Il procuratore
Editore
Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
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Ultimo aggiornamento: 05 Mag, 2012
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"Il procuratore" di Andrea Vitali
“Il procuratore” è uno dei primi romanzi di Andrea Vitali. La copertina retrò ritrae il battello della “Navigazione Lariana” e proprio con questa scena si apre il racconto: l’Alessandro Volta, “il battello a elica più grande del lago, attracca” a Bellano. Corre l’anno 1938, è novembre, e nel paese sulla sponda lecchese del lago di Como sbarca un forestiero, Marco Perini, che si rifugia al “Caffè dell’imbarcadero” ove incontra Deilde: una giovane donna il cui viso è un “déjà vu”.
Marco Perini é originario di Bellano ed è un procuratore. Non nel significato forense del termine: perché il misterioso personaggio “intermedia”, quindi “procura”, carne umana: ossia donne per le case di tolleranza.
Da quell’attracco parte il flash back della narrazione, attraverso il ricordo del procuratore, che ripercorre le tappe della sua turpe carriera.
Le gesta del procuratore sono, come spesso succede nei romanzi di Vitale, lo stratagemma per ripercorrere la storia dal 1911 sino all’anticamera della seconda grande guerra: attraverso fatti locali, attraverso le vicende della gente comune.
La retrospettiva storica si incrocia con la storia presente del procuratore: nell’atto conclusivo, tra la canonica e il ristorante Cavallino, Marco Perini incontra Deilde per ascoltare una rivelazione che sarà un fulmine a ciel sereno e accompagnerà il protagonista alla ripartenza dall’imbarcadero.
Mentre divampa la seconda grande guerra, Marco Perini si ritrova con nuove consapevolezze, in piena maturità, a riconvertire la sua attività lavorativa: “Adesso mi occupo di uomini: di ebrei e antifascisti, li aiuto a espatriare”. Perché “le guerre non solo ti impongono di cambiare vita: ti costringono anche a cambiare testa.” Con buona pace di tutti, anche di …
… Bruno Elpis
Leggete la mia intervista ad Andrea Vitali sul mio sito www.brunoelpis.it
Il link completo dell'intervista è http://www.brunoelpis.it/le-interviste/197-intervista-ad-andrea-vitali









