Il Mai Il Mai

Il Mai

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Il Mai", opera di Annalisa Casalino pubblicata da Autodafè Edizioni.

«La storia di un libro rubato fa da filo conduttore per un viaggio all’interno di uno spaccato di mondo giovanile, a cavallo tra l’ultimo decennio del XX secolo e l’inizio del nuovo millennio, reso in modo vivace e realistico, con un linguaggio a volte crudo ma mai fuori luogo.
Arianna, protagonista e voce narrante, trova nella vetrina di una libreria il “suo” romanzo, il cui manoscritto le era stato sottratto anni prima da un’amica e compagna di studi; la scoperta la costringe a ripercorrere oltre un decennio della propria vita e a fare i conti con il passato. Solo rivivendo le emozioni e i sogni della giovinezza, e i fallimenti successivi, Arianna riesce a prendere coscienza del presente, a ritrovare la pace con se stessa e ad affrontare finalmente il futuro.
Attraverso un doppio binario narrativo (i ricordi del passato e la cronaca del presente) intrigante e avvincente, Annalisa Casalino porta il lettore alla scoperta di un microcosmo in cui si mescolano le ambizioni letterarie, gli studi universitari (a Urbino), i contrastanti stili di vita in una dinamica città di provincia (Pesaro)».

Recensione della Redazione QLibri

 
Il Mai 2011-11-01 21:07:26 eleonora.
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
eleonora. Opinione inserita da eleonora.    01 Novembre, 2011
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Il Mai

Arianna, la protagonista del libro, si racconta in prima persona, intervallando momenti del presente con momenti del passato.
Il filo conduttore di questo spazio temporale è un manoscritto che Arianna scrive nel periodo universitario, ma che viene pubblicato anni dopo da Giulia, sua compagna di studi, che le aveva sottratto lo scritto. Arianna si trova a fare i conti con il passato, ripercorrendo gli anni universitari trascorsi a Urbino con le sue amiche di sempre Chiara e Lucia, analizzando l'amicizia con Giulia, nata nel periodo degli studi, e affrontando un presente incerto, imbrigliato e fermo a quel manoscritto perduto.
Si, perché per Arianna quel libro non era soltanto il suo primo romanzo, ma anche parte di sé , dei suoi sentimenti, dei suoi dolori e nel quale il tema centrale era il rapporto padre-figlia.
Il doversi imbattere nuovamente in quell'episodio, le permette di riaffrontare e rivedere il decennio passato della sua vita in maniera più lucida e critica, le permette quindi di vivere il presente affrontando nuovamente la passione per la scrittura, voltando pagina e guardando al futuro.
Ho trovato interessante la trama di questo romanzo d'esordio.
Lo stile con il quale viene affrontato il racconto è chiaro e diretto ma a volte l'uso accentuato di "gergo giovanile" impoverisce la scrittura del romanzo.

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