Il nome della rosa Il nome della rosa

Il nome della rosa

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Il nome della rosa, romanzo di Umberto Eco edito da Bompiani. Il nome della rosa è il primo romanzo scritto da Umberto Eco. L'opera è ambientata nel Medioevo e viene presentata come il manoscritto di un anziano frate che ha trascritto un'avventura vissuta da novizio, molti decenni addietro, in compagnia del suo maestro presso un monastero benedettino dell'Italia settentrionale. La narrazione, suddivisa in sette giornate, scandite dai ritmi della vita monastica, vede protagonisti Guglielmo da Baskerville, frate francescano, e il novizio Adso da Melk, il narratore della storia.

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Il nome della rosa 2012-12-14 14:08:31 alisjara
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Opinione inserita da alisjara    14 Dicembre, 2012

IL NOME DELLA ROSA

premetto di non voler condannare al rogo nessuno, per un libro che tanto insegna quanto sottile possa essere il confine fra giustizia e ingiustizia. ho detto insegna, ma sarebbe più corretto dire mostra. perchè, vedete, in molte delle vostre opinioni, sia a favore che contro il successo del romanzo, ho letto commenti infastiditi dalla gran vanagloria dell'autore,quasi come quel libro fosse il mero contenitore del sapere che egli aveva fino ad allora accumulato, e di cui aveva gran voglia di liberarsi, dando prova a tutto il mondo di quale e quanta fosse la sua sapienza. ma,come direbbe Guglielmo, dove è finita la vostra intelligenza? trovo più evoluta la concezione degli antichi greci, quando pensavano che il poeta ( o, aggiungerei, lo scrittore) non fosse un tecnico, ma un posseduto da divinità ispiratrici, che gli trasmettevano come forza magnetica l'energia creatrice, tramite la quale egli trovava le parole giuste per incantare chi ascoltava, o leggeva. questo pensiero, certamente, si avvicina molto più a ciò che puramente vuol dire scrivere, e scrivere è ciò che Eco ha fatto, incantando con le sue parole. ma, come per gli antichissimi poeti greci, il potere magico della parola può essere trasmesso solo a chi sia in una condizione di completa purezza e libertà di mente, lotano dalla dimensione terrena con tutti i suoi giudizi e pregiudizi. io ho 15 anni, ho ancora la fortuna di possedere intatta la passione del sapere in quanto sapere, di vedere un libro non diviso in più parti, ma nella sua interezza e armonia, e di vederlo come opera della divina saggezza dell'uomo, dalla quale mi lascio incantare, irresistibilmente attratta. io non ho indagato su quale fosse il periodo in cui fu scritto, su quali siano state le tattiche commerciali e pubblicitarie, su quale fosse la furbizia dell'autore. magari Eco fu molto furbo, e sfruttò, in seguito, la sua opera per trarne vantaggi economici e fama. ma quello che è certo è che nel momento in cui scrisse questo meraviglioso capolavoro, fu ispirato dal purissimo amore per la letteratura, che non ha secondi fini, ed è il più potente mezzo di diffusione e contagio di sè stessa. ve lo dico con il cuore, provate a rileggerlo, ma non commettete l'errore di farlo per dimostrare a voi stessi chi ha ragione e chi torto. io, adolescente, me lo sono semplicemente trovato fra le mani, e ho iniziato a leggere. senza alcuna base culturale filosofica, nè storica, senza sapere nulla nemmeno dello stesso Umberto Eco, ho letto le prime 100 pagine in un soffio, e subito dopo ho appreso che erano famigerate per la loro pesantezza, e ho iniziato a domandarmi perchè.. divorai le restanti 400 pagine in 3 giorni. e io vi dico che ci sono libri scritti con arroganza e vanagloria, nei quali si riconosce il segno indelebile di un autore che non scrisse semplicemente per scrivere, e che ho letto con angoscia, e che ho sentito molto pesanti. e il nome della rosa non è fra questi. quando il libro è scritto con puro amore di scrivere prescinde dalla mano che l'ha generato. certo è opera della sua intelligenza, ma assume una propria intelligenza, una propria anima, che tanto più è grande quanto più ci affascina. ll linguaggio, il contenuto, i tempi della narrazione, fusi insieme in quello che non è più solo un oggetto, ma un prodotto vivente dell'arte letteraria, creano il meccanismo perfetto e innocente con il quale un libro ci parla, ed è quasi commovente. io non avevo nessuna base per leggerlo eppure l'ho letto, e leggerlo non è stato come scalare una montagna, ma come prendere una boccata d'aria. non ho trovato pesanti nemmeno le lunghe descrizioni sulle situazioni storiche del tempo, perchè quando davvero si legge si è in quella libertà mentale, in quella sorta di ipnosi, in cui ogni parola è come miele al palato della nostra mente, e noi siamo completamente dentro le parole del libro. e la cosa più incredibile, sensazionale di questo libro, è che è un libro che parla di libri, perchè Guglielmo ben sapeva cosa volesse dire leggere. e se ( come senz'altro sarà) vi ostinerete ancora a ritenere un libro come oggetto da poter giudicare, potrete essere certo sicuri che, per vostra sfortuna, non avete mai sperimentato la beatitudine del vero amore del sapere. e dei molti livelli di lettura del libro, spero senza l'orgoglio che tanto condannate ( e che pure , ma con ironia, si condanna nel libro) io penso di averne compresi diversi. un libro , per quanto complessi possano essere i suoi contenuti, se è scritto come questo non può esser letto solo dopo aver studiato storia e filosofia. viceversa, dopo averlo letto sapevo molte cose su Aristotele e sul Medioevo, e molte altre sono andata a cercarne, spinta dall'amore insaziabile per il sapere che era anche di Guglielmo da Baskerville. scusate la lunghezza.

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Il nome della rosa 2012-12-14 12:02:53 Thaklar
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Thaklar Opinione inserita da Thaklar    14 Dicembre, 2012
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Qui si vola alto, anzi altissimo.

Lessi per la prima volta il libro all'eta' di 15 anni, lo divorai in dieci giorni.
Tutt'ora, dopo altre riletture, penso sia un vero capolavoro (anche se la parola non mi piace molto...).
Non e' un libro per tutti purtroppo.
Molto impegnativo.

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Il nome della rosa 2012-09-07 12:55:58 Antonio
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Opinione inserita da Antonio    07 Settembre, 2012

Dipende da cosa cercate

Devo andare controcorrente, ed a rischio di sembrare eretico (ed è proprio il caso di dirlo vista l'ambientazione ed i temi del libro...) sconsiglio il libro. Tutto dipende poi da cosa cercate. Se volete studiare e non leggere, allora è perfetto. Imparerete innumerevoli cose sull'erboristeria, sulle dottrine religiose, sulla filosofia. Se cercate invece un romanzo in cui immergervi nel piace della lettura questo libro non fa al caso vostro. Infatti faticherete a tenere le retini della storia perdendovi nelle immense finestre aperte dall'autore per spiegarvi ad esempio la storia di un ordine religioso. Alla fine della finestra facevo quasi fatica a ricordare la trama. In alcune ambientazioni e per brevi tratti il libro è molto coinvolgente, ma subito dopo Eco si riperde specchiandosi nella sua immensa cultura e partorendo così pagine e pagine di particolari e storie che uccidono il ritmo (sconosciuto a questo libro). Concludendo, a meno che non dobbiate studiare, potreste pure evitare di scalare questa montagna. Interminabile e pesante, poco fluido. Sembra che l'autore scoraggi appositamente chiunque non sia al suo stesso livello culturale, decimando i lettori pagina dopo pagina.

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Il nome della rosa 2012-09-06 20:01:18 alexix
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Opinione inserita da alexix    06 Settembre, 2012

In principio era il Verbo

I motivi per i quali leggerlo sono tanti. Architetture e paesaggi medievali vengono descritti in maniera straordinaria; la vita quotidiana di un'abbazia, i prestigiosi ordini monastici, i rapporti fra Papato e Impero, i processi inquisitori e le condanne degli eretici sono tutti elementi che richiamano l'appassionante storia del XIV secolo. Grande ricostruzione storica, un giallo ottimamente costruito e lunghe disgressioni filosofiche e religiose che all'inizio possono annoiare, e che non centrano con la trama vera e propria del giallo, ma che ricompensano la lettura nel prosieguo. Eco comunque rende un palese omaggio allo scrittore Conan Doyle, il papà di Sherlock Holmes. Le capacità deduttive e la sete di conoscenza di frate Guglielmo riprendono, o per meglio esaltano gli aspetti migliori del famoso deective; mentre il giovane Adso è ricalcato sulla figura del fido dott. Watson: ottuso e poco attento, nonostante il desiderio di apprendere e, ovviamente, pronto all'azione. Un grande libro, una grande lettura per tutti gli appassionati lettori di romanzi storici sullo sfondo di un'epoca come il Medioevo, che uno scrittore di grande intelligenza e cultura come Eco ci fa vivere ed emozionare.

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Il nome della rosa 2012-07-08 13:26:19 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    08 Luglio, 2012
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Capolavoro letterario

E' un romanzo storico e un giallo entrato a far parte dei libri più rappresentativi del XX secolo. E' un mistery in alcuni tratti un pò pesante, complice il latino, con alcune digressioni un pò prolisse, ma assolutamente da leggere. Il giallo è il filo conduttore dell'intera opera, ma l'obiettivo di fondo è far riflettere sulla religione, su Dio, sul concetto di regola e di eccezione. E' un vorticoso viaggio alla ricerca della verità. E' un capolavoro stilistico ed una lettura irrinunciabile. Di grande sapienza e con una cura maniacale dei particolari e delle parole. Ricco e profondo.

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Il nome della rosa 2012-06-07 07:38:57 Baba
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Baba Opinione inserita da Baba    07 Giugno, 2012
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finis Africae

Recensire questo libro per me povero mortale (non scrittore..) non è facile… ebbene secondo me e ripeto.. secondo me… è IL LIBRO per eccellenza: ricordo esattamente la prima volta che lo lessi da adolescente d’estate nella terrazza di casa .... ma cosa sto leggendo??? Citazioni in latino, filosofia, storia… mamma mia… eppure anche se con molte lacune (culturali) lo finii e rimasi affascinato da da questa vicenda dal contesto storico, dai personaggi meravigliosamente descritti (Guglielmo da Baskerville e la sua arguzia.. splendide le prime pagine con la descrizione di Brunello il miglior cavallo del monastero… Adso con le sue paure e debolezze… Jorge il monaco cieco ossessionato dai libri e dalla conoscenza fine a se stessa) ma anche e non l’ultime dall’intreccio e dalla suspence della storia. Da allora ho riletto il libro altre due volte cercando spunti, dettagli, cercando di capire simbologie, fatti storici e filosofie del riso… non credo di esserci riuscito a fondo (ci riuscirò mai???) ma è ogni volta un’esperienza. Lo consiglio ??? dovrebbe essere letto nelle scuole è un CLASSICO .. e rivedetevi anche il film uno dei pochissimi casi in cui cinema e letteratura sono allo stesso piano

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romanzi storici
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Il nome della rosa 2012-05-08 21:19:25 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    08 Mag, 2012
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Il nome della rosa

Ci sono riuscita, sono arrivata alla fine anche se è stato un po’ come scalare una montagna.
Il libro è davvero interessante, sullo stile poi non si discute non avevo mai letto niente di Eco, davvero eccezionale, ma non è per tutti, sicuramente non è per me. Credo che per affrontare un testo così serva una cultura di base superiore alla mia, oppure si debba amare talmente tanto Eco da riuscire ad apprezzarlo e in parte anche questo non è stato il mio caso. Le citazioni in latino e il lessico decisamente forbito hanno rallentato molto la mia lettura , a tratti l’hanno resa davvero pesante, le prime settanta/ottanta pagine poi non scorrevano proprio, un inno alla sua cultura che hanno messo a dura prova la mia costanza di lettrice , so che non si fa ma ho praticamente saltato tutto un capitolo in cui descriveva un portale e la sua storia , poi fortunatamente il libro ha incominciato a “decollare”.
Bellissima l’ambientazione , l’approfondimento sui personaggi che popolano il convento , intrigante la trama in sé ma purtroppo piena di evasioni,che ho trovato a volte piacevoli e a volte noiose.
Sono contenta di averlo letto, è stata una grande soddisfazione per me ma devo dire che sono dispiaciuta per non essere riuscita ad amare questo libro come forse si merita , non avevo quella smania di leggerlo e andare avanti come mi capita con altri testi, troppo lontano dal genere di letture che amo fare, se non fosse stato quello che molti indicano come il capolavoro di Eco l’avrei mollato , ma ha vinto la curiosità e la voglia di mettermi alla prova.
Probabilmente molti non saranno d’accordo con la mia recensione ma non importa questo è esattamente quello che penso su questo romanzo e mi piace essere sincera su un argomento così importante come i nostri amati libri.




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Il nome della rosa 2012-03-12 18:27:58 Fedra
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Fedra Opinione inserita da Fedra    12 Marzo, 2012
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Ci sono libri che si possono leggere una volta sola, ci sono libri che si possono leggere, chiudere e non riaprire più. Questo non è uno di quei libri.
Per leggere questo libro c'è bisogno di:
-una infarinatura di filosofia e teologia (anche se Eco spiega con abbondanza di dettagli)
-una basica conoscenza del latino (almeno per tradurre a casaccio le innumerevoli citazioni)
-tanta pazienza
Questo libro si deve leggere almeno due volte: la prima per il piacere del giallo e la seconda per il piacere dei significati sotterranei.
Meravigliosa la matrioska dei manoscritti trovati e ricopiati.

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Il nome della rosa 2011-12-26 10:29:11 LetyDarcy
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LetyDarcy Opinione inserita da LetyDarcy    26 Dicembre, 2011
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Un giallo storico

Non è un libro da spiaggia, o da leggere pensando ad altro. Io l'ho trovato estremamente coinvolgente ed affascinante, mi sono lasciata trascinare nell'atmosfera medioevale, ho trovato avvincente il giallo, bellissima la storia. Un capolavoro di letteratura italiana contemporanea. Negli altri libri di Eco non è stata raggiunta questa perfezione.

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Il nome della rosa 2011-12-07 20:23:16 Marianna
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Opinione inserita da Marianna    07 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 09 Dicembre, 2011

che incubo

sarà che il gusto è personale, ma a differenza di molti questo libro non lo consiglierei per nulla al mondo. la trama può sembrare avvincente, ma si allenta in modo quasi esasperante durante la storia. Eco riempie pagine e pagine su referti di erboristeria, di storia e di descrizioni minuziosissime (purtroppo) sui vari gruppi eretici e sulle dottrine di questi ultimi, che provvedono ad aggiungere alla storia un carico di pesantezza non indifferente! l'intreccio delle vicende oltre ad essere immerso in queste descrizioni noiose e troppo prolisse è anche caratterizzato da un finale abbastanza strano!... non ho potuto capacitarmi del fatto che un racconto reso così realistico dalle descrizioni storiche, da resoconti e testimonianze riportate su personaggi realmente esisititi, abbia un finale del tutto lontano dalla realtà, quasi fiabesco. il lessico del libro inoltre si presenta quasi INCOMPRENSIBILE, tanto che consiglio a chiunque voglia cimentarsi in questa lettura a farlo con un vocabolario accanto!
ASPETTI POSITIVI:
- fa un'analisi realistica e minuziosa su avvenimenti e personaggi storici realmente vissuti. spiega e riflette su fenomeni diffusi nel periodo umanistico come la stregoneria e sull'istituzione della santa inquisizione da parte di INNOCENZO 8. inoltre tratta della vita monastica descritta in tutte le sue piccolezze,dall'organizzazione all'interno del monastero,alla travisazione della religiosità,non vista più come frutto di vocazione ma come modo di condurre una vita sicura,lontana dalla miseria e dalla dannazione. chiunque abbia voglia di imparare qualcosa (e anche più di qualcosa) di storia dovrebbe dargli una sfogliata!
- i personaggi di Adso da melk e il suo tutore Guglielmo sono personaggi che incuriosiscono e che lasciano al lettore la possibilità di sviluppare diverse teorie sullo svolgimento della storia,non tanto per ciò che dicono, ma per ciò che non dicono.

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Consigliato a chi ha letto...
consigliato a chiunque piacciano i gialli storici e assolutamente sconsigliato a chi cerca nella lettura un momento di tranquillità e piacere! E' UN LIBRO PESANTISSIMO
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Il nome della rosa 2011-09-11 15:51:17 DanySanny
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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    11 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 2012
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Il nome della rosa

La principale difficoltà che trovo nel recensire un libro di Eco la paura di non riuscire a descrivere appieno ciò che penso del libro, forse per mia incompetenza o forse perché i suoi libri sono infinitamente libri. Aprendo il romanzo ho visto quei caratteri minuscoli, ma ho comunque deciso di leggerlo. Da quel giorno non ho potuto far altro che ammirare Eco. Il nome della rosa è uno dei primi romanzi che ho letto e mi ha fatto innamorare alla lettura. Il libro è ricchissimo, colmo di espressioni in latino che si adattano magnificamente al contesto. I due protagonisti dovranno risolvere una serie di omicidi apparentemente inesplicabili che avvengono all'interno di un monastero. Mentre tutti pensano che sia opera del diavolo, la mente analitica (simile a quella di Sherlock Holmes) di Guglielmo da Baskerville indaga sulla vita nel monastero. Tra trasgressioni dei voti religiosi, elementi taciuti, e uno smisurato amore per la cultura, inizia una caccia al misterioso assassino che per uccidere utilizza un misterioso strumento. Non è il solito Thriller, nemmeno un giallo e neanche un mero libro esoterico; il nome della rosa è un genere a parte, che spazia in molti campi della letteratura. Il libro porta il marchio di fabbrica di Eco: l'ironia e l'erudizione. Ammetto che le prime 80 pagine sono pesanti poiché l'autore si diletta nello sfoggiare le sue grandi conoscenze nel campo medievale, ma più in generale la sua cultura. D'altronde non si può biasimare una persona per il fatto che sfoggia ciò che sa. Superata questa prima parte il libro coinvolge, impedisce il distacco critico a conduce all'individuazione dell'assassino (difficilmente individuabile). Nell'abbazia si cela infatti un oggetto unico, per il quale si è disposti perfino ad uccidere. Nel libro di Eco non manca nulla: mai banale né scontato, erudito, ma coinvolgente. Un eccezionale investigatore e il suo volubile aiutante, un'ambientazione realistica e splendidamente descritta. Sullo sfondo delle persecuzioni da parte della Chiesa contro gli "infedeli" e della degradazione spirituale della religiosità, Eco mette in scena (a mio parere) un vero e proprio capolavoro. Leggetelo, centellinatelo, una volta finito vi mancherà profondamente e sentirete il bisogno di rileggerlo per cogliere ogni dettaglio. Se volete un consiglio, durante la lettura, tenete a portata di mano un dizionario (meglio due, uno di latino e l'altro di italiano) per l'enorme ricchezza lessicale del romanzo. Di ambientazione gotica, quasi noir, il nome della rosa vi coinvolgerà in una spirale di degradazione, occulti misteri e abuso di poteri religiosi. Rimarrete stupiti del movente e soprattutto, dell'assassino. Chi di voi non vorrebbe essere in quella biblioteca o nel FINIS.....? Consigliatissimo. (Leggetelo perché come in ogni recensione di Eco, ciò che viene detto è riduttivo)

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A tutti coloro che hanno la pazienza di leggere un libro abbastanza pesante.
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Il nome della rosa 2011-09-05 21:24:11 Di Liberti
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Di Liberti Opinione inserita da Di Liberti    05 Settembre, 2011
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Il thriller medievale per eccellenza

Dal momento che ho letto questo libro per la scuola, i pregiudizi ci sono stati, eccome. Ammetto che l'inizio non è dei più avvicenti, non fatevi ingannare fermando la lettura! Perchè, soprattutto verso la metà del libro, perfino quello che all'inizio mi risultava uno stile troppo articolato, difficile e troppo alto, diventa piacevole. Piacevole perchè adeguato al racconto. Un vero e proprio thriller ambientato in uno sperduto monastero di uno sperduto paesino del nord Italia. L'onere di spiegare le diverse morti che avvengono all'interno del monastero è affidato all'anziano domenicano Guglielo da Baskerville e al novizio Adso (voce narrante del romanzo). Il racconto si fa sempre più avvicente se ci si mette di mezzo l'inquisizione, un labirinto e un segreto, anzi un libro, da nascondere ad ogni costo e distruggere. Un libro, questo, fatto di libri e che racconta di libri; del loro grande potere, cioè di rendere democratico e accessibile a chiunque sia in grado di decifrare la scrittura, i contenuti e il sapere. Così accadeva che, spesso la chiesa, volesse fermare questo potere. Accadeva che la chiesa, avendo il monopolio dell'istruzione e della cultura, limitasse di fatto l'accesso ai classici e al pensiero laico, condizionando la vita dei fedeli.. Non vi svelo il finale, per gli appassionati del giallo, provate a risolvere l'enigma del labirinto e i delitti all'interno del monastero..arriverete alla soluzione prima di Guglielmo e Adso, prima che sia troppo tardi?!

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Il nome della rosa 2011-08-06 14:30:54 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    06 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 06 Agosto, 2011
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Il nome della rosa

" 'Tu sei il diavolo' disse allora Guglielmo.
Jorge parve non capire. Se fosse stato veggente direi che avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito. 'Io?' disse.
'Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre'. "

Eco scrive un romanzo "poliziesco" ambientato nel Medioevo, in un monastero collocato in qualche ignota parte dell'Italia del Nord; ed è proprio in questo monastero che nell'arco di una settimana avvengono tristi vicende da cui non si riesce a venire a capo. Così, Guglielmo di Baskerville, insieme al novizio Adso (e in un modo molto simile alla coppia Holmes-Watson), tra vare peripezie e indicibili segreti, si mette alla ricerca di indizi per scoprire la causa di una serie di sventurate morti.

E' un testo davvero molto bello, anche se non lo definirei un capolavoro: la trama e lo stile sono ottimi, il lessico è specifico e pertinente a luoghi e eventi (si presuppone almeno una modesta conoscenza del latino per apprezzarlo al pieno...) e la lettura sarebbe potuta essere anche abbastanza scorrevole se Eco non si fosse dilungato su dettagli da cui trae diletto nell'esprimere le sue conoscenze storiche e artistiche. Ma credo che questa piccola pecca possiamo tranquillimante perdonargliela, poichè ci ha offerto una storia come mai nessun'altra. Ha saputo intrecciare con maestria segreti e invidie, bugie e verità, ovvietà e misteri per creare, in un'atmosfera religiosa e quanto mai dark, una catena di oscure vicende al cui capo si riesce ad arrivare solo alla fine.
E' una lettura impegnativa, consigliata a chi ha tanto tempo per leggere (e anche una buona dose di pazienza!).

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Storici, gialli
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Il nome della rosa 2011-07-17 12:46:01 R๏гy.o°
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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
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Alta letteratura italiana contemporanea

"Sì, c'è una lussuria del dolore, come c'è una lussuria dell'adorazione e persino una lussuria dell'umiltà. Se bastò così poco agli angeli ribelli per mutare il loro ardore d'adorazione e umiltà in ardore di superbia e di rivolta, cosa dire di un essere umano? E fu per questo che rinunciai a quella attività [di inquisitore]. Mi mancò il coraggio di inquisire sulle debolezze dei malvagi, perché scoprii che sono le stesse debolezze dei santi".

Un libro che deve essere gustato, assaporato, capito nella sua interezza. Meravigliosamente storico, intelligentemente psicologico, profondamente di formazione.
Un Eco insuperabile.

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Il nome della rosa 2011-04-23 16:42:15 valeg
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valeg Opinione inserita da valeg    23 Aprile, 2011
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Un must della letteratura

Che splendido thriller ambientato nell’Italia Settentrionale del XIV secolo. Il Monaco Francescano Guglielmo coadiuvato dal giovane ma perspicace Adso ,si ritrovano, loro malgrado, coinvolti in una serie di sanguinosi eventi in un monastero benedettino dell’Italia settentrionale. La straordinaria capacità deduttiva del protagonista diverrà lo strumento dell’abate per far luce sulla causa di queste misteriose morti. Ben presto il nostro medievale detective capirà che le morti hanno uno stretto legame con la ricchissima e labirintica biblioteca dell’abazia ,e con l’attività dei monaci amanuensi,i in particolar modo con un testo leggendario. Tipico di Umberto Eco sono le evasioni dalla trama,con interminabili appendici,a volte noiose,a volte straordinariamente interessanti,come ad esempio la vicenda di Fra’Dolcino e dei Dolciniani .Vivissime sono le scenografie,le immagini sono efficacemente sfumate,e i personaggi sono convincenti e credibilissimi. Si respira la storia,in ogni pagina,grazie alla stupefacente cultura di Eco. Questo romanzo a mio modesto parere è una delle opere più significative della letteratura italiana del ‘900, è uno di quei testi ,che come ho fatto io,si possono rileggere all’infinito.

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Il nome della rosa 2011-04-23 08:13:44 Annalisa64
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Annalisa64 Opinione inserita da Annalisa64    23 Aprile, 2011
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Qualcosa di cui non sparlare

Dopo una partenza lenta in cui l'autore si scrive addosso quasi per compiacersi della propria cultura, inizia il viaggio che porterà un indagatore e il suo assistente a percorrere in anticipo le strade che percorrerà Conan Doyle. Piacevole a tratti, tedioso in altri, si ammanta di goticismo grazie all'ambientazione medioevale che rende l'atmosfera una specie di "grande fratello" (cito Orwel e non Mediaset) in cui tutti si sentono spiati e passibili di una bolla d'eresia. Aggiungo che è uno dei pochi esempi in cui il film è meglio del libro, grazie alla spigliatezza del ritmo cinematografico, mentre l'autore, come detto, a volte si perde a scrivere per se stesso e non per il lettore.

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Gialli in genere e opere in cui la ricerca sia il fulcro intorno a cui ruota l'azione
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Il nome della rosa 2011-02-10 12:07:14 Fermìn90
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Fermìn90 Opinione inserita da Fermìn90    10 Febbraio, 2011
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stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

Un giallo storico ambientato in un monastero medioevale. Ecoriesce a costruire una trama raffinata che stupisce pagina dopo pagina , con un finale originale e inatteso. Ma soprattutto riesce a rispettare la storia e il suo valore , troppo spesso dimenticato da chi si accinge a scrivere testi del genere:la ricostruzione della vita del monastero è davvero notevole , e certe pagine sembrano essere estratte da veri e propri saggi della materia. Certo a volte descrizioni e digressioni appesantiscono il racconto, ma d’altronde il tema trattato necessita di un certo rigore intellettuale, e a noi (lettori) non fa che bene leggere ogni tanto qualcosa di più impegnato anche se meno immediato.
Interessante è anche il forte contrasto che si riscontra tra il monastero con i suoi dogmi, preconcetti e superstizioni,e il nuovo mondo che avanza, moderno e assetato di conoscenza e sapienza, rappresentato da Guglielmo (l'inquisitore che risolverà il mistero).

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agli amanti della storia, a chi ha voglia di intraprendere una bella lettura, ma molto impegnativa.
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Il nome della rosa 2011-01-22 23:42:21 GabriCremo
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GabriCremo Opinione inserita da GabriCremo    23 Gennaio, 2011
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Per chi ama letture impegnative

Se uno ha voglia di leggere un libro scorrevole e che prenda subito, non legga questo. Perché le prime cento pagine sono di una pesantezza mortale, che culmina in una descrizione di quasi quattro pagine della chiesa del monastero. Poi, se uno si abitua, la storia prende, sia perché i personaggi cominciano a fare effettivamente qualcosa di interessante a parte girare a caso in un monastero, sia perché l'enigma diventa sempre più complesso e uno alla fine è portato a domandarsi chi sia effettivamente il colpevole.
Alla fine mi sento di consigliarne la lettura, se uno ha tanto tempo e un po' di pazienza.

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Il nome della rosa 2010-11-22 15:40:49 skizzo89
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skizzo89 Opinione inserita da skizzo89    22 Novembre, 2010
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Molto di più di un semplice giallo!


Il libro può essere letto attraverso tre diversi filoni narrativi: 1, quello storico, con il connesso affresco medioevale. 2, quello ideologico. 3, quello iniziatico, che ti spinge a suscitare innumerevoli domande e digressioni, perchè in effetti tutto ciò ha un significato nascosto! E' un libro con un immenso patrimonio di informazioni di tutti i tipi. Info sull' impensabile trafficata vita monastica, info sulla giustizia medioevale, info sullo strano modo operandi dell'inquisizione, info sulla religione (con tanti passaggi biblici), info sulla filosofia antica, info, info, info!!!. Memorabile l'immagine di una chiesa trasformata in una meretrice, imbevuta nel lusso. Una chiesa che dalla purezza e umiltà della stalla è passata all'ingannevole ricchezza e sfarzosità. In pratica è un vero e proprio saggio!. Della trama in sè non vorrei dire tanto, perchè in fin dei conti non è la cosa che importa di più di questo libro. Posso dirvi che è un libro che parla di LIBRI, ma quelli con la L. E' un libro in cui l'amore per i libri si taglia con il coltello. E' un libro che deve essere necessariamente custodito nella tua libreria. Ma c'è ben altro di cui parlare, che se potessi, starei qui a scrivere all'infinito, quindi mi avvio alla conclusione.

La mia impressione è che Eco(alla mia prima lettura) sia riuscito ad avvicinarsi tantissimo a un realismo letterario. Se il pittore realista ebbe dalla sua parte la tela e il colore per aiutare l'osservatore ad immergersi nel passato, Eco ha solo la carta e la penna. E questo gli fa onore. Egli riesce a guidare l'immaginazione del lettore grazie ad un ritmo tanto lento quanto efficacie da consentire al lettore di ricreare il luogo, gli odori, i sapori e i personaggi della storia. Un capolavoro della letteratura italiana!

Per utilizzare le stesse parole di Eco.."Il bene di un libro sta nell'esser letto. Un libro è fatto si segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto"!...per chi non l'ha fatto ancora...che si affretti!!!

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Il nome della rosa 2010-09-27 14:51:50 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    27 Settembre, 2010
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il giallo dotto

Un giallo nel romanzo storico, che geniale trovata!
la storia è intrigante alla massima potenza, se non fosse per lo stile, volutamente austero e dotto, sarebbe stato un successo alla Dan Brown... ma per fortuna non è andata così!!!
Eco è ben lontano dall'essere semplice e scorrevole e credo che proprio il suo stile, che ne fa un autore tanto amato quanto odiato, sia la peculiarità che rende questo romanzo un'ottima opera cristallizzata nel suo irripetibile genere.
I personaggi sono riuscitissimi, l'argomento trattato è indiscutibilmente interessante e condito da quel pizzico di critica verso la Chiesa che tante discussioni anima anche nella vita quotidiana: personalmente credo che non sia un capolavoro di ogni tempo, ma sicuramente un'ottima opera, un riuscitissimo esperimento degno di lode e di lettura e forse anche ri-lettura.
Degna di menzione anche la riduzione cinematografica.

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a chi vuole leggere un giallo dotto.
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Il nome della rosa 2010-08-16 19:36:47 paolodal
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paolodal Opinione inserita da paolodal    16 Agosto, 2010
Ultimo aggiornamento: 17 Agosto, 2010
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giallo per bibliofili

Nel Medioevo furono i monasteri (soprattutto domenicani e benedettini) a farsi carico di tramandare la cultura classica. I monaci, come e' risaputo, trascrivevano opere che altrimenti sarebbero andate perdute. Trascrivevano, per un senso generale di rispetto, anche le opere greche e latine classiche, pur essendo opere precristiane e talvolta non proprio in linea con gli insegnamenti cristiani. Spezzo quindi una lancia a favore della Chiesa di allora (o meglio dei monasteri), e' grazie a loro se e' giunta ai tempi nostri la maggior parte delle opere classiche.
E' chiaro che spesso sorgessero dubbi e conflitti sull'opportunita' di tradurre o meno certe opere.
L'ambientazione e' estremamente suggestiva (un monastero, la sua biblioteca, le sue stanze, i corridoi). Il conflitto quotidiano tra ragione e religione, tra istinto e peccato. La grande capacita' narrativa di Eco rende estremamente piacevole questo giallo. Anche il finale lascia pensare. Sicuramente il piu' bel libro di Umberto Eco.

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Consigliato a chi ha sognato almeno una volta di scappare dalla spiaggia e andare a passare il pomeriggio nella biblioteca di un monastero
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Il nome della rosa 2010-08-03 08:34:53 Adelina
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Adelina Opinione inserita da Adelina    03 Agosto, 2010
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Bello, ma non lo rileggeri certo una seconda volta

Senza ombra di dubbio questo è un libro dalla trama magistrale e ben sviluppata, l'ho trovato però un po' pesantino e meno scorrevole di quanto pensassi, certo questo modo di scrivere fa si che noi stessi ci immedesimiamo nel periodo storico di cui si parla dove non c'era nulla di scorrevole e frivolo.
Sicuramente è un libro di notevole interesse, ma non lo rileggerei una seconda volta.

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Il nome della rosa 2010-04-02 07:53:02 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    02 Aprile, 2010
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Il velo del mistero...

Scaturita dalla narrazione di un vecchio frate che ricorda il suo soggiorno in un monastero Benedettino insieme al suo maestro, la storia è articolata e interessante.
Ambientata nell'Oscuro Medioevo, in cui la Chiesa Cattolica domina le menti e i cuori del popolo, in cui viene soppresso ogni tentativo di idee progressiste, in questo convento avvengono dei delitti.
E alla fine si strapperà il velo al mistero di queste morti, mettendo in luce una verità scomoda e oltremodo indecente se riferita a dei frati che dovrebbero vivere nella castità...
Ma...in fondo l'autore non fa altro che dire una verità che per alcuni è scomoda...Cioè che la Chiesa non è stata poi quella Santa Istituzione che vorrebbe sembrare.
E ciò nonostante l'Inquisizione, il rogo per le streghe e tutte le altre istituzioni fondate per addormentare le coscienze umane.
Un elogio particolare a questo autore.
Saluti.
Ginseng666

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Il nome della rosa 2010-03-05 15:37:22 Minny
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Minny Opinione inserita da Minny    05 Marzo, 2010
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Un buon libro, ma non un capolavoro.

Sono convinta che Callettino abbia perfettamente ragione.
"Il nome della rosa " è un libro che è stato sopravvalutato e non è certo un capolavoro. Quando osai affermare questa mia opinione , anni fa , fui tacciata di eresia o di crassa ignoranza. Il libro, diventato subito un "must",sostenuto anche da una ininterrotta quanto azzeccata campagna pubblicitaria su tutti i media, è stato scritto astutamente al momento giusto , ha astutamente toccato l' argomento giusto, ha sfruttato e ampliato la celebrità del Prof. Umberto Eco.
Intanto è troppo lungo: avrebbe avuto bisogno di una rigorosa potatura. Inoltre , mescola insieme due filoni non omogenei ( il romanzo storico ambientato nel Medioevo e il meccanismo ad orologeria del filone thryller). E ancora,i personaggi sono solo dei polverosi clichés senza lo spessore di un minimo scandaglio psicologico, come pure lo è la trita e ritrita polemica anticlericale: nella tradizione medioevale ci sarebbero dei signori testi sull'argomento. Il plot ,infine, è desunto sin troppo scopertamente, per chi ha letto i modelli di Eco, da Conan Doyle e dai suoi Sherlock Holmes e dottor Watson. Certamente l'ambientazione è stata egregiamente curata : Eco è un medievista di rango, e , ad esempio , il capitolo dedicato alla scoperta dell'amore da parte del giovane Adso è un gran bel capitolo. Non a caso è tradotto pari pari , ma senza le debite vigolette ,dal "De diligendo Deo", di San Bernardo di Chiaravalle , che era un signor scrittore.
il mio giudizio potrà sembrare eccessivamente severo. ,ma dinanzi ad osanna e peana innalzati in gloria e in lode di un capolavoro della Letteratura mondiale, chi conosce un po' il medioevo , fa bene mettere i puntini sulla "i".
Mi ripeto : "Il bnome della rosa" è un buon libro ,ma , per favore,non parliamo di un capolavoro del Novecento.
Un capolavoro è stata invece la campagna pubblicitaria del romanzo, che ha portato alla fama planetaria di Eco, studioso di grande valore, ma romanziere così così, anche se capace di scrivere davvero bene.Tale battage dovrebbe essre studiato a fondo e nei minimi particolari nelle università e nei master dedicati alla pubblicità. Che l'abbia suggerito Umberto Eco?

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Consigliato a chi ha letto...
romanzi storici ben documentati.
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Il nome della rosa 2010-03-05 13:45:50 piero70
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piero70 Opinione inserita da piero70    05 Marzo, 2010
Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 2011
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Un grande

Un gran libro che secondo me Eco non ha più ripetuto (tranne forse con Il pendolo di Foucault).
L'ambientazione medioevale e lo stile giallo alla Sherlock Holmes ne fanno un capolavoro (nonostante le opinioni qui sotto), lungamente e ancora oggi, tentativo di imitazioni.
Letto in un fiato, e più volte.
Alcune volte si compiace un po' troppo delle sua capcità narrative e di semiologo, ma nel complesso è un libro superbo.
Assolutamente da tenere a portata di mano.

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Il nome della rosa 2010-01-03 13:06:36 callettino
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callettino Opinione inserita da callettino    03 Gennaio, 2010
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narrativamente... saggio

Un romanzo che molti definiscono un capolavoro. Ma noi lettori non siamo tutti uguali (per fortuna), ognuno con la propria esperienza, ognuno con il proprio punto di vista. Tutti gli autori sono criticabili: e un lettore che ha letto dalla prima all’ultima pagina, ha il sacrosanto diritto di dire il suo parere.

Personalmente, pur riscontrando in Eco un autore di livello medio - superiore, tuttavia in ne “Il nome della rosa” ho parecchio cose da dire.

Romanzo capolavoro “Il nome della rosa” non è: lo sfondo narrativo è superbo, le descrizioni solide e le dissertazioni sul vetro, sul riso, sulla luce, sul silenzio, sulla lingua e sui frati e fraticelli… convincenti. Una tecnica intelligente, dove però le descrizioni rimangono descrizioni punto: a sé stanti, dove stona il genere deduttivo alla Sherlock Holmes di frate Guglielmo, per un riconoscibile dottor Watson in Adso. Una coppia inquirente già vista, quindi, che a mio giudizio molto toglie al romanzo che avrebbe dovuto seguire una strada propria. Scrivendo è logico che si ripercorrano altri libri o ci si rifà a qualche personaggio letto, ma qui l’influenza di Doyle è davvero troppa e inopportuna e troppi concetti sui religiosi stancano: più che un punto di vista dell’autore emerge un lavoro da saggista, di storico convinto. Le varie citazioni arricchiscono e (ma) nulla aggiungono. Un romanzo dove la vena creativa di narratore si individua a fatica, dove certi passi sono inutili nell’economia della trama e poco rendono l’idea: i personaggi sono solo voci che dicono, una scusa per snocciolare concetti e restituire un lavoro di ricerca, di professorone a cui è cara la parola. Un romanzo non giallista – filosofico, ma assolutamente letterario, dove anziché l’impronta dell’autore si coglie meglio il suo lavoro di ricercatore. Un romanzo che poteva essere scritto in 200 pagine e ( a dispetto delle quasi 500 pag) avrebbe fatto meglio la sua figura: il di più stanca, è zavorra intellettuale che poco dà, e anzi irretisce quel lettore che non vuole farsi influenzare e mal concepisce un’intelligenza ostentata. Buone le descrizioni del labirinto, poco incide l’esperienza sessuale di Adso, così come la sua esperienza su frate Michele rimane sulla penna perché non rende l'idea macabra della scena. Dove il narratore è chiamato a incidere con la sua creatività, spunta il letterato, il saggista, lo scopritore di manoscritti. Questo a mio giudizio è il vero limite del romanzo.

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Il nome della rosa 2009-10-27 10:48:57 Ouroboros81
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Ouroboros81 Opinione inserita da Ouroboros81    27 Ottobre, 2009
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Il nome della rosa

La trama è sicuramente coinvolgente, tiene il lettore costantemente attento e incollato alle pagine sebbene in alcuni momenti la lettura risulti un pò lenta e pesante.

Bello il modo in cui l'autore ha ricreato e descritto la vita in monastero... sembra proprio di viverci dentro. Tantissimi i rimandi culturali.. questo libro è un invito ad approfondire storia, filosofia, religione...

Davvero un capolavoro! Affrontabile anche da chi non conosce il latino.

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consigliato a chi è affascinato dall'epoca dei monaci amanuensi.. e a chi ama i gialli storici intricati.
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Il nome della rosa 2009-09-10 15:42:34 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    10 Settembre, 2009
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il nome della rosa

Eco non si tocca, nulla da eccepire, un libro dallo stile perfetto. Le ambientazioni storiche mi affascinano sempre molto e questo romanzo ambientato sapientemente in un convento benedettino in epoca medievale è veramente seducente.

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Il nome della rosa 2009-09-01 13:15:20 daniele
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Opinione inserita da daniele    01 Settembre, 2009

un classico imperdibile

L'ho rieltto da poco.Come scriveva Calvino, un classico é un libro che non ha mai finito di dirci quello che ha da dire. Verissimo anche nel caso del capolavoro di Umberto Eco. Un equilibrio perfetto tra storia, giallo, atmosfere gotiche, un' immersione in un mondo perduto. Chi ama la vera letteratura non può perderlo.

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Il nome della rosa 2009-08-31 12:27:13 srix
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srix Opinione inserita da srix    31 Agosto, 2009
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Il nome della rosa

Bellissimo libro con significati profondi, ti prende e ti coinvolge anche se per chi non conosce il latino le citazioni sono difficili da comprendere.

Il labirinto, i vari intrecci fra i frati, le descrizioni dei personaggi che vanno a illuminare le loro caratteristiche, da leggere e rileggere

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