Il libraio di Selinunte
Editore
Roberto Vecchioni è uno dei padri storici della canzone d'autore in Italia. Per Einaudi ha pubblicato Viaggi del tempo immobile (1996), Le parole non le portano le cicogne (2000), Parole e canzoni (2002), Il libraio di Selinunte (2004 e, con una nuova prefazione in forma di racconto, 2007), Diario di un gatto con gli stivali (2006) e Scacco a Dio (2009 e 2011). Per Frassinelli è uscito il libro di poesie Di sogni e d'amore (2007). È docente di Forme di poesia per musica presso l'Università di Pavia e tiene un corso alla Sapienza di Roma.
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L'inchiostro di Vecchioni si fa poesia.
"Il libraio di Selinunte" è un libro di Roberto Vecchioni, cantautore, professore e poeta. Anche in questo libro, come nella sua vita e carriera, ha dato il meglio di sé. Il valore delle parole, dei libri, come un tesoro da riscoprire, da uscire fuori da un baule troppo impolverato e squallido che nemmeno noi vogliamo ammettere di avere dentro. E le storie come carburante della mente e della vita umana, una sorta di prevenzione contro il mostro dell'apatia e dell'indifferenza che come un tumore, contaminano la società degli ultimi tempi. Un libro degno di essere definito 'classico', perché le sue parole non tramontano mai, come la magia dei libri e dei librai che riescono ancora a raccontare storie. Un respiro sottovoce nel trambusto del mondo.
Indicazioni utili
Parole parole parole..
Questo breve romanzo (una sessantina di pagine) narra la storia di Frullo, un ragazzo che passa le sue notti ad ascoltare leggere un libraio, non un venditore di libri, ma un semplice lettore di parole. Egli è l'unico ad ascoltare il libraio, che viene malvisto dagli altri abitanti del luogo. E quando la libreria verra' incendiata (a causa dell'ottusita' della gente), ecco che Frullo rimarrà l'unico in grado di esprimersi attraverso le parole, quelle parole che ormai gli altri abitanti hanno smarrito.
Un libro-favola dunque, che trasmette un messaggio importante: quello di soffermarci a guardare al significato delle cose.
Quelle stesse cose che gli abitanti di Selinunte perdono, quando un giorno si rendono conto, di non avere piu parole per esprimerle. Leggendo questo brevissimo romanzo ho cominciato a fare dei parallelismi tra la Selinunte descritta da Vecchioni e la società attuale presa in blocco. Gli abitanti di Selinunte si rendono conto dell'importanza del linguaggio quando non riescono più a esprimere l'universo del loro mondo interiore, quando non si capiscono più tra di loro e si trovano costretti a comunicare a gesti, fraintendendosi. La nostra società tende pericolosamente a tutto ciò. Il linguaggio è diventato quello dei simboli e dei cenni, delle k al posto delle ch, delle parole abbreviate, parole che vengono usate sempre meno perchè formulare frasi complesse porta a pensare e pensare porta via tempo.. Tantissimi termini cadono in disuso e il nostro vocabolario si fa sempre più scarno.. e se come gli abitanti di Selinunte un giorno ci svegliassimo costretti a reprimere le nostre emozioni in fondo al cuore perchè abbiamo dimenticato le parole per esprimerle??
Il libraio di Selinunte è una favola moderna che fa riflettere e affronta molte tematiche: oltre a sottolineare l'importanza del linguaggio ci parla della pochezza di chi ha paura e demonizza tutto ciò che è "strano" perchè diverso da noi. Ero in cerca di una lettura breve e leggera e ho trovato una piccola perla. Complimenti a Vecchioni, di cui non avevo mai letto niente, sicuramente leggerò altre cose scritte da lui.









