Il papà di Giovanna Il papà di Giovanna

Il papà di Giovanna

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Il papà di Giovanna, romanzo di Pupi Avati edito da Mondadori. Bologna, 1938. Michele Casali è uno scialbo professore di storia dell'arte, ingenuo e sognatore. È sposato con Delia, donna di prorompente bellezza e dal discutibile passato, che l'ha scelto solo per interesse. Ma, soprattutto, è il papà di Giovanna, creatura debole e goffa che tanto gli somiglia quanto sembra distinguersi dalla madre, e che lui ama e protegge con strenua dedizione. Questo essere fragilissimo che lui vorrebbe a qualunque costo vedere felice va tuttavia progressivamente smarcandosi in un mondo solo suo, fino a scambiare per realtà i desideri e le illusioni: credendosi ricambiata dall'idolo di tutte le ragazze del liceo, non esita a difendere fino alle estreme conseguenze il suo amore immaginario. Ma in questo tracollo mentale di Giovanna - che trae origine dal rapporto conflittuale con la madre non meno che dal malinteso senso paterno della protezione - Michele troverà una ragione per amarla ancora di più, e insieme un'occasione per sciogliere i tanti nodi che stringono la vita della sua famiglia. Cronaca di un dramma familiare ambientata negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale, questa nuova, intensissima storia di Pupi Avati mette in scena con grazia singolare, e con la forza di una scrittura essenziale e diretta, lo struggente legame tra un padre e una figlia. E con tocco delicato e preciso, senza cedere alla tentazione della nostalgia e del cliché, restituisce il vivido ritratto di un'epoca e di quei luoghi - il microcosmo emiliano - che hanno una parte così rilevante in tutta la produzione narrativa e cinematografica dell'autore. Luoghi in cui la sua immaginazione riesce ancora una volta a spaziare libera da incertezze, regalandoci, suadente e romanzesca, un libro di un'intensità dolorosa, di disperata dolcezza, che lascia una traccia indelebile su chiunque gli si avvicini.
Da questo romanzo il film in concorso alla 65° mostra del cinema di Venezia.

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Il papà di Giovanna 2009-12-27 03:02:15 Elisa Barone
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Opinione inserita da Elisa Barone    27 Dicembre, 2009

il papà di Giovanna

Storia di amore e di compassione: l'amore di un padre che travalica l'umana aspettativa di figli belli, intelligenti, perfetti; compassione in chi legge con la lucidità di capire che Giovanna è solo una povera ragazza che nessuno vorrebbe come figlia, sorella, amante, che neanche la madre riesce ad accettare, che dalla vita ha avuto una sola cosa: suo padre.
E lui sarà per sempre, il papà di Giovanna, con amore ostinato e vero, contro tutto e tutti, contro il male di cui sua figlia è stata capace, mai contro la figlia, benchè la stessa capace di far male per follia crudele, ma comunque crudele.
L'autore mette in scena un uomo che commuove, intenerisce, trasmette il dramma di chi sa amare fino in fondo, donando un sentimento esclusivo, prioritario alla figlia diversa malata, sublimandone la devianza,condividendone piccole cose, piccole intese, comunicando, talvolta, con parole come codici segreti, proiettando se stessi in una realtà in cui la complicità fra loro li solleva sopra gli altri e li rende quasi felici.
Struggente la solitudine dell'uomo che trascura se stesso fino a fingere di non capire ciò che, al di là di sua figlia, si delinea sotto i suoi occhi aperti solo su Giovanna e chiusi su tutto il resto anche sulla donna che ama, anche sull'amico di famiglia più amico di sua moglie che della famiglia.

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Il papà di Giovanna 2009-05-26 23:14:31 Arcangela Cammalleri
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Arcangela Cammalleri Opinione inserita da Arcangela Cammalleri    27 Mag, 2009
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Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Romanzo pag. 134



Per raggiungere la scuola Giovanna e suo padre costeggiavano ogni mattina un ampio tratto dei giardini Margherita, camminando fianco a fianco, sotto il fogliame dei grandi ippocastani, folto e gocciolante brina. Era quel percorso verso la scuola che lui riteneva indispensabile a dotare la sua amatissima figlia delle energie sufficienti a fronteggiare il mondo.

La dedica: Alle persone che vogliono bene alle persone

La vicenda si dipana in un arco di tempo che va dal 1938 al 1953, 15 anni di fatti personali che travolgono una famiglia bolognese e sullo sfondo sfumati, 15 anni di fatti collettivi (il fascismo, la seconda guerra mondiale) che travolgono popoli interi. Al centro della storia, un padre, Michele Casali, un oscuro professore di storia dell’arte e la figlia Giovanna diciassettenne, labile psicologicamente, in secondo piano la madre Delia, donna di grande bellezza. Pupi Avati in uno stile immediato ed efficace scrive e descrive il dramma famigliare che già si avverte sin dalle prime note del romanzo, in questo esclusivo amore paterno verso la figlia teso a preservarne ogni delusione. I personaggi sono delineati con fulminanti tratti fisici e lampanti intuizioni psicologiche; da uomo del cinema, la tecnica narrativa è così visiva che sembra di vedere la fisionomia di ciascuno e di seguirne con sguardo attento i comportamenti. Trapela un’atmosfera drammatica e sofferente, questo padre che cerca di carpire il sorriso sul volto e nell’animo di Giovanna, volutamente, non vedendo la fragilità interiore e proteggendola fino allo spasimo del cuore. Pupi Avati riesce con poche e sparse annotazioni e particolari a restituirci il ritratto storico dell’epoca senza accenti parossistici né tantomeno giudizi politici e moralistici. Risulta chiaro come l’autore non usi indulgenza verso la madre ora condannata dal suo egoistico agire ora compatita per il suo fallimento come moglie e madre, mentre aderisce sentimentalmente a Michele devoto e protettivo verso la figlia. Forse, a volte, il troppo amore, cieco e totalizzante distrugge le persone a cui è rivolto, come un amore sotteso, non conclamato perché cova delusione e insofferenza. Giovanna già non bella e debole si trova a competere con la grazia femminile della madre e con le ansie paterne di vedere realizzati i sogni e i desideri della figlia, così, si trova schiacciata e confusa, la perdizione in un mondo tutto suo, le sarà fatale. Un breve romanzo intenso e dolente che il lettore ama sin dalle prime pagine e accompagna le parole scritte con gli stessi sentimenti che sgorgano dal libro.



L’autore Pupi Avati (Bologna 1938) è uno dei registi più noti del cinema italiano. Ha diretto oltre trenta film tra i quali La cena per farli conoscere, Storia di ragazzi e di ragazze, Una gita scolastica. Da narratore ha scritto, tra gli altri, i romanzi, poi diventati film da lui stesso diretti: I cavalieri che fecero l’impresa (2000). La seconda notte di nozze ( 2005) e Il nascondiglio.

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