Il giorno in più
Letteratura italiana
Editore
Fabio Volo è scrittore, attore, conduttore televisivo e radiofonico. Ha pubblicato Esco a fare due passi (2001), È una vita che ti aspetto (2003), Un posto nel mondo (2006), Il giorno in più (2007) e Il tempo che vorrei (2009), tutti editi da Mondadori. I suoi libri sono tradotti in molti paesi del mondo.
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Opinioni inserite: 37
Il giorno in più
E' il primo libro di Volo che leggo e l'ho letto d'un fiato.
Però, non ne leggerei altri suoi. Troppo romanticiscmo condensato.
L'ho preso in mano perchè non sapevo che leggere in quel momento e sono rimasta piacevolmente sorpresa ma con vari denti cariati.
Ha una scrittura scorrevole e facile. Mi piace molto perchè è fluido e fa scorrere le pagine velocemente.
La storia è banale si, ma fa sognare: questo ragazzo che insegue la sua amata incontrata in un autobus, il ritrovarsi anche dalla parte opposta del mondo, ecc..ecc..
Se siete in vena di romanticismo puro, quello in cui le battute giuste sono al posto giusto, il tipo giusto incontra la ragazza giusta, il momento giusto nel periodo giusto.
Insomma dove tutto l'impossibile del mondo reale converge nella perfezione e se cercate la storia romantica all'ennesima potenza allora questo è il libro che fa per voi.
PERO'
C'è sempre un però.
Da buona cinica so bene che l'amore non è perfetto, ci sono difetti, parole sbagliate, litigi, l'insopportazione, l'infedeltà anche solo psicologica e la voglia di evadere.
Detto questo, da una storia REALE (senza demoni vampiri e angeli e quant'altro) mi aspetto un po tutto, invece Volo tende a descrivere l'amore perfetto, idealizzato e quasi soffocante! Anzi, senza quasi.
Questa è una storia palesemente a lieto fine (nulla da ridire) ma troppo piena di zucchero e miele.
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Il giorno in più.
"Da quando l'ho incontrata non mi sono mai annoiato, con lei o pensando a lei sono sempre stato bene; sono anche stato male, come adesso, mi sono sentito fragile e invincibile al tempo stesso. Ma sempre vivo."
Consiglio la lettura di questo libro scritto in maniera leggera e semplice da Fabio Volo per chi vuole sognare vivendo una bella storia d'amore tra Giacomo e la ragazza del tram, soprattutto per chi ha paura di amare...
Mi ha colpito in certi passi del libro come Volo riesca ad entrare dentro l'animo femminile...la dolcezza e la delicatezza con cui affronta l'argomento "donna" nelle sue mille sfaccettature!
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Delusione al Volo
Lo stile di Volo non si tocca, rapido, deciso, efficace, nulla da dire.. Molti dovrebbero non sanno arrivare a scrivere nemmeno 2 parole in fila con questa efficacia..
Purtroppo la storia è la solita e questo sminuisce molto il tutto. Penso che leggerò altro di Volo ma starò ben attenta alla trama.
Il finale tra l'altro è SCONTATISSIMO
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Libro piacevole ma banale
Spinta dal successo del libro e dell'autore, mi convinco a leggere questo libro visto che sembravo un'aliena in terra a causa di questa mia mancanza.
è un romanzo carino, scorrevole, una storia particolare e originale, un bel finale, a tratti banale e scontato. Non rivoluzionerà la letteratura italiana, ma è un libro che si legge con leggerezza per trascorre qualche ora piacevolmente.
Adatto ai romantici, nell'edizione oscar mondadori ho notato refusi ed errori.... ma un correttore di bozze?!?
Credo che con Fabio Volo sia la mia prima e ultima volta.
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- sì
- no
Concediamoci di sognare...
Ho letto "Le prime luci del mattino" e sono rimasta delusa...per cui ho sentito il bisogno di rifugiarmi nel "vecchio" Fabio Volo, quello che, anche attraverso situazioni irreali, strampalate e dotate anche di un pizzico di ovvietà, è in grado di emozionare e lasciarci sognare. Di lasciarci credere che anche la situazione più impensabile possa realizzarsi e concludersi con il classico "happy end". Devo dire che il libro mi è piaciuto: mi piace disperdermi nei ragionamenti e nelle riflessioni del protagonista. Mi ci perdo e mi ci ritrovo molto spesso... come quando accenna al comportamento dei businness man al momento dell'atterraggio dell'aereo che accendono sistematicamente l'aereo, alle difficoltà della nonna nell'approcciarsi alle nuove tecnologie. Chiamamoli luoghi comuni, chiamiamole banalità, ma il libro scorre proprio grazie a questi soliloqui interiori...che spesso ci fanno dimenticare il filone centrale del racconto ma che di certo non saziano la fame di proseguire. La storia è simpatica e originale quanto improbabile. Ma perchè rimanere arenati nelle storie classiche e a "portata di mano"???E' una storia d'amore romantica, nella quale a tratti è impossibile non empatizzare....per non parlare del finale...forse x alcuni estremamente scontato...per me semplicemente bello, pulito e commovente!
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Risveglio da sospensione di emozioni
Giacomo è un ragazzo-uomo della nostra generazione, che non si è mai fatto troppe domande, è uno che è sempre andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie. Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano l’ “appuntamento” importante della giornata. La ragazza ha però un destino che la porterà lontano, in un'altra città. E Giacomo, per la prima volta, decide di non rimanere in superficie, decide di correre il rischio di mettere da parte il suo atteggiamento cinico e sprezzante, tipico di tutti i single, per uscire da una metropoli che non è più capace di sorridere e per ricominciare a vivere. Inizia un gioco, che, complice anche un po’ di incoscienza, porterà i due fino a un punto di non ritorno. "Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti"…e noi aspettiamo un Fabio Volo in linea con quello che abbiamo conosciuto con questo romanzo, capace di farci riconoscere nelle sue pagine.
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Inguaribili romantici
Tra tutti i libri di Fabio Volo, questo è il mio preferito.
Una storia fresca e leggera, senza grandi obbiettivi ma solo quello di far sorridere.
Un incotro casuale su un tram può, in alcuni casi, trasformarsi nell'inizio di qualcosa veramente importante. Questo è ciò che accade al protagonista, che immerso nelle sua routine quotidiana, rimana ogni giorno incantato nell'osservare una interessante ragazza sul tram.
Quando troverà il coraggio di parlarle, ecco! Questo sarà l'inizio di una lunga e, aggiungerei anche per certi aspetti travagliata, storia d'amore.
Per chi ama i libri con un "happy end" questo è il libro adatto.
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Tutto Fabio
Fabio Volo mi piace molto.
Mi divertono i suoi programmi in radio e in televisione.
Trovo simpatico - talvolta un po' infantile - il suo modo di porsi, la sua (simulata?) semplicità ed anche la sua capacità di ironizzare su se stesso. È un giovane uomo dai molti talenti, sa anche recitare, cantare e… scrivere?
Mah, scrivere non so.
Ho letto solo questo libro suo: l’ho trovato in autogrill in offerta speciale e mi sono detta: proviamo?, ma sì, dai, ormai leggere Fabio Volo sta diventando un fatto di costume! E poi sotto l'ombrellone... E ci ho provato.
Beh, quello che posso dire è che ci ho trovato Fabio, tutto Fabio, cioè tutto il Fabio che avevo già sentito in radio, tutto il Fabio già visto in TV.
È un male? Dalle vendite dichiarate evidentemente no. Fabio ha un suo pubblico che lo segue e l’adora.
Per me, però…
Devo dire che di questo libro, letto così da poco, non mi è rimasto nulla - neppure un vago senso di piacere - se non la sensazione di aver incontrato Fabio ancora più da vicino ed averlo trovato uguale a se stesso.
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Niente di speciale
E' il primo libro che leggo di quest' autore. Come ha scritto francj88 anch' io sono stata spinta a leggerlo più da curiosità che da altro data la grande fama di cui già godeva l' autore quando io lo comprai. Sinceramente non ho trovato niente di speciale. La trama è carina, il finale anche ma lo stile e il contenuto mi lasciano parecchio desiderare. La sua scrittura a parer mio non si distingue per niente da quella di tanti altri. Non mi è piaciuto il fatto che descriva persino i momenti in cui necessita di andare in bagno. Abbassano ulteriormente il livello del libro facendolo apparire come scritto da un ragazzino. Per il resto qualche bella frase qua e là ma niente di più.
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Aforismario di ovvietà..
"Il giorno in più" è l'unico libro di Fabio Volo che io abbia mai letto. La molla che mi ha spinta a farlo è stata sicuramente la curiosità. Non vado particolarmente matta per i "casi editoriali" stra-pubblicizzati, hanno su di me l'effetto contrario: piuttosto che incuriosirmi mi infastidiscono. E poi devo ammetterlo, una punta di scetticismo (ok, palate di scetticismo!) sulle qualità di Volo scrittore le ho sempre avute. Nonostante ciò e non amando giudicare senza conoscere, mi sono avventurata nella lettura.. durata due giorni!! Questo infatti è un libro che si legge piuttosto velocemente. E' un romanzo molto scorrevole (fatta eccezione per un paio di punti morti).
Sullo stile non mi dilungherei molto. Sinceramente lo trovo scadente. Semplice si, ma non di quella semplicità delicata e ricca di contenuto di Banana Yoshimoto ad esempio. Piuttosto una semplicità tendente all'ovvietà e alla banalità.
Anche i contenuti non brillano per originalità, né per intelligenza o innovatività, eppure un grandissimo pregio solleva molto le sorti del libro: questo è, semplicemente, la sua quotidianità e condivisibilità. Fabio Volo racconta in prima persona i momenti di tutti i giorni, spesso tragicomici, di una persona normalissima, con le sue cadute di stile e i suoi momenti migliori. Parla di esperienze che in cui più o meno tutti potremmo rispecchiarci.
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- sì
- no
gradevole
L'ho letto con piacevolezza, ma mentre lo leggevo ho sempre avuto la sensazione di essere in attesa di qualche evento che fosse in grado di dare una sterzata e uno scossone al racconto stesso. Invece questo non accade.
Scritto in maniera semplice (il che non è un difetto!); credo che Fabio Volo abbia incanalato il libro verso un certo binario (storia d'amore), e che poi abbia scritto quello che secondo lui il lettore avrebbe voluto leggere.
In certi passaggi si ha la percezione di sapere cosa accadrà, o cosa faranno i protagonisti...
Mancano dei personaggi secondari e tutto risulta in qualche modo troppo perfetto. La donna perfetta, la città perfetta. La musica perfetta. Le frasi perfette.
Poco spontaneo, comunque leggibile.
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molto interessante
e' il primo libro di Fabio Volo che leggo e lo consiglio a tutti per molti motivi.l'ho trovato molto interessante!
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Per noi romanticoni
E' il primo libro di Fabio Volo che leggo, oltretutto prestato da un'amica.
Una lettura facile, piacevole e scorrevole.
Una storia adatta a sognatori romantici come me. Lui s'innamora di una ragazza che incontra quotidianamente sul tram. Lei per lavoro si trasferisce a New York. Lui dopo varie ricerche viene a sapere del suo trasferimento e decide di raggiungerla.
S'incontrano e decidono di cominciare un gioco...un gioco d'amore che scopriranno, solo dopo il game over, essere diventato un sintimento profondo.
La fine? bè no questa la lascio leggere a voi...vi posso solo dire che rimarrete senza fiato fino all'ultima parola.
E se siete romanticoni vi emozionerete quasi come se foste voi il/la protagonista.
Lettura che consiglio in particolar modo ai trentenni come me.
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ipocrita
ben scritto..mi viene il dubbio che li scriva qualcun'altro e lui li firmi e basta.. la storia sembra una commediola hollywoodiana dove però il finale lascia l'amaro in bocca... dopo essersi rincorsi e trovati, dopo essere stati insieme tutto si risolve in una bolla di sapone..il protagonista è l'alter ego di volo, che ama le donne solo perchè le scopa.. e dopo che le scopa si fa prendere dalla paura dell'impegno e scappa...letturina leggera ma non lascia niente di buono. sembra che dopo il sesso tra uomo e donna non valga la pena di coltivare nulla.
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- sì
- no
Il giorno in più che ti cambia la vita
E' il primo libro di Volo che leggo, ma devo ammettere che ha uno stile piacevolissimo. Momenti di riflessione esistenziale e sentimentali si alternano a scene divertentissime, dove il protagonista, che non riesco ad identificare fisicamente se non con l'autore stesso, sempre in discussione con se stesso, riesce finalmente a vivere un amore incredibile.
L'amore come viaggio ed inseguimento, come attesa e ricerca, sempre in evoluzione e sfuggente.
C'è poi l'ambientazione del Doma cafè,di New York, che dopo questo romanzo sembra sia diventato meta di turisti italiani in vacanza nella grande mela per vedere dal vivo i luoghi di un romanzo che, pur nella semplicità dell'intreccio, ha un notevole valore emotivo per chi lo legge.
Bisognerà leggere quindi anchi gli altri romanzi di questo scrittore poliedrico e dai 1000 talenti.
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Una bella storia sporcata da troppa filosofia
Ho deciso di acquistare “il giorno in più” di Fabio Volo dopo essere stato positivamente colpito da “E’ una vita che ti aspetto”. Il romanzo mi è piaciuto, la vicenda mi ha appassionato, è molto bella e romantica, la scrittura è piacevole ma quando ho chiuso il libro ho provato un leggero amaro in bocca.. Ovvio, chi non vorrebbe vivere una storia così, conoscersi sull’autobus, inseguirsi da New York a Parigi, passare una settimana insieme senza impegni, solo alla ricerca dell’amore e del piacere? Sotto questo punto di vista devo dire che Volo ha colpito nel segno e mi ha emozionato. Le cose che non mi sono piaciute sono principalemente due. La prima è che i personaggi di contorno servono solo per creare situazioni in cui tutti si possano rispecchiare (chi non ha avuto una nonna o un parente anziano che non metteva il blocco tasti al cellulare e chiamava chiunque involontariamente?) e questo è un pregio di Volo, che sa creare situazioni che tutti possono dire di aver vissuto, ma se alla fine dei conti li si eliminassero dalla vicenda non credo che cambierebbe molto, avremmo solo dimagrito il libro di qualche pagina. La seconda sono le riflessioni, profonde, acute e intelligenti ma forse un po’ troppo tutte uguali le une alle altre. Riflessioni che tra l’altro mi sono sembrate molto ma davvero molto simili a quelle lette nell’altro libro. Criticare un libro è più facile che leggerlo e sicuramente che scriverlo, per cui mi sento di consigliare il romanzo a chi voglia farsi una bella lettura in spiaggia o chi desideri emozionarsi. Chi cerca un romanzo intriso di profonde riflessioni psicologiche sulla vita, forse dovrebbe guardare altrove.
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Momenti di sconcerto sconcertanti?
Fabio Volo ha sempre uno strano effetto su di me. A piccole dosi lo adoro, così come quando fa il trentenne (o quarantenne ormai) confusoe bastonato. Quando filosofeggia, però, lo detesto con tutta l'anima.
Lo spunto da cui nasce il libro è interessante e strano, ma si perde in in mille digrssioni finto-psicologiche finto alternative. Peccato, perchè alle volte Volo ha dei flash che rimangono impressi. Ma sono sempre più rari...
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Il Volo in più
Letto durante un volo aereo tutto d'un fiato. Un libro che coinvolge che fa vivere un sogno, fa ridere, piangere, tifare, arrabbiare. Un libro per la mia generazione di trentenni poco cresciuti che come il protagonista all'inizio, vive di stereotipi e amalgama collettivo con pochi valori e con nessuna voglia di mettersi in gioco. Volo dipinge un viaggio avventuroso, il coraggio di provare, di fare un passo in più alla ricerca dell'unica cosa per cui credo fermamente valga la pena di vivere: l'amore in tutte le sue forme.
Consiglio a tutti di iniziare a guardare il mondo a noi attorno e magari troveremo anche noi una persona sull'autobus.
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bel volo di emozioni
Confesso di avere un debole per lo stile di Fabio Volo, ho letto tutti i suoi libri ma questo in assoluto è il mio preferito. L'autore ha la capacità di scrivere storie comuni riuscendo a suscitare tante sensazioni proprio perchè il lettore si riconosce comunque sempre un pò nei personaggi. Scorrendo le pagine può venir voglia di ridere, di piangere, di guardarsi allo specchio valutando i propri comportamenti, ma soprattutto viene voglia di amore.
Ho fatto il tifo per Giacomo, mi sono anche arrabbiato con lui quando per paura rischiava di non mettersi in gioco e alla fine, ho dovuto rileggere non so quante volte le ultime pagine perchè la gioia mi aveva annebbiato la vista con qualche lacrima.
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Curiosità
Ho letto questo libro e non posso fare a meno di pensare ad un altro libro che avevo letto pochi giorni prima, si tratta del libro "La ragazza delle Arance" di Gaarder Jostein, ho notato molte somiglianze nel racconto il contorno è diverso, ma la storia d'amore raccontata in questo libro è uguale al "il giorno in più" direi anche che l'immagine della copertina e similare poichè nel libro di fabio volo è una foto dell'interno di un bar, nel libro "la ragazza delle Arance" invece è quella di una persona in attesa dentro in bar, quindi la mia è una grande curiosità, è un caso?
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il giorno in più
senza dubbio il mio preferito, per originalità e stile.
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bravo Fabio
Questo libro è davvero bello!Fa ridere, piangere, riflettere, fa venir voglia di amare intensamente, di vivere con entusiasmo e anche di viaggiare! Ricco di verità sui legami tra uomini e donne ma anche su come il rapporto con i genitori influenzi la vita, soprattutto sentimentale, di ognuno di noi. Lo stile è diretto, il linguaggio semplice, bellissime frasi e citazioni.
Il linguaggio è semplice e la lettura risulta piacevole, scorrevole.
Io mi sono davvero commossa leggendo alcuni passaggi.
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il giorno in più
non riesco a dare un giudizione né positivo né negativo.
il libro è ben scritto, ma a tratti il suo linguaggio è terra a terra; ho sorriso e certe volte mi sono anche vergognata di leggere alcune cose.
lo scrittore si è perso in flashback del passato che durano anche capitoli interi - cosa che mi ha annoiato e inutile se non quello di allungare il libro.
i dialighi a volte erano veramente lunghi e ammetto che ho dovuto rileggerli più di una volta per capirne il significato.
punto positivo era New York e i suoi lughi e i giochi fatti.
è un libro leggero, da spiaggia e sinceramente non me la sento di dire non leggetelo. tutti i libri vanno letti.
il finale mi è piaciuto ma a pensarci bene quasi scontato visto il numero di volte che lo hanno fatto!
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pensavo meglio
Me ne parlavano tutti bene di questo libro e una mattina come le altre decisi di fare quell'ambito passo in libreria e prendere questo libro. Se potessi tornare indietro me ne sarei stato a casa.
La tecnica di scrittura è buona, buon italiano con buone conoscenze del mondo, ma l'ultilizzo è un insulto. Pagine e pagine (se non capitoli e capitoli) a parlare di cose non inerenti alla trama principale, un chiaro segno per allungare il brodo finale. Qualche azzeccata narrazione comica per rendere piacevole la lettura, ma troppe volte ci allontaniamo dal tema principale o usciamo fuori dal coro. Libro che si sarebbe potuto svolgere in meno di 100 paginette se descritto bene e puntando solo alla trama principale e non su altre storie inutili alla trama in sè.
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il bestiario di volo
Ma avete mai aperto, anche non volontariamente, un libro? e dico un libro vero. ne avete assaporato il profumo, ne avete lette con gioia, fatica, sudore, leggerezza le pagine? perché, dopo le recensioni sul libro (libro o accozzaglia di parole sparse e luoghi comuni?) di Volo mi viene questo dubbio.
Parafrasando Moretti: continuiamo così....facciamoci del male.
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"Volo piacevole"
io ho finito di leggerlo in lacrime...cmq buon libro,come tutti quelli di fabio,piacevole e scorrevole!scrittura semplice e storia non scontata...bravo fabietto!
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il giorno....
E' un libro molto leggero e scorrevole. molti quarantenni si riconosceranno in tanti passaggi di questo racconto, a tratti con nostalgia di un tempo che fu'. Volo ,poliedrico personaggio, anche nel campo dei libri riesce a dire la sua, con risultati da non disprezzare.
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per quarantenni
E' un libro che apprezzeranno soprattutto i quarantenni come me,in tanti passaggi ho potuto rivivere emozioni ormai dimenticate;la storia è abbastanza leggera ma ci sono anche temi seri nel libro,come quello del trauma per la separazione dei genitori che hanno vissuto i quarantenni di oggi (la prima generazione di figli di separati/divorziati)non so se Fabio Volo ha vissuto questa situazione ma sicuramente affronta questo tema in modo molto lucido e commovente.E'un libro ideale per chi cerca una lettura divertente ma non è un libro di serie B.
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il giorno in più che ci voleva....
Premessa: Adoro il modo di scrivere e di vedere il mondo di Fabio Volo. Mi ritrovo molto nella sua visuale e nei suoi modi di dire..
Secondo me, ogni pagina di questo libro può avere mille modi di essere vissuta.
Io ho letto questo libro dopo una grande delusione, e mi ha fatto ridere, mi ha dato da pensare.
Ed ho sognato ad occhi aperti una persona come Michela...piena di entusiasmo per la vita.
Ed ho capito quanto è importante un legame...
anche se a volte si è distanti.
Onestamente questo è il mio libro UP se mi sento giù leggp qualche sua frase e torno a sorridere...
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la danza dell'ipocrisia
Per quanto riguarda lo stile, Fabio Volo non tradisce mai, ed usa spesso concetti e frasi piacevoli ed entusiasmanti ai miei occhi, ma riguardo la storia,è assolutamente scadente e poco fresca. In questo libro vedo solo tanta,tanta ipocrisia. Mi spiego meglio: una favoletta dove due personaggi ADULTI come Giacomo e Michela affrontano la loro storia d'amore come una specie di mina vagante.Nessuno dei due vuole affrontare gli impegni di coppia. Hanno il terrore di innamorarsi e stentano moltissimo ad ammetterlo.In tutta sincerità credo proprio che questa storia d'amore sia in perfetto stile "tre metri sopra in cielo"...in geriatria. Non mi ha entusiasmata affatto nemmeno il personaggio di Giacomo, che usa le donne spesso come paliativo al suo dolore e anche lui, non essendo più un diciannovenne, fa precipitare la storia in un baratro di idiozie. Insomma se dovessi incontrare per strada due tipi così direi proprio che farebbero ai miei occhi la figura dei perfetti "babbioni-sfigati-zitelli".
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Il giorno in più
Questo libro mi è stato consigliato...Non mi ha entusiasmata però. E' di certo una lettura piacevole, ma la storia è poco realistica...mi è piaciuta invece la presenza di New York che è un 'altra protagonista della storia, a tratti è esilarante a tratti banale. Lo stile è semplice e lineare perciò diretto.
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Buon libro!
Tutto sommato questo è un buon libro, vi terrà attaccato alle sue pagine fino alla fine, alcuni dialoghi sono un pò noiiosi e inutili. é bello scoprire come vedono gli uomini la storia d'amore, con dubbi speranze...
Bello da leggere sotto l'ombrellone!
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Il giorno in più
Splendidio libro. L'ho comprato come lettura leggera, tanto per passare una serata piacevole, e mi sono trovata a rivivere tutti i milioni di dubbi, di se e di ma di ogni nuova storia, di ogni appuntamento..fantastico!!! e poi diciamolo..finalmente il punto di vista di un uomo!! ed è incredibile!! anche loro hanno i nostri stessi identici dubbi!! E' scritto in modo assolutamente piacevole e scorrevole, non ti annoia mai e non vedi l'ora di finirlo e nello stesso tempo speri che non finisca..
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un giorno in più
Avevo vergogna a comperarlo;mi imbarazzava e non saprei spigare il perchè. Forse lo ritenevo un libro commerciale e la solita favoletta.La curiosità ha prevalso e talvolta meglio "apparire ridicoli" ma portarsi a casa una storia piacevole e che in fondo ti fa pensare.
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il giorno in piu
sarà che la semplicità a volte è meglio di tanti libri papponi che non lasciano il segno...questo libro mi ha emozionato, commosso, divertito e..fa venire voglia di credere alle proprie intuizioni e vivere tutto...vivere la vita tutta di un fiato...proprio come si legge questo libro...
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Carino
un'intervista dell'autore mi ha incuriosita così ho comprato il libro; ero molto scettica anche perchè non è il mio genere, tuttavia l'ho iniziato e l'ho trovato molto scorrevole, piacevole e a tratti divertente. L'ho letto in poco tempo e mi è piaciuto per la semplicità delle parole e dei concetti. Trovo sia un libro adatto ai romantici e ai sognatori.
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La danza libera di Giacomo e Michela
…lo compro o non lo compro? E se lo compro, lo faccio perché l’ha scritto lui, o lo faccio perché penso che mi potrebbe piacere la storia? E quando lo leggerò, immaginerò le parole di carta pronunciate dalla sua voce, o lo leggerò e basta? E poi, se il libro mi piacerà, sarà perché è suo o sarà perché l’ho giudicato obiettivamente? E se non mi piacerà, sarà perché è suo o sarà perché l’ho giudicato obiettivamente?
Un dilemma dietro l’altro. Una situazione d’incertezza che si può provare di fronte ad un libro scritto da un personaggio famoso, di una fama conquistata per altra via, prima di entrare nelle librerie.
Credo che questo sia normale, e quasi impossibile prescindere da ogni pregiudizio.
Tuttavia, l’ultimo libro di Fabio Volo l’ho comprato e l’ho letto, tutto d’un fiato, anche in macchina, nelle soste ai semafori rossi. E alla fine ho deciso cosa mi piace e cosa non mi piace di questo romanzo.
La storia di Michela e Giacomo è intensissima, a tratti un po’ claustrofobica: ci sono loro e il loro “dentro”, non c’è il “fuori”, che è tutto concentrato in una New York molto citata e poco descritta.
I loro 8 giorni + 1 newyorkesi potevano essere vissuti in qualunque posto del mondo, purché lontano da tutto e da tutti, e del resto non è la cornice che conta, per quanto suggestiva.
Di Michela senza Giacomo sappiamo pochissimo, di Giacomo senza Michela molto di più, ma rimangono figure molto concentrate sul “qui ed ora”, senza il respiro dei personaggi di “Un posto nel mondo”.
Il messaggio che ho letto in questa storia mi piace, mi piace che una persona “regolare”, apparentemente risolta, non più di tanto infelice o insoddisfatta come Giacomo, molli tutto per seguire un sogno, o più che altro un’intuizione, per non dover chiedersi un giorno “come sarebbe stato, come sarei diventato, come sarebbe stata la mia vita se…”. Il più delle volte questo non lo facciamo e perdiamo delle occasioni, anche se spesso non ci sarebbe nemmeno bisogno di un volo transoceanico, ma basterebbe aprire gli occhi e la bocca, per sorridere o per dire qualcosa, quello che ci passa davvero per la testa.
Mi piace Michela, perché lei è una persona risolta, una che si conosce bene e che sta bene con se stessa, che forse non sa ancora esattamente cosa vuole, ma sa esattamente cosa non vuole e, giustamente, lo rifiuta.
La frase più bella del libro è sua: «mi sento orgogliosa anche quando spingo il carrello della spesa».
E qui si esprime il suo essere una persona piena.
Mi piace Silvia, il suo modo di voler bene a Giacomo, il suo spingerlo verso l’amore per Michela, e ho provato tenerezza per le sue paure, i suoi dubbi, e i vincoli che la tengono ferma.
Non mi è piaciuto l’incontro gratuito con Dinah, la signora americana al seguito del marito, un’immagine un po’ squallida e superflua all’economia della storia; mi è sfuggito il senso di questo quadro, in una storia dove mi pare ci sia poco di casuale.
Superato un iniziale fastidio, mi piacciono persino le dissertazioni un po’ “trucide”, anche se potevano essere un po’ più lievi, e mantenere lo stesso la loro efficacia.
Il libro trasuda, qua e là, un’incontenibile voglia di dissacrare, di sdrammatizzare, di smorzare i toni quando sembrano elevarsi un po’ troppo: è la vanga che rivolta un po’ il terreno, quando il romanticismo e la tenerezza rischiano di renderlo un po’ scivoloso.
Ci sono alcune immagini molto belle: il dito di Michela che scorre la pagina prima di voltarla, la nonna che confonde Giacomo con il defunto marito Alberto, Giacomo che annusa il maglione del padre e poi il guanto di Michela, la partita di calcio di Giacomo bambino, con il padre che è lì, ma non c’è.
E qui un’associazione acuta e delicata: Michela cerca un uomo che c’è, non un uomo che è lì. E Giacomo c’è, è nel giardino di Parigi, dove la danza è soltanto all’inizio…









