi e nascondersi di fronte a una realtà sempre più grave e spiacevole, dovrebbe essere uno dei temi più importanti in questi anni. 
L'Io narrante affronta un vero e proprio percorso di formazione, che ha inizio nell'adolescenza con il fugace incontro con Micol. Da allora il protagonista è profondamente innamorato della giovane, e la vicenda del suo innamoramento è tutta racchiusa nella sacralità del microcosmo-rifugio del giardino Finzi-Contini, che lo  preserva dal trascorrere del tempo e dalla gravità degli avvenimenti che in realtà stanno per soffocare tutti i loro sentimenti e loro stessi. con il brusco rifiuto della ragazza il protagonista sembra risvegliarsi da un lungo sonno, ma il suo risveglio è molto graduale e accompagnato prima dalla figura di Giampiero Malnate, poi dalla saggezza del padre. Come  questi infatti spiega al protagonista sul finire del romanzo, è proprio questa l'improvvisa e dolorosa caduta con cui bisogna aver a che fare, prima di ricominciare a vivere,questa volta realmente.E così è: dopo il dialogo con suo padre l'Io è ormai adulto e , interrotto l'idealismo irreale del giardino e di Micol, distrutto quel rifugio dalla realtà, descrive oggettivamente quella fine di cui invece il lettore aspettava una improvvisa e truce comparsa. 

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Il giardino dei Finzi-Contini 2012-07-11 13:51:49 SimoESimi
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SimoESimi Opinione inserita da SimoESimi    11 Luglio, 2012
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Immerso nell'ambiente Ferrarese

Il Giardino dei Finzi-Contini è sicuramente uno dei pochi libri che mi ha sorpreso. Inizialmente annoiato dalle dettagliatissime e accuratissime descrizioni, che personalmente non amo, ma che devo riconoscere in questo caso di livello eccellente poiché mi hanno coinvolto e mi hanno immerso nell'ambiente ferrarese degli anni '40, il libro prende quota grazie al protagonista e io narrante di cui Bassani si serve per narrare in maniera accurata ogni minimo dettaglio ed ogni sentimento.
Il protagonista, il cui nome è ignoto al lettore, visita una necropoli etrusca, rievocando il ricordo di una famiglia ferrarese, i Finzi-Contini. Il giovane io narrante è un ragazzo ambizioso, pieno di dubbi e profondamente innamorato di Micòl Finzi-Contini, una spumeggiante ed affascinante tredicenne dal carattere audace. Il fratello di Micòl, Alberto Finzi-Contini (malato gravemente), Micòl stessa, Giampiero Malnate ed il protagonista si ritrovano ogni pomeriggio nella villa dei Finzi-Contini, sebbene le leggi razziali impongono agli ebrei (il protagonista lo era) la possibilità di svago. L'amore per Micòl cresce sempre di più, ma la giovane ormai diventata donna, respinge il ragazzo che si vede costretto a frequentare maggiormente Giampiero Malnate (non esattamente la persona per lui ideale) dopo la partenza di Micòl stessa per Venezia.
La sensibilità dell'autore di questo romanzo, soprattutto nel descrivere dettagliatamente ciò che vede e, in particolar modo, ciò che sente, rende il libro davvero toccante e significativo. Il carattere e la personalità dell'io narrante vengono schiacciati da quelli vivaci, vigorosi e determinati della bella Micòl che alla fine del romanzo è protagonista di un colpo di scena che lascia stupefatto il lettore, rendendolo pienamente soddisfatto...
Libro assolutamente da leggere, ne vale la pena.

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Il giardino dei Finzi-Contini 2011-07-25 07:34:42 Manem
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Manem Opinione inserita da Manem    25 Luglio, 2011
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Un classico un po' noioso

Ogni tanto mi capita di avere tra le mani i classici della letteratura. Forse anche perché ce li ho in casa. Di regola quando torno a leggerli mi piacciono di più di quando li ho "dovuti" leggere a scuola. Per questo, invece, il commento è un po' negativo.
Certo. Non voglio "smontare" uno dei classici della letteratura italiana. Riconosco tutta la bravura di Bassani nel descrivere i luoghi, i personaggi con le loro emozioni e i loro sentimenti. Uno stile che oggi è davvero dura a trovarlo. Però, per il resto, il libro è abbastanza noioso. Capita ben poco. Classico libro da scuola. E poi, sinceramente, questo modo di inserire nei dialoghi dibattiti di natura politica non fa per me. Il libro non ha saputo catturarmi.

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Il giardino dei Finzi-Contini 2011-07-11 13:53:34 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    11 Luglio, 2011
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Quel rifugio che è in noi

L’opera fa parte di un grande impianto romanzesco a cui Giorgio Bassani lavorò per circa quarant’anni e che comprende anche “Dentro le mura”, “Dietro la porta”, “L’airone”, “Gli occhiali d’oro” e “L’odore del fieno”, testi non strettamente connessi, ma che presentano una comune simbologia poetica e un’ambientazione che costituisce anche una metodologia di osservazione degli eventi storici, con una Ferrara quasi mitizzata, dalle ampie e silenziose strade, con una vena di esile malinconia che riflette tuttavia il piacere di un vivere in un mondo quasi a sé, fra nebbie perlacee che tutto celano e che lasciano scoprire all’improvviso case, mura, alberi, affinché lo stupore della visione si accompagni alla quiete silente di una provincia quasi fuori dal tempo.
Questa atmosfera è descritta benissimo ne Il giardino dei Finzi Contini, un romanzo che sorge e cresce sul filo del ricordo. Raramente mi è accaduto di immergermi inconsapevolmente in un ambiente, di sentirmi parte della narrazione, come se dietro l’io narrante ci fossero tutti i nostri sentimenti, i nostri sogni di una vita quieta, lontana da ogni clamore, come se gli eventi del mondo fossero lontani anni luce.
E se nel prologo ci sono le immagini di una necropoli etrusca, che portano a una riflessione sulla morte, non atroce, ma malinconica, come un evento ineluttabile che chiude la vita, pure il romanzo inizia con la descrizione del cimitero ebraico di Ferrara, quasi a prendere atto che tutto ha un termine, fugando così il naturale timore della dipartita.
Anche nella tragedia della famiglia dei Finzi Contini, distrutta nei campi di sterminio, non c’è traccia di orrore, non c’è ansia atroce, ma solo il mesto ricordo di un amore giovanile perduto per sempre.
In questo senso è assai emblematico il personaggio di Micol Finzi Contini, la fanciulla di cui l’io narrante è perdutamente innamorato senza che tuttavia lo dimostri apertamente, perché le decisioni, nel mondo ovattato e sospeso del giardino dei Finzi Contini, non devono esserci. Sarebbe, infatti, un ritornare sulla terra, affrontando una realtà che spesso non è piacevole.
Quanti giardini ci sono nel nostro animo, quanti rifugi irreali in cui nei momenti di difficoltà ci piace adagiarci per fuggire il quotidiano!
Ecco, l’invito a leggere questo romanzo, di una delicatezza e di un pudore incredibili, è d’obbligo, perché alla fine, quando il protagonista rinuncia a Micol, sarà per tutti chiaro che il sogno non è un comodo rifugio e che la realtà, tutto sommato, è l’unica prova della nostra esistenza, pur con il suo carico di dolori, ma anche di brevi gioie.


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Il giardino dei Finzi-Contini 2011-02-05 11:14:30 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    05 Febbraio, 2011
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Il libro magnifico.

Giorgio Bassani ed il Romanzo di Ferrara.
Questo fantastico progetto letterario che lo portò a scrivere pagine insuperate e, talvolta, trascurate nel ventre più florido della letteratura italiana.
Il giardino è IL libro di Bassani.
L'ho letto tanto tempo fa come si legge un romanzo scorrevole e veloce.
Mi sbagliavo.
Ho dovuto leggerlo più avanti...in slavo.
Le sfumature di Bassani sono molto studiate, quasi epidermiche.
Lo studio del carattere di Micol, a mio avviso l'unica vera protagonista, non lascia nulla al caso.
Albert è sullo sfondo come il narratore, come il milanese.
Micol è la donna in cui si concentrano la perplessità e i controsensi di un popolo, l'attrazione e la paura, la ricerca e la perdizione.
Il giardino verrà invaso e pervaso di Storia dopo l'emanazione delle vergognose leggi razziali del 1938 : eppure se il mistero dei personaggi minori sarà noto...quello di Micol e del suo sangue rimarrà sospeso.

Ho sempre sperato che fra i reduci dalla Morte ci fosse uno spazio anche per Micol.
Chissà se è veramente esistita...no, Giorgio?

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Il giardino dei Finzi-Contini 2010-11-26 07:32:05 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    26 Novembre, 2010
Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 2010
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La spada di Damocle...

E'una storia particolare; si svolge in un periodo complesso e problematico, che è quello che precede l'olocausto e la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento.
Difatti il narratore, un ragazzo ebreo racconta la sua amicizia con Micol ed Alberto Finzi-Contini, che hanno affrontato la persecuzione razziale chiudendosi nella loro villa, giocando a tennis nel loro giardino e confortandosi in questo modo di essere estromessi dai circoli pubblici di Ferrara...
Il tono leggero e lo stile scorrevole dell'autore non trae però in inganno il lettore che ha l'impressione che tutti i protagonisti vivono costantemente con una spada di Damocle sulla loro testa e aspettandosi comunque il peggio e che il destino porti a termine le loro vite in modo tragico e scontato...
L'amicizia fra il protagonista e Micol, trasformandosi in amore verrà troncata dalla volontà di lei che non ne ricambia appieno l'affetto...e nel diradare lento del narratore....giunge ineluttabile la fine per i protagonisti di questa vicenda...
Devo dire che il ragazzo innamorato di Micol non mi ispira una grande simpatia, volendo egli insistere su un'attrazione che lei non ricambia, cade in disperazione e quante volte egli avrà pensato alle giornate trascorse nello splendore del giardino, quando osava fantasticare sulla bellezza di Micol e sulla possibilità di poter avere con lei una storia d'amore...
La chiacchierata con il padre riporterà il nostro eroe a un comportamento finalmente dignitoso ed onesto, in quanto smetterà di frenquentare la famiglia di lei, accetterà la realtà amara del suo rifiuto e inboccherà finalmente la sua strada...
Quindi una storia amara con un finale tragico...
Ci sono tuttavia alcune incongruenze che vorrei evidenziare:
il protagonista nell'epilogo di questo racconto ci mette al corrente di come finiscono Micol, la sua famiglia e il fratello...ma non ci dice però come si è salvato lui e il padre..
Sono dei sopravvisuti al lager? oppure sono fuggiti prima di essere catturati dai fascisti?
Il libro non lo dice e lascia al lettore questo mistero da risolvere...E non è vero che Mussolini era più buono di Hitler come il padre del narratore ha fantasticato, visto che anche lui ha perseguitato e fatto deportare migliaia di ebrei in nome di una gerarchia di potere e di un razzismo tendenzioso.
Consiglio questo libro con qualche riserva, visto le lacune che ho evidenziato ai lettori amanti del genere storico e per il valore comunque di un'opera che ha saputo discernere le contraddizioni del vissuto di questo sfortunato popolo alle soglie della tragedia dello Shoha.
Saluti.
Ginseng666

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I classici e i libri sulla Shoha...
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Il giardino dei Finzi-Contini 2010-11-25 08:01:36 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    25 Novembre, 2010
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Il giardino dei Finzi Contini.

"Nella vita, se uno vuol capire veramente come stanno le cose di questo mondo, deve morire almeno una volta."
In questo dolce libro il protagonista ci racconta dell'amore che prova per la sua Micòl, un amore forte dolce e passionale perchè è il primo amore. Lo scrittore ce lo racconta nel periodo immediatamente precendente lo scoppio della seconda guerra mondiale, in un ambiente della media-alta borghesia ebraica.
Abbiamo il sentore delle leggi razziali, del mondo in subbuglio dove Hitler e Mussolini stanno lavorando per far volgere il tutto nel peggior modo possibile! Questi ragazzi che vivono la loro giovinezza ritrovandosi a giocare a tennis e parlando di arte, letteratura e politica dove intorno a loro c'è ricchezza e molta per quei tempi e continuano imperterriti nel loro modo di vivere evitando di guardare la realtà che si sta profilando crudele, sanguinosa e discriminatoria. Un libro che ci aiuta a ricordare "gli orrori della persecuzione razziale, la crudeltà della storia, i ricordi brucianti di una stagione irripetibile".

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A chi ama racconti dolci e amari!
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